Ventotene: un'isola incontaminata
Alla scoperta di Ventotene, nelle isole Ponziane. Piccola, incontaminata, ricca di paesaggi suggestivi: per un soggiorno fuori dalle solite logiche "vacanziere"
Ventotene
è
un isola del mar Tirreno, compresa nel gruppo delle isole Ponziane;
è
la più orientale dell'arcipelago. Di origine vulcanica è
adiacente all'isolotto disabitato di Santo Stefano.
Amministrativamente è inclusa nella provincia
di Latina.
Ventotene, a metà della rotta che
unisce
Ponza ad Ischia è la più
piccola isola abitata delle
Pontine. Tranquilla, avvolta da un mare
cristallino offre al
visitatore una vacanza a
stretto contatto con la natura, lontana dal
caos e dai rumori cittadini. Le sue straordinarie morfologie, profumi
della macchia mediterranea, gli intensi colori uniti alla calorosa
ospitalità dei suoi abitanti regalano un soggiorno
irripetibile a chi cerca un'isola
lontana dagli stereotipi delle
vacanze di mare.
Ogni luogo di Ventotene, l'isola è poco più lunga di due chilometri, è "in mezzo al mare" ma è anche il testimone di una storia millenaria iniziata quando Ulisse ascoltò lungo le sue scogliere il canto delle sirene. Ventotene fu la romana Pandataria, che per la sua posizione isolata nel golfo di Gaeta venne utilizzata più volte come luogo di confino; tra i più illustri personaggi dell'antichità qui relegati vi fu la moglie dell'imperatore Nerone, Ottavia, che vi morì, fatta uccidere dallo stesso Nerone. L'isola venne nuovamente scelta come luogo di confino durante il fascismo; tra gli altri, vi furono costretti a risiedere Luigi Longo e Sandro Pertini.

Il porto romano scavato nel tufo, la peschiera, gli imponenti resti archeologici di villa Giulia, e le cisterne di villa Stefania testimoniano l'importanza che già dai tempi antichi aveva l'isola di Ventotene. L'antico borgo marino, la chiesa di S. Candida, il Forte Torre ed il maestoso carcere sull'isolotto di S. Stefano sono i più importanti monumenti borbonici. La formazione di e Santo Stefano risale a circa 100 milioni di anni fa, quando sul fondale marino si aprirono profonde fratture da cui affiorò materiale magmatico che diede origine, ad esempio, ai vulcani poù antichi di quella che oggi è conosciuta come Italia centrale: Monte Amiata in Toscana, i Monti Cimini e Vulsini e i Colli Albani nel Lazio, il Vesuvio in Campania e le Isole Pontine

Ventotene e Santo Stefano sono composte principalmente da tufi gialli, trachiti e basalti, Ventotene è quasi interamente tufacea, ad esclusione della zona sud-ovest compresa tra Capo dell'Arco e Punta Pascone che è essenzialmente basaltica: dal mare, in particolare, è possibile apprezzare la policromia di gialli delle stratificazioni rocciose della costa che d'improvviso si compenetra con il nero del basalto. Santo Stefano, invece, è soprattutto basaltica, con componenti trachitiche; la sua cistra risulta perciò profondamente frastagliata e a picco sul mare circostante.

L'area protetta comprende tre zone a tutela differenziata. La più interna é la che coincide con la zona biologicamente più intatta e che ha bisogno di maggiore difesa. Qui l'accesso é consentito in misura limitata e solo per scopi scientifici, i sub dovranno essere accompagnati da personale specializzato e con apposito permesso. La seconda zona può essere considerata come riserva generale: in questa parte del territorio può anche essere previsto l'intervento umano, però l'ambiente non può essere alterato ed ogni attività deve essere finalizzata a sviluppare sempre di più la sua naturalezza. I vincoli sono meno rigidi e l'accesso viene consentito in punti fissi e percorsi prestabiliti con permessi rilasciati dell'Ente gestore, i residenti potranno avere permessi previo richiesta. Generalmente l'accesso ai subacquei é permesso, ma con guide locali autorizzate. Infine esiste una terza zona di riserva parziale, dove la presenza dell'uomo é preponderante e dove sono ammesse tutte le attività compatibili con la preservazione dell'ambiente.





