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Quando si viene abbandonati senza spiegazioni

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Capita di essere lasciati senza un motivo, senza spiegazioni. Vediamo come reagire in questi casi per riuscire a superare il trauma dell'abbandono

Lasciata senza motivo

Buonasera, io non so cosa fare non riesco a superare il fatto che il mio fidanzato mi ha lasciata da un anno e mezzo ha lasciato il suo posto di lavoro perché non si trovava più bene e non era il lavoro che desiderava. Ha fatto le valigie ed è tornato a vivere a casa sua nel brindisino è totalmente preso da se stesso convegni, associazioni, politica e non mi ha più cercata se non occasionalmente e per telefono mentre prima mi sembrava un altra persona era sereno appagato o almeno a tutti sembrava così. Mi ha detto un sera che non mi amava più e l'indomani se n’è andato...ecco non riesco ad uscirne.

Capita così, di punto in bianco si chiude la relazione e si viene lasciati senza spiegazioni, senza un motivo. Ci si trova soli, rifiutati e mille domande affollano la mente cercando di trovare delle risposte plausibili e sensate senza, a volte, riuscirci. Cosa non ha funzionato, in cosa si è sbagliato? O forse è subentrata un’altra persona alla relazione? E poi perché logorarsi? Ci si logora perché ciò che prima era abitudinario viene a mancare.

Quello che si faceva assieme è assolutamente cambiato ma non sempre il male viene per nuocere. Molte situazioni alle quali non si sceglieva di aderire o che erano comunque finalizzate ad accondiscendere il partner assumono un nuovo significato. Ci si “libera” di impegni che fino ad allora coinvolgevano l’altro e quindi si ha maggior tempo per sé. Si crea un vuoto difficile da riempire soprattutto all’inizio perché l’effetto dell’abbandono ha per conseguenza la sofferenza. E soffrire significa pensare, ricordare, idealizzare.

Le domande da farsi prima di lasciare qualcuno

È proprio l’idealizzazione a ricercare l’altro. Il desiderio, poiché inappagabile, diventa frustrante e produce dispiacere. Allo stesso tempo tutte le attenzioni vertono sull’oggetto della afflizione divenendo un pensiero costante. Se un amore finisce non dipende soltanto da chi “abbandona” ma anche da chi viene “abbandonato”. Quest’ultimo, per quanto subisca la situazione, è comunque stato partecipe alla relazione fino ad allora. Tuttavia vive sicuramente la condizione di dolore iniziale con più sgomento poiché non ha scelto di porre termine alla storia.

La reazione di tristezza che ne consegue è comunque naturale, cioè si vive un vero e proprio lutto anche in base a quanto si è coinvolti nella relazione. In egual misura, le altre emozioni quali la rabbia, la gelosia o la noia servono e in questi frangenti è bene lasciarle fluire liberamente senza che ostacolino la spontaneità di chi le vive. Ad esse seguiranno nuove energie, più positive e più costruttive. È più facile riflettere su quanto accaduto e su ciò che alla fine ha determinato la conclusione del rapporto amoroso.

Condividere il momento con un’amica/o o con qualcuno che possa ascoltare obiettivamente l’accaduto permette ai turbamenti interiori di non logorare più del necessario. Abituarsi al cambiamento richiede quindi un certo sforzo, ma tale mutamento ha un significato pregevole in termini di crescita: ci si distacca dal passato per far fronte ad un nuovo futuro, alla novità, a nuovi incontri, a un nuovo amore riflettendo comunque sull’esperienza precedente e facendone tesoro.

 

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