Guarire con il teatro
Vi sentite tristi? Siete depressi? Niente paura: iscrivetevi ad un corso teatrale e ritroverete il sorriso. Esprimere le proprie emozioni per ritrovare il benessere psico-fisico
Vi sentite tristi? Siete depressi? Niente paura: iscrivetevi ad un corso teatrale e ritroverete il sorriso! Esprimere le proprie emozioni, interagire, confrontarsi con gli altri e condividere le proprie esperienze tramite l’uso dello strumento artistico è una soluzione utile per ritrovare il proprio benessere psico-fisico.
Il teatro terapeutico
Durante la crescita personale, le potenzialità relazionali ed individuali non sempre riescono ad evolversi liberamente, a causa di conflitti familiari e sociali. Ragion per cui si sta sviluppando sempre più l’impiego di modalità espressive teatrali e videoterapeutiche per conoscere, riconoscere e rivedere i propri copioni di vita e ritrovare il proprio benessere-psicofisico.
Nel 1948, l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato che la salute non è soltanto assenza di malattia, ma è anche uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale. Di conseguenza, è nata l’idea della salute umana in senso olistico, ossia comprendente tre aspetti fondamentali: la dimensione fisica, sociale e psicologica.
In base a tale definizione, il benessere o il malessere dell'individuo risiede nella qualità del suo rapporto con l'ambiente esterno, e la salute, in termini psicologici, diventa la capacità di affrontare e risolvere problemi in modo soddisfacente all'interno del contesto familiare e sociale.
Ed è proprio per convogliare le persone verso un percorso psico-fisico soddisfacente che è nata la teatro-videoterapia, che ha portato, in psicoterapia, la possibilità di utilizzare un’interfaccia artistica e risolvere vari problemi esistenziali, dato che si basa sull'auto-osservazione ed il monitoraggio di sé.
Infatti, la teatro-videoterapia viene utilizzata sia come evoluzione dello psicodramma, sia come metodo per approfondire la conoscenza di sé, in quanto si entra nel vivo della revisione dei propri modelli cognitivi, emotivi, relazionali e posturali.
Pertanto, l'utilizzo del teatro e della videocamera diventano un mezzo terapeutico di crescita individuale e sociale, perché facilitano l’esternazione delle proprie esperienze stimolando contemporaneamente la creatività e la socializzazione, tramite la drammatizzazione del proprio stile di vita.
Lo scopo è di sperimentare, mediante esercitazioni pratico-esperenziali, le potenzialità individuali mediante l'utilizzo del teatro e del video a fini terapeutici, evidenziando così il rapporto tra teatro-videoterapia e promozione del benessere.
Metateatro: il teatro come terapia riabilitativa
Intervista a Ercole Ammiraglia, Presidente e Direttore Artistico della Compagnia Teatrale e dell’Associazione Culturale “Scintilla”, nonché Direttore Artistico della Compagnia Teatrale “Metateatro”, docente di Recitazione e di tecniche di memoria presso l’Università Popolare di Roma (UPTER) e fondatore dell’Accademia dell’Attore “The Actor’s Academy”.
Facciamo un cappello introduttivo tanto per iniziare: parlaci del Metateatro…
Il teatro, nell'attività letteraria di Pirandello, si rivelò uno strumento particolarmente idoneo nella rappresentazione delle falsità delle convenzioni sociali e delle contraddizioni della realtà. E' soprattutto con la trilogia del "teatro nel teatro" o del metateatro dei Sei personaggi in cerca d'autore (1921), Ciascuno a suo modo (1924) e Stasera si recita a soggetto (1930), che Pirandello mette a nudo i meccanismi scenici dal loro interno e rappresenta il meccanismo della creazione artistica approfondendo il rapporto tra maschera e persona, individuo e forma.
Delle tre opere, emblematica è senza dubbio la prima. Infatti, nei Sei personaggi in cerca d'autore, imprime una svolta particolarmente innovativa al suo teatro, svolta che influenzerà e condizionerà tutta la drammaturgia successiva e non solo italiana. Tre i temi ricorrenti nell'opera di Luigi Pirandello, che è possibile ritrovare anche nella produzione teatrale:
• L'incomunicabilità: le parole sono vuote astrazioni, ostacolo alla comprensione reciproca.
• Il relativismo: ogni individuo può assumere per se e per gli altri molteplici personalità è di fatto uno e centomila (quindi nessuno).
• Il conflitto: sempre immanente tra vita (sempre in movimento) e forma (fissa e immutabile).
Le forme sono i ruoli che ognuno assume nella vita sociale, i doveri che ci siamo imposti, l'immagine che gli altri si fanno di noi e che noi stessi ci costruiamo per fingere con noi e con gli altri. Forme, quindi maschere.
