Futurballa in mostra a Milano
A quasi quarant'anni dall'ultima mostra a lui dedicata, Palazzo Ducale dedica una mostra ad uno dei grandi protagonisti del Futurismo
Dei tanti movimenti artistici nati in Italia nel corso dei secoli, il Futurismo è uno dei più vicini a noi e anche uno dei più particolari. Il fondatore è lo scrittore Filippo Tommaso Marinetti che, nel primo manifesto del gruppo futurista (datato 1909), dichiara di voler uccidere il chiaro di luna, distruggere i musei e che un'automobile è di gran lunga preferibile a qualsiasi vecchia e polverosa scultura. Il futurismo vuole infatti rompere totalmente con il passato, esaltando la velocità della vita moderna, il progresso, la città, contrapponendosi a tutto ciò che appariva statico e noioso ed esaltando perfino la guerra "sola igiene del mondo" e disprezzando – ahinoi – la donna.
Non
c'è che dire, davvero un bell'inizio...effettivamente
alcune idee del gruppo futurista hanno contribuito a far giudicare
negativamente l'intera loro produzione, che non si limita alla sola
pittura, ma si
occupa di sperimentazioni a tutto campo, dalla cucina alla musica
(formidabili le macchine
intonarumori di Russolo).
Per quanto
riguarda invece la pittura in senso stretto, nel
gruppo di artisti
troviamo le più grandi personalità della scena italiana
del tempo, da Boccioni a Carrà (non Raffaella ma
Carlo), dal
già citato Russolo a Severini.
Uno
dei più particolari ed originali è di certo Giacomo
Balla , che pur avendo una formazione verista e
divisionista finisce
per aderire completamente al futurismo, tanto da firmarsi, in alcune
su tele, Futurballa.
In occasione del cinquantenario della sua morte,
avvenuta il 1 marzo 1958, il
Palazzo Reale di Milano ha organizzato
una mostra che consente di comprendere a tutto tondo l'opera di
questo artista, occupandosi degli anni tra il
1900 ed il 1929, che
vedono Balla muoversi progressivamente dal divisionismo al futurismo.
L'esposizione si articola
in cinque sezioni, in modo da poter
attraversare i diversi momenti di studio e ricerca che hanno
caratterizzato l'opera dell'artista torinese: si parte quindi
dalle prime esperienze in cui le tele già risentono
dell'influenza della fotografie, soprattutto per il taglio e le
inquadrature insolite, ma che presentano ancora una pennellata
divisionista, che scompone cioè il soggetto scelto. Una fase
fondamentale della produzione di Balla è quella che vede
l'artista impegnato nello studio
del movimento, a cui è
dedicata la seconda sezione della mostra, con opere come
Automobile+vetrine+luci,
del 1912. Si passa quindi
alla
Ricostruzione futurista
dell'universo, che è anche il titolo
di uno dei manifesti scritti dal pittore, dove troviamo soprattutto
bozze di scenografie teatrali e costumi (Balla lavora infatti anche
per il balletto Feu d'artifice di Stravinskij). Le
ultime
due sezioni sono dedicate rispettivamente all'Arte–Azione,
su
come si può utilizzare l'arte come strumento educativo, ed
alle Energie e Sensazioni,
in cui troviamo opere volte a illustrare
il rapporto tra l'energia ed il modo in cui questa viene percepita.
Le opere esposte, tra oli, tempere, pastelli, acquerelli, sculture e fotografie, sono duecento e provengono da alcuni dei più importanti musei del mondo, tra cui il Moma di New York ed il Centre George Pompidou di Parigi. La mostra sarà aperta fino al 2 giugno, tutti i giorni (il lunedì dalle 14:30 alle 19:30, dal martedì alla domenica dalle 9:30 alle 19:30, il giovedì dalle 9:30 alle 22:30, ma la biglietteria chiude un'ora prima degli orari indicati); il biglietto intero costa 9 euro, ma ci sono riduzioni per bambini, anziani, soci del TCI e gruppi di studenti.





