Siena garanzia di bellezza
Snobbate il mare e volete fare un giro nelle città più belle d'Italia? Siena è un ottimo punto di partenza, con i suoi monumenti e la passione profonda per il Palio
Se, passeggiando per le vie di questa città alzate gli occhi e trovate una lupa che allatta due gemelli, entrate in una chiesa e vedete opere di Bernini e Michelangelo, non guardatevi attorno alla ricerca del Colosseo o della basilica di S. Pietro, perché non sono qui. Non siete infatti a Roma, ma a Siena, gioiello della Toscana. Ma andiamo con ordine: perché la lupa?
Questa presenza va fatta risalire all’origine mitica della città, che sarebbe stata fondata dai figli di Remo, Senio e Ascanio, scappati da Roma per evitare che lo zio Romolo riservasse loro la stessa sorte dello sfortunato padre. Dall’Urbe i due giovani portarono il simbolo della lupa, che fa appunto oggi parte del panorama della città.
Il legame con la capitale diverrà forse ancora più forte nel medioevo quando la cittadina toscana diventa un punto di passaggio obbligato per i tanti pellegrini che, soprattutto in occasione dei giubilei, si recavano in pellegrinaggio a Roma. Il percorso privilegiato (e anche uno dei più sicuri, perché se oggi viaggiare è difficile per via di scioperi aerei, caro-benzina e compagnia bella, nel medioevo si correva il rischio di essere uccisi ad ogni passo da briganti o di morire semplicemente per il troppo freddo o per essersi addentrati in un foresta, senza riuscire a ritrovare la via di uscita) era costituito dalla via Francigena, che deve il suo nome al gran numero di pellegrini franchi che la percorrevano. Il periodo migliore nella storia di Siena è quindi proprio quello medievale: dal XII secolo infatti la città comincia ad espandere il suo territorio e a stringere alleanze con gli aristocratici della zona; la produzione di lana ed il lavoro dei banchieri sono le attività più sviluppate.
La potenza politica ed il benessere economico portano quindi, soprattutto nel secolo successivo, ad una vera e propria esplosione di ogni manifestazione artistica che cambiano il volto della città.
Uno dei luoghi più celebri è sicuramente la piazza del campo col suo Palazzo Pubblico, costruito alla fine del XIII secolo per ospitare il governo cittadino, con la torre del Mangia che svetta in ogni cartolina senese. L’interno del palazzo è arricchito da splendidi affreschi, come il Guidoriccio da Fogliano di Simone Martini e le Allegorie del Cattivo e del Buon Governo, opera di Ambrogio Lorenzetti, che ci permettono di capire l’aspetto della città nel XIV secolo, poco prima dello scoppio di un’epidemia di peste che vedrà tra le sue vittime lo stesso Ambrogio. Ma la piazza del campo è famosa soprattutto perché, due volte all’anno, si popola di contradaioli che incitano i loro cavalli impegnati nel Palio; tutta la città torna allora ad immergersi nella magica atmosfera di secoli fa.
Tornando al presente, e spostandoci soltanto un po’ incontriamo il Duomo, consacrato nel 1179 ma terminato soltanto un secolo dopo. L’esterno è caratterizzato dal tipico rivestimento in marmi bianchi e neri, che torna anche all’interno, diviso in tre navate e coperto da volte a crociera. Da non perdere, sempre all’interno del Duomo, la biblioteca Piccolomini, affrescata dal Pinturicchio con storie della vita di Pio II (che era appunto un Piccolomini). Ogni scena è un mondo a parte, con mille particolari e dettagli curatissimi. Parlavamo però all’inizio di Bernini e di Michelangelo; anche loro hanno lavorato in quest’edificio, rispettivamente nella Cappella del Voto e nell’altare Piccolomini, proprio accanto alla libreria.
Ma Siena ha talmente tanto da offrire…basta solo partire.