Nella produzione teatrale gli individui (come nelle novelle e nei romanzi) sono dei personaggi anormali, dei casi limite, figure grottesche che sconvolgono e/o smascherano le regole della normalità quotidiana.
Il palcoscenico non è più la riproduzione di un luogo fisico, ma uno spazio mentale. Non c'è azione, i personaggi espongono le loro ragioni, ma i loro punti di vista sono inconciliabili. Lo spettatore disorientato e perplesso rimane sconcertato da una storia che il più delle volte resta incompiuta che, comunque, non dà risposte agli interrogativi iniziali.
In base alla tua esperienza, il teatro può essere considerato come uno strumento terapeutico?
Il teatro, il cinema, la televisione e la radio sono mezzi che ci aiutano a riflettere sulla nostra vita, sulla nostra cultura e sul nostro posto in questo Mondo. Lo scopo essenziale del teatro è di offrire ai partecipanti la possibilità di conoscere meglio le proprie potenzialità espressive, attraverso le formidabili “armi” dell’arte drammatica.
Quale metodo di insegnamento adotti nei tuoi corsi formativi?
Gli allievi si occupano, non solo di recitazione, ma anche di allestire gli spettacoli, al fine di realizzare produzioni teatrali, cinematografiche, televisive e radiofoniche e di creare eventuali opportunità di lavoro nei diversi settori dello Spettacolo. Di fatto, cerco di percorrere e coniugare i metodi accademici tradizionali ed i sistemi “Stanislavskij-Strasberg”, con uno specifico programma di integrazione e di ricerca tra le diverse didattiche.
Tale “metodo”, è stato creato ed è continuamente rinnovato, per essere al servizio del talento, della creatività e delle esigenze tecniche ed espressive, di chi vuole: avviare o perfezionare la professione dell’attore.
La didattica terrà conto, sia della tradizione teatrale italiana (analisi del testo, interpretazione, ecc.), che di quella russa ed americana (improvvisazione, costruzione del personaggio, ecc.) da Kostantin Stanislavskij a Lee Strasberg. Prendendo spunto dalle metodologie e dalle domande base dei due maestri, (come si crea la vita in scena? Come si costruisce un personaggio e attraverso quali fasi lo si realizza? Che cosa determina la grande recitazione?), il metodo non parte dalla fine (la parola e l’esecuzione), ma dall’inizio “io, l’attore, sono qui ed il personaggio è lì”.
Qual è l’obiettivo fondamentale di questo metodo?
Lo scopo è duplice:
1. creare un percorso individuale e specifico per ogni allievo tale da mettere insieme “la vita organica” dell’attore con quella del personaggio da interpretare, attraverso, per dirla alla Stanislavskij, una “linea ininterrotta” di azioni ed emozioni;
2. dirigere il lavoro dell’attore, a “far succedere” ciò che deve essere portato in scena e non semplicemente a “far vedere”, mostrandone i vantaggi.
In cosa consiste questo metodo?
Il lavoro consiste nello svolgimento di esercizi sensoriali (rilassamento, concentrazione, memoria emotiva); improvvisazione, coordinamento dei motori della vita psichica
(intelletto, volontà, sentimento) e sviluppo della loro funzione creativa attraverso l’impulso espressivo e l’azione; studio di scene e monologhi, costruzione del personaggio, dell’azione drammatica e dell’arco narrativo (con particolare attenzione alle “transizioni”).
E la didattica?
La didattica si basa su: dizione, educazione della voce, elementi di canto, educazione del corpo, biomeccanica, elementi di danza, tecniche di memoria, Recitazione, ed elementi di Regia.
E per quanto concerne la Dizione?
Si effettuano esercizi di masticazione e di articolazione, regole di pronuncia della lingua italiana ed introduzione alla lettura del racconto. Inoltre, per quanto concerne l’Educazione della voce, vengono realizzati esercizi di respirazione, fonetica, uso della “maschera” e del diaframma, impostazione della voce, esercizi per sviluppare potenza, estensione, colore e quindi espressività. Per ciò che attiene l’Educazione del movimento, si effettuano esercizi ed improvvisazioni sul ritmo, sullo spazio e sull’energia, esercizi di biomeccanica per perfezionare l’equilibrio e la presa di coscienza del proprio corpo in relazione allo spazio scenico. Infine, per quanto riguarda le Tecniche di Memoria, vengono messi a punto esercizi di rilassamento per ottenere un perfetto stato di concentrazione e controllo mentale, ed esercizi di conversione/fonetica, ovvero il sistema divulgato dal filosofo “Leibnitz” per memorizzare meglio.




