La storia di Internet
Non passa giorno in cui non accendiamo almeno per cinque minuti il nostro PC per connetterci, dando ormai per scontato ciò che abbiamo sotto mano. Ma com’è nato il poderoso strumento che ci permette ormai tantissime attività?
A cura di Massimo Raciti
Fu il lancio dei due satelliti russi Sputnik che - mostrandosi come una minaccia per l’egemonia tecnologica americana, in piena guerra fredda - portò il Dipartimento della Difesa statunitense a creare un’agenzia (ARPA) con lo scopo prioritario di «aiutare gli Stati Uniti a mantenere la loro posizione di superiorità tecnologica e a difendersi contro imprevisti avanzamenti tecnologici da parte di potenziali avversari ».
ARPA (Advanced Research Projects Agency) - che iniziò il suo programma di ricerca informatico nel 1962 - fu la madre del primo prototipo di internet, fino al 1983 chiamato appunto ARPANET.
Sono datati tra il 1962 e il 1964 gli undici rapporti di Paul Baran, dipendente della RAND Corporation, su come costruire una rete di telecomunicazioni capace di sopravvivere in caso di guerra nucleare e di attacco del territorio da parte di potenze straniere nemiche. Il concetto di rete distribuita (con struttura a ragnatela che eliminava qualsiasi rapporto di gerarchia), contenuto in questi undici rapporti, fu il contributo maggiore alla nascita della struttura di internet. Lo sviluppo della rete, per ovvie questioni tecniche, è sempre andata di pari passo allo sviluppo del computer (sebbene solo alla fine degli anni ’80 si sia verificata la fusione delle due cose); importanti quindi le figure di Joseph Licklider che scrisse, a quattro mani con Robert Taylor, un saggio intitolato Il computer come strumento di comunicazione, introducendo per la prima volta il concetto espresso dal titolo, fino allora mai considerato.
A Douglas Engelbart e a Vannevar Bush, altre figure fondamentali, si devono riconoscere invece i contributi per la nascita rispettivamente del mouse e dell’ipertesto. Il 1969 è una data cardine nella storia di internet in quanto vengono inaugurati i primi quattro nodi di ARPANET, che corrispondevano a quattro sedi universitarie. Durante gli anni ‘70 e ’80, dimensione e costi dei computer subirono un processo di costante riduzione, al contrario delle prestazioni che invece aumentarono esponenzialmente (secondo la Legge di Moore).


In quegli stessi due decenni, nacquero strumenti come la condivisione di risorse di calcolo remoto (telnet), la messaggistica personale e di gruppo (email, mailing list, newsgroup, IRC), il trasferimento di dati e di programmi da un computer all’altro (FTP), strumenti come i programmi di scrittura, database, fogli di calcolo e software di presentazione (gli antenati dell’attuale power point). In quegli anni, lo strumento che regnava sovrano nell’ambiente di internet era la messaggistica ma, con la fine degli anni ’80, gli strumenti del PC e gli strumenti della comunicazione in rete si unirono dando origine alla rivoluzione di internet e al suo boom su scala planetaria.

Gli anni Novanta costituirono uno spartiacque, poiché videro una serie di piccole rivoluzioni che interconnesse trasformarono il computer e il suo utilizzo in modo drastico rendendolo ciò che è oggi. Nel 1990, ARPANET cessò di esistere e la rete accademica iniziò a differenziarsi dalla rete commerciale mentre, nel 1993, nacque Mosaic, il rimo browser grafico per il web, seguito nel 1995 da Internet Explorer (che sovrastò il più limitato Mosaic). E’ lo stesso anno di Java, JavaScript (per i software per chat) e di Windows ’95.

I nuovi strumenti grafici e la creazione di un ipertesto online in continua espansione attirarono una miriade di utenti, incuriositi dalle nuove opportunità offerte dalla rete e incoraggiati dalla nuova facilità di utilizzo dei programmi (sempre più intuitivi) e dai costi abbattuti (grazie anche alla domanda crescente) e quindi maggiormente raggiungibili. I primi anni 2000 sono stati caratterizzati dalla tendenza di sostituire i computer fissi con i più comodi e trasportabili notebook le cui caratteristiche tecniche non hanno ormai più nulla da invidiare ai PC da tavolo.


Un’altra attuale tendenza assume il nome specifico di convergenza tecnologica e indica la capacità di dispositivi di diversa natura di svolgere le stesse funzioni e/o di interfacciarsi grazie alla reciproca compatibilità. La convergenza tecnologica è un segnale di integrazione di internet con i media già esistenti; si pensi ad esempio alle webTV, alle emittenti radiofoniche che trasmettono online, agli e-book o ai quotidiani online. Inoltre sono numerosi i nuovi dispositivi hardware che permettono nuovi utilizzi del computer e di internet; è il caso delle periferiche di puntamento come il touchpad o il touchscreen, della diffusione della banda larga (ADSL) che permette una velocità notevole di trasmissione di dati, al recente successo dei router per il collegamento wireless, delle tecnologie OCR (riconoscimento ottico dei caratteri scritti), dei programmi che permettono il riconoscimento vocale, ecc. E la storia continua…






Mondo 1.0
Articolo interessante ma suggerirei degli approfondimenti da questo articolo http://www.cronologiamondiale.it/index.php?title=Il_Mondo_1.0