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Itinerari: Repubblica Dominicana

Palme, spiagge vergini, coralli, balli caraibici, tanto divertimento ed estate tutto l’anno sono gli ingredienti di una vacanza nella Repubblica Dominicana, ma fuori dai villaggi turistici la realtà è un po’ diversa…

di Redazione GirlPower 23 dicembre 2009

A cura di Massimo Raciti

 

repubblica_dominicana_1Il paradiso costa poco più di mille Euro. Nove ore di aereo dall’Italia (con un volo che non faccia scali) e si viene catapultati in una realtà che, per chi non è mai stato ai Caraibi, lascia veramente a bocca aperta. Ovviamente l’effetto sorpresa è ulteriormente enfatizzato se si parte dall’Italia in un periodo invernale. Dopo pochi minuti dall’atterraggio, la nebbia e il freddo lasciati in Italia diventano un ricordo al quale non si penserà più per tutta la vacanza, se non per mandare solidarietà a quei poveretti avvolti da cappotti e raffreddore, così lontani dai costumi da bagno e dai cocktail che ci stiamo godendo. 

Anche se normalmente non amo l’idea del villaggio turistico perché filtra troppo la vera natura del luogo, rendendo tutto troppo commerciale, nella Repubblica Dominicana è decisamente consigliabile. I villaggi turistici, in luoghi particolarmente poveri e segnati dalla delinquenza, rendono la vacanza più sicura e garantiscono molti comfort che non si avrebbero in un normale hotel. La formula dell’all-inclusive - ormai diffusissima – garantisce, oltre al pernottamento, tutti i servizi come palestra, accesso alla spiaggia privata, animazione, cibo a buffet e bevande senza limiti di quantità né di orario, inclusi nel prezzo già pagato. Particolarmente caratteristici sono i villaggi che prevedono l’alloggio in bungalow; uno di questi è il “Viva Dominicus” di Bayahibe, a Sud-Est dell’Isola che ha il pregio/difetto, a seconda dei punti di vista, di ospitare una clientela al 90% composta da italiani. E’ proprio il Sud della Repubblica Dominicana la parte turistica, mentre quella settentrionale è principalmente dedita all’agricoltura, all’industria e al commercio.

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Pur alloggiando in un villaggio turistico è comunque possibile addentrarsi nella realtà locale, approfittando di escursioni organizzate, che possono darci un’idea di ciò che avviene al di fuori delle mura dorate delle strutture vacanziere. La capitale, Santo Domingo, ad esempio, mostra già uno squarcio sulla povertà dei dominicani. Dopo aver visitato le attrattive storiche più celebri come la Cattedrale, la residenza di Diego Colombo e la tomba (ne esistono diverse in tutto il mondo…) di Cristoforo Colombo, basta addentrasi per le vie della città per accorgesi che alcuni quartieri sono davvero fatiscenti e le abitazioni in genere sono ben lontane dagli standard ai quali siamo abituati. Fanno eccezioni le ville degli imprenditori europei e statunitensi. Un dottore guadagna mensilmente circa 800 dei nostri Euro mentre lo stipendio medio si aggira attorno ai 200-300 Euro, ragion per cui una mancia anche solo di qualche moneta europea è sicuramente cosa ben gradita! Nonostante la valuta ufficiale sia il Peso, vengono accettati facilmente e volentieri anche dollari americani ed euro. 
Al momento della partenza, è consigliabile cambiare la propria valuta in dollari poiché i pesos non possono essere cambiati nuovamente una volta tornati in Italia.

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Per quanto riguarda la lingua, quella ufficiale della Repubblica Dominicana è lo spagnolo mentre, a Ovest dell’isola, varcati i confini con Haiti, si parla francese. La spiegazione di questa divisione idiomatica dell’isola condivisa da due nazioni, affonda le sue origini nel periodo coloniale, durante la contesa dei territori tra Francia e Spagna.

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Prima di tornare in Italia è tappa obbligata ballare una bachata, fare il bagno in zone abitate dalle stelle marine (senza tormentarle troppo!), assaggiare il latte di cocco, bevendolo con una cannuccia direttamente dalla noce e sorseggiare almeno un bicchiere di quella che viene definita “la vitamina R” il ron (rhum)! Ma attenzione col bere… i numerosi tipi di batteri presenti nell’acqua dominicana, ai quali noi non siamo abituati, causano ai turisti almeno un paio di giorni di continue visite alla toilette… Dal momento che è praticamente impossibile limitarsi alle bottiglie d’acqua sigillate, meglio quindi premunirsi - al momento della partenza - di fermenti lattici a volontà che garantiscano un soggiorno non troppo “movimentato”… A chi deciderà di partire, buon viaggio!


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