La vera storia dei biscottini della fortuna
Quando i bigliettini non dicono la verità. Non è una tradizione cinese bensì giapponese. E in più: la ricetta per farli in casa
"Arriverai con fatica alla verità". Chissà se aveva letto una frase del genere la signora Yasuko Nakamachi nel suo biscottino della fortuna, alla fine di un ricco pasto in uno dei tanti ristoranti cinesi del mondo. Una tradizione, pensano molti, quando insieme al conto, dopo involtini primavera e spaghetti di soia, arriva quel piccolo cornettino di cialda che all'interno racchiude un bigliettino.
Sarà positivo o
negativo? Tutti se lo chiedono quando se lo ritrovano fra le mani e lo
aprono con la stessa considerazione con cui si legge il bigliettino dei
Baci Perugina, col sorriso sulle labbra. Oppure
con il piglio con cui
si leggono gli oroscopi: "non
è vero ma ci credo".
Ma torniamo alla signora Yasuko Nakamachi, che per ben sei anni ha ricercato in giro per il mondo l'origine di questa tradizione cinese e... ha scoperto che è giapponese. Ebbene sì, si tratta di nient'altro che un falso storico. Che spiegherebbe perché i biscottini della fortuna sono diffusi in tutti i ristoranti cinesi del mondo, eccetto che in Cina. Le prime tracce dell'esistenza del pasticcino ripieno di predizioni risalgono al 1878. In un'illustrazione si vede un fornaio giapponese che cucina i suoi "tsujiura senbei", questo il nome originale. Altre prove conducono a pasticcerie a conduzione familiare che si trovano nei pressi di un tempio shintoista di Kyoto. Anche se una differenza c'era: i premurosi giapponesi usavano mettere il messaggio all'esterno, per paura che venisse ingoiato.
Nei primi del Novecento i biscottini della fortuna approdano in California, nascosti nelle valigie di cartone degli immigrati giapponesi. È a questo punto che nasce la commistione con i ristoranti cinesi di San Francisco che se ne appropriano e cominciano a servirli. La leggenda racconta che i marinai di ritorno dalle basi del Pacifico li abbiano scoperti e ne siano rimasti tanto colpiti da averli reclamati anche nei ristoranti cinesi del resto d'America. Il tradizionale senso degli affari dei cinesi ha fatto il resto e i biscottini della fortuna sono diventati una redditizia tradizione. Tanto più che in quel momento i giapponesi non erano nelle condizioni storiche migliori per reclamarne la paternità: durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale tutti sanno come erano distesi i rapporti fra americani e nipponici. Tanto più che per rappresaglia i nippo-americani erano stati anche internati nei campi di lavoro statunitensi.
Oggi si
tratta di un enorme business
da oltre tre miliardi di biscottini
all'anno ed è in mano a una
manciata di società. Fra queste, la Wonton
Food di Brooklyn che vanta una banca dati di diecimila frasette,
con le
relative immaginifiche traduzioni. Le stesse traduzioni
che ci fanno
spesso ridere. Inoltre, tanto per farsi due risate, si può anche
visitare questo simpatico sito: www.kookies.it . Basta cliccare sul
biscottino per scoprire la frase che il sistema ha tirato a sorte per
noi, scelto da una
selezione infinita di frasi positive o negative
scritte dagli stessi utenti. Chiunque può lasciare il suo pensiero per
il prossimo visitatore.
Magari, per preparare in casa i biscottini della fortuna, si potrebbe prendere qualche idea proprio da questo sito per le frasette. Oppure, idearne di proprie, magari selezionate in base ai propri ospiti. È davvero un'idea simpatica, infatti, da servire in una festa.
Per farli in casa, basta riunire in una
ciotola:
1 bianco
d'uovo montato a neve,
qualche goccia di estratto di vaniglia,
un
pizzico di sale,
30 grammi di farina
setacciata,
50 grammi di zucchero
a velo
Con il composto ottenuto, disegnate dei cerchi del diametro di 6
centimetri su un foglio di carta da forno, tenendoli ben distanziati.
Badate bene a farne pochi
per volta, dal momento che in seguito dovrete
lavorarli velocemente. Poi infornate per
5 minuti al massimo della
temperatura. Tirate fuori i biscottini e forgiateli quando sono ancora
caldi, ripiegandoli in due con il bigliettino
all'interno e piegando
gli angoli. Usate un
bicchiere o una piccola ciotolina per tenerli
ben
fermi finché non si asciugano e prendono la forma.





