Giochi da tavolo
Sono innumerevoli, divertenti e adatti al periodo natalizio: un’idea regalo sempre gradita e un ottimo passatempo per le feste. I giochi di società: divertimento assicurato.
A cura di Paola Fabris
Non solo Monopoli, che da oggi si scrive con la Y, non solo scacchi e dama. I giochi da tavola ci riportano alla nostra infanzia, ai tornei di Risiko, Cluedo, carte, il Pranzo è servito, Ok il prezzo è giusto, L’allegro chirurgo. Oggi i giochi continuano a cavalcare l’onda dei quiz televisivi, ed ecco spuntare Chi vuol essere milionario, o il Gazza quiz della Gazzetta dello sport.
Adatti come regalo per il prossimo Natale ma anche come passatempo la notte di capodanno, ne troviamo adatti per ogni età. Se pensiamo che al nostro tavolo ci saranno adulti, bambini e nonni, è meglio puntare sui classici: Il gioco dell’oca, per esempio. A Monopoly si può giocare anche a squadre, bilanciando per esempio un adulto e un bambino. Per stimolare i bambini in età scolare si può giocare a Trivial pursuit, a Taboo o a Scarabeo. Semplici e di ingegno: Forza quattro e Shangai.
Un gioco antichissimo è quello delle cinque pietre, conosciuto già ai tempi dei greci e dei romani: lo scopo del gioco è totalizzare il numero di punti stabiliti in partenza dai giocatori. Si sorteggia chi deve avviare il gioco. Quando il giocatore corrente commette un errore, cede la mano al giocatore successivo. Il gioco si sviluppa in cinque livelli. Si lanciano le pietre su un piano, si prende una pietra in mano e, lanciandola in alto, con la stessa mano, si raccoglie una pietra, e poi si afferra la pietra lanciata, tale da avere in mano due pietre. Tenendo la seconda pietra in mano, si lancia la prima pietra in aria e si raccoglie una terza pietra, e poi una quarta pietra. Si lanciano le pietre su un piano, si prende una pietra in mano e, lanciandola in alto, con la stessa mano, si raccolgono, tenendole in mano, a due a due, le rimanti pietre. Si lanciano le pietre su un piano, si prende una pietra in mano e, lanciandola in alto, con la stessa mano, si raccoglie una pietra. Si lancia la prima pietra, tenendo in mano la seconda, e si raccolgono, tutti in una volta, le rimanenti tre pietre. Si ripete fino a giocare con cinque pietre. Quando si commette un errore, si passa la mano. Ogni pietra raccolta vale un punto; il risultato finale è dato dalla somma dei punti ottenuti in ciascuna mano. Vince chi raggiunge per primo il totale stabilito all’inizio del gioco.

Conoscete Carcassone? Prende nome dalla cittadella medievale di Carcassonne, in Francia, celebre per le mura della cittadella fortificata. Si gioca con un minimo di 2 giocatori a un massimo di 5. Il tabellone, costituito di tessere quadrate, rappresenta un paesaggio medioevale e viene costruito dai giocatori stessi un pezzo alla volta. All’inizio del gioco, una singola tessera è posizionata sul tavolo, scoperta; le altre tessere (71 nella versione base del gioco) sono posizionate coperte e mischiate. Ogni tessera servirà a ricomporre un frammento di paesaggio: strade, campi, città.
Tra gli intramontabili c’è “Indovina Chi?”. Chi era bambino negli anni ’80 non può non conoscerlo. Si gioca in 2: ognuno ha una tavoletta con dei volti disegnati, con caratteristiche ben marcate: ricci, occhiali, cappello. Ogni giocatore sceglie poi una figurina, scelta da un mazzo a parte, che raffigura uno dei personaggi. Bisogna indovinare la figurina posseduta dall’avversario, andando per esclusione: ciascun giocatore a turno può porre una domanda su una caratteristica dell’aspetto del personaggio avversario. “Porta gli occhiali?”, se la risposta è “No”, si comincia a cancellare le figurine dei personaggi con gli occhiali ecc…

L’estremo oriente ha regalato molti giochi da tavola, come il go. Due giocatori che collocano alternativamente pedine nere e bianche sulle intersezioni vuote di una sorta di scacchiera quadrata. Lo scopo del gioco è il controllo di una zona della scacchiera maggiore di quella controllata dall’avversario. I giocatori cercano di disporre le proprie pietre in modo che non possano essere catturate, ritagliandosi allo stesso tempo dei territori che l’avversario non possa invadere senza essere catturato.
E’ adatto dai 5 anni in su la dama cinese. Curiosità: la sua origine è tedesca ed è un gioco molto diverso dalla dama. Questo nome è una traduzione di Chinese checkers, nome che le è stato dato successivamente negli Stati Uniti perché suonava più esotico. Il suo nome originale in tedesco è Stern-Halma, poiché è molto simile al gioco Halma, da cui differisce principalmente per la scacchiera a stella (Stern). Possono partecipare da 2 a 6 giocatori. Si gioca su di una scacchiera formata da caselle esagonali disposte a forma di stella a sei punte. L’obiettivo del gioco è di spostare le proprie pedine da una punta a quella opposta. Le pedine possono muoversi come nella dama tradizionale: una mossa in diagonale o più mosse. Le pedine che vengono saltate non si eliminano, in quanto per vincere il gioco sono necessarie tutte le pedine.

Anche il domino è un gioco che appassiona sempre. Si utilizzano 28 tessere. Queste sono tutte suddivise in due sezioni recanti dei punteggi segnati con dei pallini, da 0 a 6. Si può giocare in 2 oppure in 4 persone. Si inizia rovesciando a faccia in giù sul tavolo le tessere e se ne distribuiscono 7 a testa, senza farle vedere all’avversario. Se si gioca in 2 le restanti 14 vanno lasciate a faccia in giù, serviranno in seguito; se si gioca in 4 una volta distribuite 7 tessere per ciascun giocatore saranno esaurite. Il primo giocatore inizia a disporre la prima tessera sul tavolo; poi il turno passa alla persona che segue alla sua sinistra: questi potrà mettere una sua tessera attaccata a quella che c’è già solo se ne ha una col punteggio uguale a una delle due sezioni. Se un giocatore non può attaccare una tessera, passa il turno se si gioca in 4; oppure pesca da quelle rimaste e passa il turno a meno che non sia possibile disporre quella pescata sul tavolo. Vince chi finisce per primo le tessere.

Infiniti i giochi con le carte: briscola, rubamazzetto, scala 40, merda, scopa, sette e mezzo, tressette, bridge, burraco, canasta, poker, i giochi con le figure come il mercante in fiera.

Si comincia da bambini e si continua da adulti: i giochi di ruolo sono una vera e propria passione. Non spaventatevi se vostro figlio o il vostro fidanzato si fa chiamare “Master”, “Custode” o “Narratore”, sarà semplicemente colui che narra la storia. Ogni personaggio è caratterizzato da svariate caratteristiche a seconda del tipo di gioco di ruolo e interpretano le azioni dei personaggi e le loro reazioni col contesto immaginario che il Master crea intorno a loro. I giochi da tavola rimangono un ottimo allenamento per il cervello, stimolano i bambini e rinfrescano la mente degli adulti. Ed è impossibile non divertirsi. Non dimentichiamoci la Tombola, che fa subito festa. Non c’è Natale né capodanno senza tombola, allora fuori i ceci e buona fortuna!





