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Teatro: nuove strade alternative

E' il caso di dire che il teatro sta uscendo dal teatro: sono tante infatti le nuove forme di rappresentazione che sfruttano la recitazione in vari ambiti. Una scelta vincente sia per il pubblico che per le Compagnie

di Redazione GirlPower 23 aprile 2009

A cura di Massimo Raciti

 

teatro_alternativo_1E chi l’ha detto che il teatro si debba necessariamente fare a teatro? Come tutti i linguaggi, anche quello teatrale è soggetto a trasformazioni e, come per ogni cosa (ad esempio le lingue), anche per il teatro sono proprio le trasformazioni che ne garantiscono la linfa e lo mantengono vivo. Abbiamo avuto la più grande dimostrazione di questa teoria alla fine dell’Ottocento, quando l’arte della recitazione ha incontrato l’invenzione dei fratelli Lumière e ha dato origine al cinema. 

Certo, un evento del genere non accade tutti i giorni ma anche oggi si assiste a una continua sperimentazione del teatro con nuove formule. Una di queste ad esempio è la pubblicità: gli spot, che siano trasmessi in TV, sugli attualissimi social media, o sugli schermi di una stazione ferroviaria oggi sono veri e propri microfilm, con un messaggio semantico completo ed autosufficiente. Il pubblico infatti guarda sempre più con interesse gli spot commerciali divertendosi come se si trovasse davanti a vere e proprie pillole di cinema

Ma il teatro di oggi, grazie alla caparbietà di alcune Compagnie particolarmente lungimiranti, assume anche altre nuove declinazioni. Proprio in queste settimane, la S&D Musical Company sta allestendo a Roma “Not day but today” (www.myspace.com/rentribute), un tributo al musical “Rent”. In linea col carattere bohemien dello spettacolo, la Compagnia che lo rappresenterà non salirà sulle tavole del palcoscenico dei teatri bensì tra i tavoli di alcuni pub romani.

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Anche la Compagnia delle Ombre ha spostato il luogo delle sue rappresentazioni, facendole migrare dal teatro a suggestive ville nelle quali vengono messe in scena sceneggiature che prevedono un delitto. I soggetti sono scritti appositamente per l’occasione e il pubblico partecipa assieme agli attori per risolvere il giallo. Questi giochi di ruolo possono essere il divertimento di una sera, di un intero week-end o addirittura un’esperienza formativa che ha il fine di instaurare un team di lavoro affiatato per le aziende.

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I format degli spettacoli sono vari e adattati in base ai partecipanti, alla situazione e alla location. In questo caso, il teatro viene venduto all’interno di un pacchetto che prevede gustose cene e piacevoli soggiorni: sicuramente un’esperienza diversa dal solito che coinvolge estremamente lo spettatore (che diventa improvvisato attore), all’insegna dell’originalità, del buon cibo e della riscoperta di scorci storici e geografici del nostro Bel Paese.

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Analogo è il caso di “Via Andante”, una compagnia che proprio in questi mesi sta portando in scena nelle scuole lo spettacolo “Accipicchia ci hanno rubato la lingua”, scritto da Corrado Veneziano e già soggetto di una serie televisiva per bambini, trasmessa dalla RAI, nonché di un libro pubblicato da Giunti Editore. Lo spettacolo non ha solo uno scopo ludico ma anche uno didattico: vuole trasmettere ai più piccoli l’importanza del corretto uso della lingua italiana. L’originalità di “Via Andante” sta però nella decisione di allargare l’ambito delle sue rappresentazioni anche alle feste di compleanno e ad altri eventi per bambini. Una scelta vincente confermata dalle numerose richieste di genitori che, anziché regalare i soliti giocattoli, hanno optato per un pomeriggio di divertimento e adrenalina all’insegna del teatro. In fondo, in diverse lingue straniere, il verbo recitare è sinonimo del verbo giocare (ndr. Play, jouer, jugar, ecc…).

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Chiaramente è giusto che anche il teatro come tradizionalmente lo intendiamo continui ad esistere e, soprattutto nell’ambito del musical, sembra essere ancora piuttosto attivo. Tuttavia non va accantonata l’idea di cercare nuove strade, per assicurarsi di coinvolgere un numero sempre più vasto di spettatori e per fornire al teatro un apporto costante di nuova linfa sia creativa che, perché no, commerciale. “Come si cambia per non morire…” : una canzone ? Anche. Forse il motto per un Teatro sempreverde.


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