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Futurballa in mostra a Milano

A quasi quarant'anni dall'ultima mostra a lui dedicata, Palazzo Ducale dedica una mostra ad uno dei grandi protagonisti del Futurismo

di Sara Pietrantoni 3 marzo 2008

Dei tanti movimenti artistici nati in Italia nel corso dei secoli, il Futurismo è uno dei più vicini a noi e anche uno dei più particolari. Il fondatore è lo scrittore Filippo Tommaso Marinetti che, nel primo manifesto del gruppo futurista (datato 1909), dichiara di voler uccidere il chiaro di luna, distruggere i musei e che un'automobile è di gran lunga preferibile a qualsiasi vecchia e polverosa scultura. Il futurismo vuole infatti rompere totalmente con il passato, esaltando la velocità della vita moderna, il progresso, la città, contrapponendosi a tutto ciò che appariva statico e noioso ed esaltando perfino la guerra "sola igiene del mondo" e disprezzando – ahinoi – la donna.

maccihna_intonarumori_russoloNon c'è che dire, davvero un bell'inizio...effettivamente alcune idee del gruppo futurista hanno contribuito a far giudicare negativamente l'intera loro produzione, che non si limita alla sola pittura, ma si occupa di sperimentazioni a tutto campo, dalla cucina alla musica (formidabili le macchine intonarumori di Russolo). Per quanto riguarda invece la pittura in senso stretto, nel gruppo di artisti troviamo le più grandi personalità della scena italiana del tempo, da Boccioni a Carrà (non Raffaella ma Carlo), dal già citato Russolo a Severini.


mercurio_ballaUno dei più particolari ed originali è di certo Giacomo Balla , che pur avendo una formazione verista e divisionista finisce per aderire completamente al futurismo, tanto da firmarsi, in alcune su tele, Futurballa. In occasione del cinquantenario della sua morte, avvenuta il 1 marzo 1958, il Palazzo Reale di Milano ha organizzato una mostra che consente di comprendere a tutto tondo l'opera di questo artista, occupandosi degli anni tra il 1900 ed il 1929, che vedono Balla muoversi progressivamente dal divisionismo al futurismo. L'esposizione si articola in cinque sezioni, in modo da poter attraversare i diversi momenti di studio e ricerca che hanno caratterizzato l'opera dell'artista torinese: si parte quindi dalle prime esperienze in cui le tele già risentono dell'influenza della fotografie, soprattutto per il taglio e le inquadrature insolite, ma che presentano ancora una pennellata divisionista, che scompone cioè il soggetto scelto. Una fase fondamentale della produzione di Balla è quella che vede l'artista impegnato nello studio del movimento, a cui è dedicata la seconda sezione della mostra, con opere come Automobile+vetrine+luci, del 1912. Si passa quindi alla Ricostruzione futurista dell'universo, che è anche il titolo di uno dei manifesti scritti dal pittore, dove troviamo soprattutto bozze di scenografie teatrali e costumi (Balla lavora infatti anche per il balletto Feu d'artifice di Stravinskij). Le ultime due sezioni sono dedicate rispettivamente all'Arte–Azione, su come si può utilizzare l'arte come strumento educativo, ed alle Energie e Sensazioni, in cui troviamo opere volte a illustrare il rapporto tra l'energia ed il modo in cui questa viene percepita.

Le opere esposte, tra oli, tempere, pastelli, acquerelli, sculture e fotografie, sono duecento e provengono da alcuni dei più importanti musei del mondo, tra cui il Moma di New York ed il Centre George Pompidou di Parigi. La mostra sarà aperta fino al 2 giugno, tutti i giorni (il lunedì dalle 14:30 alle 19:30, dal martedì alla domenica dalle 9:30 alle 19:30, il giovedì dalle 9:30 alle 22:30, ma la biglietteria chiude un'ora prima degli orari indicati); il biglietto intero costa 9 euro, ma ci sono riduzioni per bambini, anziani, soci del TCI e gruppi di studenti.

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