Rinascimento italiano e Pop Art cinese in mostra
Da Nord a Sud tre esposizioni celebrano il Neofigurativismo di Dobrzanski, l'opera del Pintoricchio e l'arte contemporanea cinese. Gli appuntamenti a Milano, Napoli e in Umbria
In mostra al Castello Sforzesco di Milano fino al 6 aprile, l’ampia retrospettiva dedicata ad Edmondo Dobrzanski, pittore svizzero del ‘900 dallo stile neofigurativo, attento ai grandi temi sociali e storici.
Una raccolta di 250 opere, dipinti anche di grandi dimensioni, disegni, che affrontano temi “forti” che hanno lasciato un segno nella nostra storia: in primis la tragedia del Vajont, raffigurata nel gigantesco 3x6 metri che apre la mostra.
Dobrzanski traspone nelle sue opere la partecipazione e il dolore per le tragedie dell’umanità, le sue opere sono fortemente empatiche. Le sue figure sono scarne, alterate nelle forme, l’uso di colori torbidi e terrosi evidenzia l’angoscia di una società colpita da tragedie.
Dobrzanski non rimane indifferente a questi eventi : è un testimone attento del suo tempo, con il suo pennello raffigura la storia dagli anni ’50 fino agli anni ’90 (muore a Lugano nel 1997), descrive guerre terribili come quella del Vietnam, le rivoluzioni in America Latina, la Primavera di Praga, le lacerazioni dei Paesi dell’Est europeo.
Rappresenta anche personaggi comuni con preferenza per gli emarginati, come prostitute, anziani, operai distrutti dal lavoro e dall’alcolismo.
Anche nei soggetti apparentemente più neutri, come paesaggi e nature morte, aleggia una velata angoscia.
L’artista dichiarò in un’intervista: ”Sono nato nel 1914 a battesimo dei cannoni della I Guerra Mondiale, ho attraversato la II Guerra Mondiale, i campi di sterminio, il genocidio atomico. Il mio secolo si chiude con le guerre etniche e di religione. “
L’assessore Vittorio Sgarbi ha dichiarato: “Questa mostra offre al pubblico l’occasione di apprezzare l’opera di un grande artista che ha espresso una forte tensione drammatica nelle sue tele, dove si riconoscono elementi dell’espressionismo, dell’Infomale e di tanta cultura europea che si pone tra arte applicata ed implicata.
Portare Dobrzanski a Milano è un segno di politica culturale che vuole proporre al pubblico tematiche e autori appassionanti, capaci di colpire e coinvolgere lo spettatore con la forza della loro capacità espressiva”
Sul sito www.milanocastello.it potete trovare tutte le informazioni relative alla mostra.
Fino al 29 giugno sarà possibile visitare a Perugia presso la Galleria Nazionale dell’Umbria la grande mostra dedicata a Pintoricchio, uno dei più grandi artisti del Rinascimento italiano, diventato simbolo di Perugia.
Nel capoluogo si potrà ammirare l’esposizione principale, invece a Spello – la seconda sezione accanto all’allestimento perugino – la cappella Baglioni, detta Bella, il capolavoro dell’artista.
Un percorso culturale che si snoda in alcuni borghi umbri come Spoleto dove Pintoricchio lavorò per gli affreschi della Cattedrale di Santa Maria Assunta, a Orvieto per il Duomo, a Trevi per il Complesso monumentale di San Francesco.
Un’ottima occasione per godersi le opere ricche di storia, luci e vividi colori del Pintoricchio e andare alla scoperta del cuore verde dell’ Italia Centrale, l’Umbria, e dei suoi bellissimi ma spesso poco conosciuti borghi.
Nell’esposizione a Perugia sono esposte quasi tutte le opere mobili esistenti dell’artista, alcune delle quali mai viste in Italia.
Il suo soprannome “Pintoricchio” gli venne affibbiato dai suoi contemporanei che lo consideravano ‘piccolo e di poco aspetto', il numero due rispetto al 'divin pittore', il grande Perugino.
La pittura del Pintoricchio e’ un trionfo di particolari, di paesaggi dalla luce abbagliante, di una natura osservata con cura e amore e poi rappresentata.
www.mostrapintoricchio.it per tutte le informazioni sulla mostra.
A Napoli fino al 25 febbraio presso il PAN - Palazzo delle Arti – è possibile visitare l’interessante mostra “La Cina è vicina” , sull’arte contemporanea cinese.
Le opere sono distribuite secondo un rigido apparato teorico, ogni sala ha un titolo e con esso un tema.
Si parte dalla Pop Art e con Andy Warhol, il suo Mao del 1972 è ispirazione per gran parte degli artisti nella Cina post- rivoluzionaria.
Le opere di Shi Xinning esposte testimoniano un filone “Mao-pop”, in cui troviamo Mao a Las Vegas o insieme a Audrey Hepburn.
E’ il trionfo del consumismo occidentale nelle opere dei Luo Brothers e in “Requesting Buddha” di Wang Quinsong.
La mostra si apre con il video “Fen Ma Liuming Walks The Great Wall” tratto da una ‘performance’ sulla Grande Muraglia di Ma Liuming e si chiude, in contrapposizione, con il video della sfilata di Fendi nel 2007 sulla stessa Muraglia.
Come dire, il vecchio e il nuovo vicini e contrapposti.
Interessante la sezione dedicata alla condizione della donna in Cina, opere di Cui Ximen – One day in 2004 No.2 , bambine di una scolaresca pop ferite da abus i-, Yang Quian, - prostitute di Hotel Bathroom No.13 - l’emancipazione della donna tratteggiata con ironia da Liu Jin in Same You, Same Me.
Il titolo della mostra vuole essere volutamente provocatori: quanto è vicina a noi la Cina? Forse più di quello che noi comunemente pensiamo.
www.palazzoartinapoli.net , sito completo con tutte le informazioni.





