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Profumi e sapori dalla terra di Sicilia

L'arte culinaria siciliana, dalla cucina d'elite a quella di strada

di Marzia Mariscalco 15 giugno 2006

La cucina siciliana nasce da un amore particolare verso l'arte culinaria. Ogni piatto viene elaborato al fine di poter essere un'apoteosi, sia dal punto di vista alimentare che dal punto di vista visivo. I piatti, si fregiano del barocco della cucina d'elite, mescolata a quella popolare e di strada.
La cucina siciliana, è caratterizzata da un tripudio di profumi e colori, derivanti da una mescolanza di culture, che per secoli si sono succedute sull'isola. Alcune metodologie, ingredienti, tipi di cottura e usi alimentari sono un patrimonio che è stato tramandato nei secoli ed ancora presente nelle tavole tradizionali. È un viaggio fra etnie differenti rivivere i gusti e i sapori di questo territorio, che ha vissuto momenti di splendore in epoche remote diverse, ma che ha anche subito una reinterpretazione del prodotto importato.
Arabi, greci, romani, hanno fatto sì che la cucina siciliana fosse il risultato di un popolo che ha saputo imparare, interpretare e mescolare i piatti salienti e più gustosi, creandone di nuovi e migliorando i conosciuti.
Subito riconoscibili sono i toni arabi, con i dolci, con lo zafferano e l'uvetta, con il couscous, i toni francesi, con le salse e i gateaux, e i toni spagnoli con le insalate e le frittate.

L'uso comune di spezie e erbe aromatiche, quali il basilico, l'alloro, il rosmarino, la salvia, il timo, lo zafferano, il prezzemolo, l'uso dell'aglio e della cipolla, presenti in qualsiasi piatto, l'uso dell'olio d'oliva, preferito ad ogni altro grasso, rendono ogni piatto un'esperienza unica al palato.
Unica regione lambita da tre mari, la Sicilia si fregia di una cucina essenzialmente agricola e marinara, creata da ingredienti semplici e di poco costo, arricchiti nella presentazione, nella fantasia e nel colore, che si esprimono anche attraverso l'uso dello zucchero e aceto per il tipico sapore agrodolce di derivazione araba, uva passa e pinoli, semi di finocchio e di sesamo, gelsomini per profumare, finocchietto selvatico, pane raffermo e pangrattato abbrustolito per insaporire.
Il pesce, le verdure e i legumi, sono senza dubbio i capisaldi dell'arte culinaria di questa terra: il pesce, molto amato da questo popolo, viene consumato sia in specie pregiate che più popolari, prediligendo sarde, tonni, polpi e triglie.
Importante nella cucina siciliana è l'uso della pasta, prodotta in ottima qualità, e del pane, elemento essenziale ed immancabile delle tavole sicule. Si dice che siano loro gli inventori dei maccheroni, uno dei tipi di pasta italiana più conosciuti all'estero, e sono decine le qualità del pane prodotte, diverse per impasto, forma e tipo di cottura.

Innumerevoli sono le rosticcerie disseminate in tutta la Sicilia, che propongono cibi da intermezzo, non intesi come vero e proprio pasto, quali le arancine, le mattonelle, i calzoni al forno o fritti, i rollò con wurstel e con prosciutto e mozzarella, le pizzette, i crostini fritti, ed altre infinite bontà.
È da citare anche la gastronomia da marciapiede siciliana, elemento essenziale e famoso di questa cucina, che consta di quell'insieme di antipasti popolari da consumare direttamente in strada presso i venditori quali i panellari, gli stigghiolari, i meusari e e i quarumari, che inondano di profumo le strade circostanti.
Un capitolo a parte, dovrebbe essere dedicato ai dolci.
I dolci, arricchiti di miele, mandorle, pistacchi, ricotta, pasta di mandorle, sono ciò che esiste di più squisito al mondo. La cassata, prelibatezza dal sapore arabo, la martorana, dolcetti di pasta di mandorle lavorati a forma di frutta che venivano preparati dalle monache del convento della Martorana a Palermo, il gelo di melone, arricchito di gocce di cioccolato e gelsomino, le arancine al cioccolato, la pignolata, le crespelle, le granite alla frutta, al caffè, al cioccolato, al latte di mandorla e ai gelsomini accompagnate dalle brioche, e una infinità di ghiottonerie a seguire, possono solo dare un'idea su ciò che la cucina siciliana può regalare al nostro palato. Vi propongo qualche ricetta di facile preparazione, in modo da poter ottenere un menù siculo dall'antipasto al dolce.

Antipasto
Sarde a beccafico:


800 gr. di sarde
200 gr. di mollica di pane
1 arancia
1 limone
50 g. di zucchero
1/5 di aceto
150 gr. di olio di oliva
prezzemolo
50 gr. di uva passa
50gr. di pinoli
sale, pepe, alloro quanto basta

Pulire le sarde e porle a marinare con il succo di mezzo limone, olio, sale e pepe. Rosolare il trito di cipolla insieme all'uva passa, i pinoli, il prezzemolo, lo zucchero,la buccia tritata dell'arancia e il succo, il pane grattugiato, sale e pepe. Farcire le sarde con questo composto e piegarle su stesse. Metterle in una teglia insieme alle foglie di alloro, e irrorare di olio d'oliva, e infornare per 10 minuti.

