La cucina macrobiotica
Un'introduzione alla cucina macrobiotica e alla filosofia di vita che le sta dietro. Ricette e informazioni, per ottenere dal cibo il massimo del nutrimento e del benessere
La parola macrobiotica deriva dalla combinazione delle parole greche makros e bios, che letteralmente significano “lunga vita”. Seguire i precetti di questa filosofia antica di 5000 anni, non è un aspetto relegato solo al lato alimentare, ma bensì significa abbracciare una filosofia di vita che ci sostiene in tutti i campi.
Attraverso l’alimentazione si deve riuscire a trovare uno stato armonico tra il nostro io interiore, il nostro corpo e tutto il mondo che ci circonda; un’armonia che si ottiene dalla giusta miscelazione di yin, che è la forza centrifuga indicante il femminile e yang, la forza centripeta indicante il maschile. Lo Yin sarà rappresentato dai cibi di tipo acido, come lo yogurt, la frutta, il tè e le spezie, e lo Yang dai cibi di tipo alcalino, come il sale, la carne, il pesce, il pollo e le uova. Esistono dei cibi bilanciati quali ad esempio i cereali, i legumi e i semi oleosi.
I cibi usati nella cucina macrobiotica sono per lo più cibi integrali, e soprattutto provenienti da coltivazioni biologiche, poiché i vari trattamenti di raffinazione e i concimi chimici e i pesticidi usati in agricoltura, alterano irreparabilmente la struttura del prodotto che perde in sali minerali e vitamine. Gli alimenti prediletti dalla macrobiotica sono nella fattispecie i cereali, che non devono essere raffinati, i grassi, come il Tahin che è una specie di burro ricavato dal sesamo, le alghe, come l’Hiziki, la Wakame, la Combu e la Dulse, poi le leguminose, come ceci lenticchie e Azuki, fagioli rosso di soia, ed infine le prugne Umeboshi, dal sapore piccante e salato, e si cucinano insieme al riso e ai cereali. La cucina macrobiotica non è necessariamente vegetariana, anche se per molti aspetti ne condivide alcune regole.
Luminare di questa filosofia al tempo contemporaneo è stato il filosofo Nyioti Sakurazawa, meglio conosciuto come George Ohsawa, che scrisse diversi trattati sulla macrobiotica, osservando le tecniche alimentari dei buddisti. Seguace di Ohsawa e convinto sostenitore della macrobiotica, fu Michio Kushi, che si fregia di essere uno dei più grandi studiosi del genere, avendo anche scritto e pubblicato diversi libri.
Alla base della macrobiotica stanno alcune regole, ad esempio non bisogna adoperare pentole di alluminio, perché alterano il cibo, bensì tegami di acciaio inossidabile, o pirofile di terracotta, o ciotole di bambù; bisogna lavare bene le mani prima di toccare i cibi; bisogna masticare un boccone dalle 50 alle 100 volte; bisogna utilizzare prodotti biologici ed integrali, come ad esempio olio di prima spremitura e sale marino integrale; i pasti devono essere 2 massimo 3 al giorno; bisogna non appesantirsi molto a tavola, anzi è bene alzarsi con un leggero appetito; bisogna utilizzare mestoli di legno; lavare frutta e verdura sotto acqua corrente; limitare l’uso di detersivi (che comunque dovranno essere biodegradabili), utilizzando fonti alternative, per esempio acqua calda e limone per sgrassare.
Il pasto armonico comunque sarà costituito dal 50% di cereali integrali, dal 10% di proteine di origine animale, dal 15% di proteine di origine vegetale, dal 25% di verdure cotta e cruda e frutta.
Ecco qua alcune ricette di facile preparazione.
Azuki con le alghe Hiziki
Ingredienti
150 gr di azuki, cioè fagioli rossi di soia, che terrete in ammollo per una notte intera
50 gr di alga hiziki
1 cucchiaio di tamari, salsa di soia molto salata dal sapore di carne
2 cucchiai di olio di semi si sesamo
sale marino integrale
Prendete gli azuki e cuoceteli sotto coperchio con la loro acqua per circa due ore. Tenete in ammollo le alghe per 20 minuti circa, scolatele tenendo il liquido da parte, e rosolatele con poco olio. Aggiungete il liquido tenuto da parte e cuocetele finché non avranno assorbito tutta l’acqua. Aggiustate di sale, e aggiungete gli azuki, un cucchiaio di salsa tamari e un filo di olio.
Crema di riso in salsa tahin
Ingredienti
4 cucchiai di farina di riso
2 cucchiai di tahin (salsa di semi di sesamo bianco, ottenuto dalla miscelazione di olio e farina di semi di sesamo. E' usata per condire le falafel)
2 cucchiai di miso (pasta di colore bruno, composta da cereali e sale marino, usato come sostituto del dado da cucina)
acqua tiepida q.b.
sale marino integrale q.b.
In un tegame mescolate acqua, farina e un pizzico di sale. Fate cuocere a fiamma moderata per 15 minuti.
A parte mescolate la salsa tahin, il miso e 2 cucchiai di acqua. Unite questo composto alla crema di riso e servite caldo.
Frittelle dolci di grano saraceno
Ingredienti:
1 tazza e ½ di farina di grano saraceno
3 tazze di acqua tiepida e salata
un pizzico di sale
½ tazza di mandorle tostate
½ tazza di uvetta
pangrattato q.b.
Mettete la farina di grano saraceno in un tegame insieme all'acqua, le mandorle e l'uvetta. Appena bolle, coprire con un coperchio e lasciare cuocere per circa mezz'ora. Versare il composto in una terrina rettangolare e lasciare raffreddare. Togliere dalla terrina il composto ormai solido e tagliarlo a fettine di circa 2 cm l'una. Passare le fettine nel pangrattato e friggere in una padella appena unta di olio, finché non diventano croccanti. Servire ancora calde.






e te credo..
io credo che funzioni, come dieta..
ho visto la seconda foto e m'è passata la fame. più funzionale di così..!