Dal 1996 si è iniziata un’intensa attività di ricerca relativa al tartufo bianco d'Alba, un tesoro d’ineguagliabile valore per le colline del paese che, da settembre a dicembre, scatena i cani e i ricercatori in una gara avvincente e appassionante.
Nel corso della manifestazione oltre ad assistere a spettacoli, concerti e rievocazioni storiche, si potrà degustare il rinomato frutto della terra conosciuto dai tempi più antichi, punta di diamante del territorio piemontese.
Testimonianze della sua presenza nella dieta si hanno del popolo dei Sumeri ed al tempo del patriarca Giacobbe intorno al 1700 - 1600 a.C.
Nel passato, non essendo ancora stabilita l'origine dei tartufi, la scienza unita alle credenze popolari coprì il tartufo di mistero al punto che non si sapeva definire se fosse una pianta o un animale. Venne anche definito come un’escrescenza degenerativa del terreno e addirittura cibo del diavolo o delle streghe. Per una ventina di secoli, si è anche discusso sulle sue proprietà afrodisiache.
Nel '700 il tartufo Piemontese era considerato presso tutte le Corti una delle cose più pregiate. La ricerca del tartufo costituiva un divertimento di palazzo perciò ospiti e ambasciatori stranieri a Torino erano invitati ad assistervi. Il Conte Camillo Benso di Cavour nelle sue attività politiche utilizzò il tartufo come mezzo diplomatico, Gioacchino Rossini lo definì "Il Mozart dei funghi", Lord Byron lo teneva sulla scrivania perché il suo profumo gli destasse la creatività
Le componenti principali dei tartufi (proteine, grassi, carboidrati, acqua e ceneri) risultano quantitativamente simuli ad altri funghi e come tali l'alta percentuale d’acqua contenuta, fra il 75 e il 90%, e la presenza di molecole non digeribili dall'uomo fanno sì che il valore nutrizionale del tartufo non sia di primaria importanza anche con un notevole consumo di quest’alimento che tra l’altro ha costo molto elevato; è comunque ricco di lisina, cistina e metionina, tre aminoacidi importanti per il nostro organismo.
L'ambiente ideale del tartufo bianco d'Alba (Tuber magnatum Pico) é il bosco di querce, ma si può trovare anche lungo le sponde dei corsi d'acqua o dei fossati popolati di salici e di pioppi, nei giardini e nei viali di tigli.
Ovviamente occorre un terreno adatto; ideale é quello calcareo oppure argilloso - calcareo con presenza di silice.
Ha pure importanza l'altitudine: é molto raro oltre i 600 - 700 metri; ma il tartufo é imprevedibile, può nascere ovunque si trovi l'apparato radicale di un albero ad esso congeniale, anche in una vigna, dove un salice o una quercia abbiano attecchito.
I terreni umidi, ricchi di vegetazione e poco esposti al sole sono i più adatti.
Alba é la capitale nazionale indiscussa del tartufo bianco; con la sua Fiera, iniziata nel 1929, ha dato prestigio e risonanza mondiale a questo fungo noto in tutto il mondo gastronomico e ha promosso l'immagine della zona e dei pregiati prodotti.
Il Tartufo impiega cinque o sei mesi per maturare e giace normalmente a 50-70 cm di profondità, ma può anche trovarsi più superficialmente o più in profondità.
Il tartufo dal profumo più persistente e di maggiore conservazione é quello cresciuto a contatto con la quercia, mentre più aromatico e chiaro é quello del tiglio.
Come si cucinano i tartufi??
Piccolo o grande che sia, il Tartufo Bianco, deve essere ripulito accuratamente dai possibili residui di terriccio che lo custodiva durante il suo sviluppo.
Per la pulizia non si deve usare mai l' acqua, che ne rovinerebbe irrimediabilmente la consistenza e il profumo, ma soltanto uno spazzolino di media durezza e un panno asciutto. Si procederà poi a tagliarlo in sottili e profumatissime lamelle, tramite l'apposito "taglia-tartufi", facilmente reperibile in qualsiasi negozio di casalinghi, direttamente sul piatto di portata. Mai tagliare il tartufo prima di utilizzarlo: molto del suo profumo e del gusto andrebbero infatti dispersi.
Il Tartufo, secondo tutti gli esperti gastronomi , non deve mai essere abbinato a piatti troppo elaborati, ricchi di condimenti e salse varie: le sue straordinarie prerogative d'aroma verrebbero infatti mortificate ed "annegate" da un eccesso di sapori.
Due semplici uova al tegamino, sono il modo più veloce ed al tempo stesso sorprendente per gustare il tartufo. Notevole e riuscito anche l'abbinamento con carne cruda di vitello tagliata a fette sottilissime o tritata, condita semplicemente con sale un filo di ottimo olio d'oliva extravergine.
Le altre portate che il tartufo e' in grado di esaltare sono i primi piatti. E' opportuno sempre privilegiare, per una generosa grattata, pasta fatta in casa, meglio se a base d'uovo, condita semplicemente con burro. In questo modo le qualita' organolettiche del tartufo si esprimeranno al meglio. I risotti sono altri piatti assolutamente consigliabili per essere arricchiti dal tartufo.
Tagliatelle al tartufo
Ingredienti: per 4 persone
- 320 gr di tagliatelle all'uovo
- 45 gr burro e tartufo bianco
- 40 gr Parmigiano Reggiano grattugiato
- brodo di carne quanto basta
Cuocere le tagliatelle al dente in abbondante acqua salata e bollente.
Scolare le tagliatelle e ripassare velocemente in padella aggiungendo burro e tartufo bianco diluito in brodo e spolverare con Parmigiano Reggiano a piacere. Servire subito.
Omelette al tartufo
Ingredienti: per 4 persone
- 8 uova
- 30 gr di formaggio grattugiato
- 25 gr di carpaccio di tartufo
- sale e pepe quanto basta.
Sbattere le uova in una bacinella con tutti gli ingredienti descritti.
Cuocere in padella con olio molto caldo cercando di arrotolare l'impasto sul fondo.
Lasciare l'omelette abbastanza morbida. Servire subito
Per noi Albesi il tartufo è un onore. Il nostro è senza dubbio il migliore al mondo! Colgo l'occasione per ricordarvi che la Fiera inizierà domenica 1 ottobre con la tradizionale sfilata storica e il palio degli asini, per proseguire per altre tre domeniche sino alla chiusura, il 22. La terza domenica, il 15, vi sarà la rievocazione storica, in cui i borghi albesti rivestiranno la città in stile medievale e presso di loro sarà possibile mangiare piatti tipici, giocare, assistere a qualche spettacolo, ecc.
In più ad Alba non c'è che l'imbarazzo della scelta, potrete visitare il Duomo, Via Maestra e le sue torri, i luoghi di Beppe Fenoglio, le stupende chiese, i resti romani, ecc. In più potrte farvi un giro tra le colline delle Langhe che sono molto molto suggestive, in quanto offrono un panorama invidiabile. Noi albesi vi aspettiamo numerosi!!!