SOS tecnodipendenza
Il bisogno compulsivo di controllare la mail e di avere a disposizione i nostri strumenti tecnologici è una vera e propria dipendenza, una patologia che non va sottovalutata. Ecco i possibili rimedi
A cura di Camilla Biagini
La già vasta famiglia delle dipendenze, da considerarsi come vere e proprie malattie, sembra destinata ad aumentare i suoi membri. La tecnodipendenza, ossia la dipendenza da tutto ciò che è tecnologico, è un fenomeno in continua espansione. Due ricercatrici dell’università di Northampton, Nada Kakabadse e Susan Bailey, dopo varie ricerche hanno dato il via ai preoccupanti dati su questa malattia arrivando a nominarla “tecno-eroina”, facendola cioè salire a tutti gli effetti sull’altare delle dipendenze a cui l’uomo sembra essere sempre più sottoposto.
Oramai le cosiddette “malattie mediali” sono all’ordine del giorno nei dibattiti sulle problematiche che affliggono l’uomo contemporaneo. I problemi riguardano soprattutto coloro che diventano dipendenti dalla tecnologia per motivi lavorativi, ma anche, e questi sono forse i dati più preoccupanti, i giovani in età adolescenziale. Ma cerchiamo di vedere più nel dettaglio in che cosa consista questa dipendenza.
La tecnodipendenza inizia nel momento in cui per un individuo diviene impossibile evitare di controllare e-mail e messaggi in qualsiasi situazione e in qualsiasi luogo, per esempio durante conversazioni o in luoghi quali cinema e teatri in cui i telefoni dovrebbero essere rigorosamente spenti. Ma questo è solo l’inizio facilmente mascherabile e, quindi, giustificabile dalle necessità lavorative e dagli impegni privati. La vera e propria dipendenza nascerebbe piuttosto nel momento in cui queste operazioni diventano più importanti del mondo reale, quando si preferisce, cioè, passare ore al computer, non necessarie per il lavoro, piuttosto che fare qualsivoglia altra attività. Lì inizia la vera dipendenza. E se potessimo, a questo livello, ostacolare l’utilizzo della tecnologia si noterebbero i classici sintomi di astinenza riscontrabili comunemente nell’astinenza da droghe.
Questo è il quadro della dipendenza per quanto concerne soprattutto le persone in età adulta che si trovano a stretto contatto con le tecnologie in particolar modo, anche se non solo, per questioni lavorative. È allarmante riscontrare che questo tipo di dipendenza è in forte aumento in tutti i paesi economicamente sviluppati. Quali potrebbero esserne i rimedi? Arriveremo ad avere la necessità di costituire gruppi di aiuto sullo stile degli alcolisti anonimi? Se le cose vanno avanti in questo modo sicuramente sì.
Ma, visto che la tecnologia è oramai divenuta una necessità, la cosa sicuramente migliore da fare potrebbe essere educare le persone sia mettendole in guardia verso questa malattia sia stabilendo giorni di pausa dall’utilizzo della tecnologia stessa. Un esempio di quest’ultima precauzione per evitare la caduta nella tecnodipendenza sono i venerdì senza mail (no e-mail friday) utilizzati da molte aziende nel mondo in particolare in America. Queste aziende hanno, infatti, ritenuto necessario adottare come politica aziendale per migliorare le condizioni di lavoro, e conseguentemente di vita, dei dipendenti il non utilizzo di e-mail e dispostivi elettronici durante il venerdì, durante cioè l’ultimo giorno di lavoro settimanale di queste aziende.
Questo per quanto riguarda le persone adulte in età lavorativa. Ma, come abbiamo detto, dati sempre più preoccupanti ci arrivano dal mondo dei giovani. L’utilizzo sempre più diffuso di spazi web quali Facebook e My Space sta rendendo la ricerca di una soluzione per questo tipo di dipendenza sempre più difficile. Gli ultimi dati ci informano che un numero crescente di persone soprattutto in età adolescenziale si chiude letteralmente in casa per stare davanti al computer. In questo caso le problematiche sono di tipo diverso perché la dipendenza dalla tecnologia deriva dall’incapacità di relazionarsi al mondo e alle altre persone e quindi si tratta di una problematica molto più complessa rispetto alla precedente in cui non basta certo un giorno senza utilizzo del computer per risolverla.
Purtroppo per quanto riguarda gli adolescenti spetta ai genitori e agli insegnanti rendersi conto che esiste un problema che deve essere risolto e sul quale bisogna intervenire. In questo senso si sta cercando di formare psicologi e insegnanti su queste problematiche al fine di renderli capaci di riscontrarne i sintomi. Sono molte, quindi, le iniziative volte sia alla prevenzione che all’uscita dalla tecnodipendenza, ma è importante che si rendano noti i dati relativi a questa malattia perché, proprio come ogni altro tipo di dipendenza, più la si conosce e più se ne diventa consapevoli più possibilità ci sono che si riesca ad evitare di cadervi.





