Nuove truffe online: lo Smishing
I pirati informatici sono tornati all’opera dopo un periodo di apparente calma. I più colpiti, come sempre, i portali delle banche e le Poste. Stavolta hanno architettato un metodo di truffa tramite il cellulare: scopriamo di cosa si tratta e come evitare di essere truffati.
A cura di Flavia Miglietta
Le Poste Italiane, utilizzate da milioni di italiani, sono l’ente più bersagliato dai cosiddetti hacker (i pirati informatici) per colpire i correntisti od i soli titolari della carta Poste Pay, la più gettonata attualmente per gli acquisti online.
Da uno studio effettuato, un italiano su tre, di età compresa tra i 18 ed i 40 anni, è titolare di una carta prepagata rilasciata dalle Poste. I malintenzionati hanno architettato i metodi più disparati per carpire informazioni importanti mirate, prevalentemente, a prelevare soldi dai nostri conti e dalle nostre carte. Dopo il conosciuto e trattato fenomeno del Phishing, stavolta andiamo a scoprire lo Smishing che, dal nome, si capisce riguarda i nostri amati Sms. Con questa nuova versione, le truffe non viaggiano più tramite mail ma direttamente con i messaggi sul cellulare.
Il fenomeno si manifesta in questo modo: riceviamo un sms dove ci invitano a collegarci ad un sito per scaricare un video oppure una suoneria, chiaramente gratis. L’inganno scatta nel momento in cui ci colleghiamo, il nostro credito viene esaurito e ce ne rendiamo conto solo quando andiamo a verificare effettivamente quanti euro abbiamo nel telefono. Per carpire invece i dati relativi ai conti Banco Posta, riceviamo un sms dove ci vengono richiesti i dati di accesso al nostro conto. Ricordate: le Poste Italiane non chiedono mai informazioni né via telefono, né via sms, né via email. Non cadete nell’inganno anche se il mittente del messaggio appare come “Poste Italiane” o con il numero del call center delle poste stesse. (803 160).

Inoltre, l'sms può contenere un invito a comporre un numero telefonico, spesso con prefisso 899 o numerazioni simili; a questo numero vi risponderà una voce pre-registrata che, copiando anche in questo caso le funzioni del call center delle Poste, vi chiederà i vostri dati sensibili (nome, cognome, numero conto, etc.). Le precauzioni da prendere sono semplici ma spesso, anche per pura distrazione, si corre il rischio di rispondere in automatico ad un sms senza pensare alle conseguenze.

I consigli che diamo sono semplicemente questi: non collegarsi mai a siti che promettono download gratuiti; non inviare mai i dati dei nostri conti banco posta o il numero della Poste Pay anche dietro richiesta “apparente” da parte del nostro gestore, non telefonare mai a fantomatici call center che necessitano di parlare con voi. In un altro articolo, affronteremo pure il fenomeno del “Pharming” e dei Worm che costituiscono un altro tentativo di truffarci.
Vedi anche:
Cos'è il phishing
Fonti:
www.poste.it





