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Yule: le tenebre che generano la speranza di luce

Yule è una festa antica e ancora tanto sentita: solstizio d'inverno e antesignano del moderno Natale. Inno alla morte - trasformazione - rinascita

di Danila Franzone 19 dicembre 2007

Mentre l'anno volge al termine, mentre il mondo si appresta a passare giorni di festa con parenti ed amici, in una dimensione più “estesa” un nuovo miracolo sta per prendere vita. Si tratta di Yule, festa celtica e pagana, che ha inizio la notte del 21 Dicembre, quando la terra raggiunge il periodo più buio nella notte più lunga dell'anno. 

Radici storiche di Yule
Sono ancora in tanti a sconoscere la storia di Yule, spesso considerata a torto come una festa a noi lontana.
La verità è che si tratta di una tradizione ben più antica del diffuso Natale, che ne ha attinto diverse usanze, sovrapponendosi pian piano ad essa.
Il solstizio d'inverno (nome con il quale è rimasta alla memoria almeno una parte di questa splendida festa) è un inno alla morte-trasformazione-rinascita.
In questo giorno si ricorda il Dio che sotto forma simbolica del Vecchio sole, muore per trasformarsi ed assumere le sembianze del sole bambino, nato dall'utero della Dea.
Come in una favola, la Dea che al momento è regina del gelo e delle tenebre, mette al mondo una speranza di luce, che viene al mondo per donare la speranza del prossimo sole.

Monumenti alla bellezza
Storicamente esistono monumenti famosissimi che sono un inno a questa grande festa.
A Stonehenge, il noto cerchio di pietre che fu eretto in Inghilterra tra il 3100 ed il 1700 a.C., ne è un esempio.
In Irlanda, più precisamente a Newgrange, nel 3200 a.C. fu eretto un grande tumulo attraverso il quale un raggio di sole dell'alba del Solstizio, percorreva uno stretto e lungo corridoio per giungere ad illuminare la piccola cella interna, dentro la quale si diceva, fosse sepolto Lugh, Dio della luce.

Curiosità
Intorno al 330 d.C. L'imperatore Costantino, pur direstare fedele alle antiche credenze, cercò di portare Yule nella sua forzata conversione al cristianesimo. Per farlo decise di cristianizzare il Natale, già in uso dal 274 d.C. Quando nell'antica Roma si cercò di sostituire i Saturnali con una festa diversa.

La pianta sacra del Solstizio d'inverno è il vischio, pianta cara ai druidi che la consideravano discesa dal cielo, quale emanazione divina.
Altra usanza era quella del ciocco che veniva portato in casa la sera della vigilia. La tradizione voleva che ad accenderlo fosse o il membro più giovane o il più anziano della famiglia. Un pezzo andava conservato fino all'anno successivo per accendere il nuovo ciocco, quale simbolo del grande cerchio della vita.
Oggi al posto del ciocco di legno, si usa il tipico dolce natalizio, noto come “tronchetto di natale” solitamente al cioccolato.

Come prepararsi a Yule
Se seguissimo lo scorrere della natura, in questo periodo dell'anno coglieremmo senza ombra di dubbio l'importanza del riposo fisico, in vista della nuova stagione.
Essendo quello invernale un periodo adatto all'analisi interiore, sarebbe ottimo trovare del tempo da dedicare alla meditazione, o in alternativa, ad una buona lettura.
Come molti sanno (in particolare tra medici e psicologi) questo è il periodo dell'anno con maggior numero di suicidi e depressioni. Il motivo che viene spesso dato alla mancanza di luce, o di contro, alle troppe luci lampeggianti di alberi e decorazioni è invece da attribuire alla forzata allegria cui quasi tutti si sottopongono per paura del giudizio altrui. Questo, unito alla corsa ai regali, agli straordinari lavorativi, e alle tante cose da organizzare pur di ottenere una vacanza perfetta, spinge ad una tristezza sempre più capillare e coincidente con il periodo di Natale.

In realtà basterebbe veramente poco per passare delle feste in armonia.
Per prima cosa va ricordato che il solstizio è insieme tenebra e buio, morte e rinascita. In questi giorni lo stato d'animo predominante è quello mutevole, fatto di pianti e risate di malinconia e gioia improvvisa. Basterebbe viverlo in toto per avvertire una piccola luce farsi strada dentro di noi al fine di sbocciare come nuovo fiore in primavera.

In questi giorni quindi, decorate la vostra casa con vischio e agrifoglio, fate un albero yulizio con bastoncini di zucchero o tanti simboli del sole, in alternativa dedicatevi pure al classico albero di natale, purchè nel farlo vi predisponiate ad un sentimento nuovo e celebrativo.
Provate a procurarvi un piccolo ciocco e accendetelo nel camino, o in mancanza di esso, usate una candela, il tutto dentro una pentola in ferro. Ormai in tanti negozi (per lo più esoterici) vendono dei piccoli calderoni in ferro, utili allo scopo.
Altro metodo è quello di procurarsi un ramo secco da dipingere e appendere alla porta. Vicino ad esso si terrano dei bigliettini e delle penne. Ogni qual volta riceverete visite, i vostri ospiti potranno scrivere un desiderio da appendere al ramo. La notte del 21 Dicembre o in alternativa, la notte in cui festeggerete, potrete bruciare il rametto con i foglietti. I desideri saliranno e si spargeranno per l'etere in attesa di venire esauditi.

Infine per la vostra tavola, cercate di avere noci, mandorle e frutta secca, per eaudire i desideri. Dei salumi per festeggiare l'abbondanza e un dolce possibilmente d'avena o al cioccolato.
Per le decorazioni servirebbe una tovaglia di lino bianco da coprire di agrifogli e vischio. In alternativa andrà bene una classica tovaglia natalizia, di quelle con decori che richiamano le piante tipiche di questa festa. Per concludere candele bianche e decori rossi, dorati e blu.

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Commenti

paoletta mercoledì, 19 dicembre 2007

bello!

bello, per me che non festeggio il natale può essere una bella alternativa!

n° 1
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