Primo piatto:
Risotto nero con le seppie:

600 gr. di seppie
600 gr. di riso
2 cipolle
600 gr. di bietola
parmigiano grattugiato e oli quanto basta

Lavare le seppie e separarle dalla vescichetta contenente l'inchiostro. Tagliare a pezzi le seppie e metterle nel tegame in cui stavamo rosolando la cipolla tritata. Dopo di ciò aggiungere la bietola tritata e continuare la cottura per circa mezz'ora. Unire il riso e le vescichette di inchiostro, e quando il riso sarà pregno del sugo, tirarlo a cottura con l'acqua calda. Il parmigiano va aggiunto a piacere

Secondo piatto:
Involtini di pescespada:


18 fettine di pescespada
30 gr. di pecorino grattugiato
pangrattato
50 gr. di polpa di pescespada bollita
10 olive verdi
1 cipolla
1 cucchiaio di salsa di pomodoro
capperi, prezzemolo, alloro, peperoncino, olio sale quanto basta

Amalgamare insieme il pecorino, il pangrattato, la polpa di pescespada bollita, i capperi e le olive tritate, il prezzemolo, la salsa di pomodoro, olio, sale e peperoncino. Farcire con l'impasto ottenuto le fettine di pescespada, arrotolarle ed infilarle negli spiedini, alternandoli ad una foglia di alloro e ad un pezzo di cipolla cruda. Cuocere in un tegame abbastanza largo

Contorno
Caponata di melanzane:

5 melanzane
200 gr. di olive bianche
100 gr. di capperi
100 gr. di sedano
3 cipolle
150 gr. di salsa di pomodoro
100 gr. di zucchero
1 bicchiere di aceto
¼ di olio d'oliva
600 gr. di olio di semi

Tagliare le melanzane a dadi, porle in un piatto, cospargere di sale per eliminare l'amaro, e lasciare riposare per un pò. Tagliare una cipolla e farla rosolare in un tegame e aggiungere le melanzane a dadi. Nel frattempo tagliare il sedano, snocciolare le olive, e mettere il tutto in una casseruola con acqua bollente insieme ai capperi, per poco tempo. Quando il sedano è cotto versare il tutto nel tegame (insieme alla cipolla e alle melanzane). Aggiungere la salsa, lo zucchero, l'aceto e mescolare con un cucchiaio di legno. Servire fredda

Dolce
Gelo di melone:

3 kg. Di polpa di anguria
500 gr. di zucchero
200 gr. di amido
vaniglia
cioccolato in gocce
cannella
fiori di gelsomino

Passare a setaccio la polpa del melone e unirla allo zucchero e all'amido. Mettere sul fuoco e portare ad ebollizione mescolando sempre. Quando il composto sarà tiepido unire la vaniglia e le gocce di cioccolato. Versare tutto in stampini monoporzione, mettere in frigo e servire spolverizzando con cannella e guarnendo con fiori di gelsomino

Cibo di intermezzo
Panelle:

200 gr. di farina di ceci
1 mazzetto di prezzemolo
olio di semi quanto basta

Fare sciogliere la farina in ½ litro di acqua fredda, porre il tutto sul fuoco mescolando sempre, fin quando l'impasto non diventa solido e compatto. Aggiungere il prezzemolo e porre l'impasto nella vaschette di alluminio monoporzione. Quando il composto sarà freddo, toglierlo dalla vaschetta e tagliarlo a fette. Friggere. Servire a solo o mettere all'interno di un panino


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6
Commenti

Marzia Mariscalco martedì, 26 settembre 2006

Arancine

A Palermo, la mia città, si chiamano arancine...

n° 4
Giov lunedì, 19 giugno 2006

Sicilia e Sardegna

La cucina sarda e siciliana è la migliore (x i miei gusti)

n° 3
dark_angel domenica, 18 giugno 2006

mah...

Io sono siciliana e qui si mangia da Dio, poi i gusti sono gusti! Chissà dove cappero hai mangiato e poi se permetti schifo si mangierà nella tua regione. Solo i cannoli erano buoni? Bene, i cannoli ficcateli dove sai tu gioia! Ciao! E pensaci due volte la prossima volta prima di infangare la sicilia anche involontariamente! Baci ;)))

n° 2
..io.. sabato, 17 giugno 2006

re:...

ciao!io lo scorso week end sn stata in sicilia e dv dire proprio che,perlomeno dv ho mangiato io,nn ho mangiato per nulla bene..anzi dieri proprio da schifo.a siracusa e taormina ho mangiato..da schifo..
sl i cannoli di messina erano buoni!

n° 1
Rossy lunedì, 11 settembre 2006

Si mangia benix

Cero tu te ne vai nei luoghi turistici(Taormina) dove costa un pakko e mangi skifosamente -.-'
E comunkue si kiamano Arancini non le arancine ahahahhahahaha XD arancine XD cielus cielus...
Mi mangerei na granitazza al cioccolato ca' briosch mmmmmmm...
Peccato ke kua x i milanesi la granita è ghiaccio frullato bleeeeeeeeeeeeee

va_Gina domenica, 18 giugno 2006

Re: re:...

Si vede che sei andata in posti skifosi, che cazzo vuoi?????!!!!!!!!

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