La paura di guidare
Succede a tantissime donne: si prende la patente e poi la si chiude in un cassetto. Il terrore di guidare, definito amaxofobia, può dipendere da molti fattori: vediamo quali e come risolvere il problema
A cura di Giuliana Apreda
Per molte donne mettersi al volante è un vero e proprio incubo, il cuore batte forte, le mani e le gambe tremano. Si ripone la patente in un cassetto (per anni o per sempre) poiché non si riesce a guidare, si tratta di amaxofobia, ossia la paura di guidare fine a se stessa.
Le persone che presentano questa fobia sono soprattutto donne, secondo le ricerche in questo campo, che riescono a prendere in modo brillante la patente ma non riescono poi a mettersi al volante. Si tratterebbe di persone poco flessibili e perfezioniste che mostrano un forte bisogno di controllare la realtà circostante. Quest'ultima deve essere il più possibile precisa e senza sorprese. Per queste persone guidare diventa un'impresa molto difficile poiché la macchina non risulta essere un mezzo completamente gestibile in tutto. Inoltre la strada nasconde rischi e imprevisti che non dipendono sempre dagli automobilisti.
Il voler controllare in modo assoluto tutto ciò che accade rende l'atto del guidare poco spontaneo e nei casi peggiori impossibile. Anche la cronaca nera sugli incidenti stradali, molto attuale, può influenzare negativamente il rapporto con la guida, soprattutto in persone sensibili e suggestionabili. La paura di essere coinvolti in incidenti pericolosi, come ad esempio imbattersi con automobilisti ubriachi e sotto effetto di sostanze stupefacenti può bloccare (in modo più o meno consapevole) la capacità di guidare.
L'amaxofobia si può manifestare anche a seguito di prime esperienze negative alla guida, come ad esempio un rapporto difficile e teso con l'istruttore della scuola guida che magari non è stato molto incoraggiante e non è riuscito a rassicurare l'allievo. Un istruttore di scuola guida dovrebbe trasmettere fiducia e non dovrebbe essere ipercritico, svalutante, nervoso o agitato. Come si manifesta questa paura di guidare? Si caratterizza innanzitutto per l'ansia che si associa sempre all'idea di guidare, l'intensità può essere di diverso livello, forme più lievi fino ad arrivare a manifestazioni di angoscia vera e propria. Chi soffre di questa fobia a volte può avvertire anche dei sintomi fisici: aumento del battito cardiaco, respiro bloccato e la paura di svenire al volante.
L'effetto della paura di guidare può essere diverso: in alcuni si manifesta con la scarsa propensione a guidare e si mettono in atto delle condotte di evitamento (si guida solo in città oppure solo se affiancati da qualcuno) in altri invece si presenta come una fobia veramente paralizzante e non si riesce proprio a guidare con conseguenti limitazioni nella vita quotidiana. A volte poi la paura di guidare si associa ad un'altra fobia che risulta essere la principale: la claustrofobia ossia la paura di ritrovarsi in un luogo chiuso oppure la patofobia cioè il timore irrazionale di potersi sentire male mentre si è alla guida e di non poter essere soccorsi. Infine l'amaxofobia può manifestarsi anche in persone che soffrono di attacchi di panico, quest'ultimi possono scatenarsi proprio in coincidenza di eventi normali legati alla guida.
Come si può superare questa fobia di guidare? Come per le altre fobie non bisogna commettere l'errore di pensare che la fobia si risolverà da sola, anzi spesso si verifica proprio il contrario nel senso che con il tempo si accentua e si cronicizza. Può essere risolutiva una terapia cognitivo comportamentale che è un trattamento breve e non richiede un'analisi profonda della personalità. Con questo approccio terapeutico il fine è quello di modificare attraverso diverse tecniche i comportamenti che fanno star male in questo caso la paura di guidare. Tuttavia per completezza bisogna sapere che una terapia comportamentale breve può rimuovere il sintomo ma non si affronta l'origine profonda della paura e quindi non si risolveranno problemi legati alla personalità che possono esistere al di là della fobia di guidare.
dott.ssa Giuliana Apreda
Psicologa Psicoterapeuta





me li ricordo ma non desidero vivere insieme
certo nel bisogno si ceca un'amico che sappia donare la speranza ma noi siamo donne molto belle quindi notate dagli altri per un motivo sempre presenti nel mondo sociale ed aristico il ricordo di un'amore tradito? come tutti del resto quanti fidanzati hanno le persone che non sttero bene una trentina tutti finiti male perchè mi dimenticai degli amori quando l'oceano della verità s'apri dinanzi a me
amaxofobia
Io credevo di avere l'amaxofobia, ma ho scoperto che non era vero. Appena presa la patente, dopo un po' ho smesso di guidare. Sono stata ferma un bel po', ma poi mi sono pentita della mia decisoone. Ho riprovato e ho scoperto di non avere paura, a tal punto che ora mio piace tamtissimo guidare e lo faccio molto spesso. Consiglio a chi soffre di amaxofobia, di non arrendersi, di rirovarci. Si renderà conto che tutto dipende da un fatto psicologico e che la paura si può vincere (anche grazie alla psicoterapia). Coraggio!
R: amaxofobia
ho preso la patente con un istruttore che mi insultava, mi diceva di non volere imparare in quanto se andavo all'università non ero stupida le cose le capivo eccome. tante mie amiche una volta presa la patente con lui x anni non hanno più guidato. io ho provato, ma i miei genitori aspettano di sottolineare ogni mio minimo errore, mi fanno sentire una incapace e sto male. l'avevo ripresa in mano x andare a un corso a 45 km di distanza ogni mattina con mio papà e mia mamma in auto, una mattina sono andata sopra ad una buca, ho dovuto fare la riconversione le ruote, da quella volta non mi fido più di me stessa né ho fiducia dei miei genitori.
c'è un'altra motivazione
non è solo paura x le cause descritte, ma è altro, forse solo mia insicurezza.
io per esempio avendo senso orientamento meno di zero, soffro dell'incognita di perdermi, di non sapere dove mi trovo, dove andare, se in quella tale via si può andare e dove mi porta e se quella tale manovra posso o no farla, soffro del traffico bestiale, di non sapere se messa lì in quel punto della strada vado bene o no, di come e dove parcheggiare, gli altri che superano, mi smadonnano e lampeggiano o suonano.......non mi "orizzonto" e non è solo il fatto di navigatore o cartina (che non mi viene facile leggere), NO, non c'entra, è il PANICO VERO che mi prende e mi accompagna nel viaggio (che da sola non ho il coraggio di fare) anche se ho questi strumenti. Guido se mi accompagna di fianco qualcuno e mi dice dove devo andare, mi fido di più e mi sento sicura, da sola non vado, non ce la faccio è più forte di me. Come posso fare? E'un enorme problema x me e gli alri poi sanno solo darti dell'imbranata e prendere in giro perchè non ha senso avere paura x loro e non è normale e io mi straparalizzo di più. A volte al volante mi si appannano gli occhi di lacrime.sob!