Capodanno nel mondo
Facciamo un giro intorno al mondo e andiamo a vedere quali sono le tradizioni curiose, le usanze e le consuetudini culinarie usate per festeggiare il Capodanno in tanti Paesi
A cura di Flavia Miglietta
Si avvicina il famoso giorno del veglione, giorno che per settimane ci accompagna con la solita frase “Che fai a capodanno?”. Anche il 2009 ci sta per salutare e sono andata a farmi un giro per la rete per scoprire i cibi che vengono mangiati in altri paesi e cosa può far concorrenza al nostro cotechino e lenticchie.
In Argentina e nei paesi situati sotto l’equatore, queste festività arrivano in piena estate quindi, gioco forza, le loro abitudini alimentari sono decisamente diverse dalle nostre, oltre che per cultura e tradizioni, anche per il clima. Nella terra del grande Maradona uno dei piatti classici di questo periodo è l’Asado, carne di manzo cotta alla brace, una sorta di barbecue del nostro ferragosto. Tradizione simpatica per salutare il nuovo anno è distruggere i documenti cartacei riducendoli coriandoli e gettarli della finestra allo scoccare della mezzanotte.
Rimanendo sempre in sud America, arriviamo nel folcloristico Brasile, paese talmente vasto che ospita molti etnie e religioni e le usanze cambiano da regione a regione. Nelle metropoli come Rio de Janiero e San Paolo la tradizione vuole che ci si vesta di bianco, saltare le prime sette onde del nuovo anno (ricordo che anche in Brasile è estate). Come cibo non sono certo da meno dell’Argentina: il tacchino affumicato è uno dei piatti più tradizionali del capodanno carioca.
Una menzione per Cuba è doverosa: nel paese dei sigari e dell’Havana Club, il capodanno si vive come una festa sulla spiaggia, un po’ come i falò che spesso si fanno per la notte di San Lorenzo qui in Italia: cena tra amici con carne di maiale condita con erbe aromatiche e succo di limone. A Cuba troviamo l’utilizzo del guaiva, l’equivalente del nostro torrone.
Spostiamoci “leggermente” più in alto ed arriviamo in America settentrionale, in Canada per essere precisi. Qui vige l’usanza di decorare i palazzi delle città con lampadine; si balla la quadriglia e si cantano motivi folcloristici inneggianti alla tradizione canadese. Anche in queste tavole la carne è una delle maggiori protagoniste. Da menzionare la torta rustica (carne di maiale macinata con spezie e funghi) ed il tacchino ripieno, la cui farcitura può essere sia di carne che di mollica di pane, spezie, burro e succo di limone; il tocco finale della gelatina di mirtilli rossi deve essere assolutamente delizioso.
Concludiamo questa panoramica oltreoceano con il Giappone dove il capodanno dura per ben tre giorni, dal primo al tre gennaio. Sicuramente avrete visto qualcuno dei famigerati cartoni animati giapponesi dove le signore e le ragazze si vestono con i kimono, abito tipico e tradizionale dal paese del Sol Levante. Ma la tradizione del capodanno non si limita certo agli abiti: i giapponesi hanno l’usanza di esporre, fuori dalle loro case, delle decorazioni fatte di rami di pino e bambù; dal punto di vista culinario mi hanno stupito! Utilizzano dei cibi da associare ad auguri di felicità e salute, una sorta di cibo porta fortuna: tra questi troviamo la tipica bevanda giapponese, il sakè, che, preparato con delle spezie, è utilizzato per colpire spiriti cattivi ed è di buon augurio per la salute. Anche il pesce, in particolare l’orata, è considerato un piatto porta fortuna e concludiamo con l’equivalente dei nostri fagioli (in Giappone li troviamo di soia nera) che sono sinonimo di salute e di proficua attività lavorativa!





