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La maledizione della brava ragazza

Gentile, educata, carina: è l'identikit della brava ragazza. Ma secondo Rachel Simmons dietro tanta perfezione si nasconde nientemeno che una "maledizione". Ecco perchè essere una brava ragazza fa male.

di Redazione GirlPower 8 ottobre 2010

A cura di Anastasia Meloni


"Tanto gentile e tanto onesta pare". Il fascino della brava ragazza colpisce sempre, da diversi secoli a questa parte (Dante docet). Ma cosa si nasconde dietro la famigerata "brava ragazza"?
Il lato oscuro della medaglia non è indifferente: una studiosa americana, Rachel Simmons, ha dedicato addirittura un libro alla questione. E l'ha intitolato "La maledizione della brava ragazza".

La tesi del libro è molto chiara: la tipica brava ragazza non è che una vittima. Colei che non esce mai dagli schemi, che cerca di fare bene tutto quello che fa, che vuole accontentare le aspettative di chi ha intorno, che non esagera mai, che arriva persino a non dire quel che pensa per non infastidire il prossimo, è una vittima.

brava-ragazza-1Perchè si diventa brave ragazze? Secondo Rachel Simmons è tutto frutto di un contesto educativo che non rispetta l'individualità e la personalità delle ragazze. Si tende a proporre loro un modello di appiattimento, di passività. Un modello che passa molto più facilmente alle ragazze che ai ragazzi.

Certo, si tratta di un modello che può far presa o meno. E quando non fa presa, ecco pronta l'etichetta di "cattiva ragazza". Ecco pronta la condanna.

Il fatto è che inseguire l'approvazione e con questa la "perfezione" crea grossi danni. Tanto per cominciare l'incapacità di accettare e perdonarsi gli errori, ma anche una scarsa autconsapevolezza, l'incapacità di sapersi guardare allo specchio e capire cosa si vuole veramente, cosa si vuole essere e cosa si vuole fare. Esiste solo quel modello di perfezione. E guai a disattenderlo.

Secondo la Simmons si tratta di un problema generazionale da non sottovalutare. E infatti il suo libro nasce dall'esperienza diretta al  Girls Leadership Institute: si tratta di un istituto da lei stessa fondato 10 anni fa a Berkley. La Simmons ha dedicato questi 10 anni a studiare il fenomeno "brava ragazza" su giovani tra gli 8 e i 18 anni. Insomma, le sue non sono illazioni lanciate a caso, ma il frutto di un attento studio pedagogico fatto sul campo.

La questione che ci sembra fondamentale? Il fatto che la maledizione della brava ragazza non finisce con l'adolescenza. Perchè una giovanissima ossessionata dall'accontentare e compiacere gli altri può trasformarsi in perfetta studentessa, perfetta lavoratrice (magari sfruttata), moglie perfetta, madre perfetta etc.
In una continua corsa alla perfezione che porta solo sensi di colpa e inadeguatezza al ruolo. E crisi distruttive in caso di umanissimi "fallimenti". Insomma: una vita al servizio di un insieme di stereotipi che fanno comodo a tutti tranne che a noi stesse, e che potenzialmente possono solo renderci infelici.

Perchè il resto del mondo ci vuole perfette? Le motivazioni e i fattori sono forse troppo complesse da esplorare in un solo articolo. Ma è evidente che concedersi di essere un po' "cattive ragazze", fare i propri errori, sperimentare, brancolare nel buio, cadere e rialzarsi senza troppi complessi, non può che servire a farci crescere.

La consapevolezza di non dover essere perfette, ma di dover essere semplicemente noi stesse dovrebbe diventare la nostra forza.

E voi siete, o siete state, brave ragazze o tipiche cattive ragazze?


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Commenti

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Maru mercoledì, 24 novembre 2010

Talmente tanto brava che...

Talmente tanto brava che, quando ho iniziato ad andare male a scuola, sono caduta in depressione per tre anni. Conseguenza del fatto che ero accettata da tutti tranne che dalla persona più importante della mia vita. Mi è crollato il mondo addosso. E sto ancora pagando caro i mesi più fatali della mia esistenza.

Non avete idea.

n° 8
betty venerdì, 22 ottobre 2010

brava fuori cattiva dentro..

sono d'accordo, mi ci rispecchio alla grande.. e ogni tanto per evadere da questo ruolo che mi opprime esco di nascosto fuori dagli schemi, libero il mio animo libertino per sentirmi viva, per sentire che ci sono veramente, e tirare fuori quello che una parte di me deve soffocare davanti agli altri!

n° 7
fabrizia domenica, 17 ottobre 2010

bocca della verità???

non vedo l'ora di leggere il libro!!!!perfettamente d'accordo con tale recensione!!!sono misses perfettina per eccelenza....per non parlare dello sfruttamento sottile a lavoro...sempre disponibile per tutti e tutto regalando anche ore su ore,ossesionata dall'idea che gli altri mi prendano in giro e mi usino quando forse sono proprio io che mi sfrutto e basta sino alla tristezza piena!libro da leggere e rileggere.ciao a tutti

n° 6
bibi domenica, 17 ottobre 2010

R: bocca della verità???

> non vedo l'ora di leggere il libro!!!!perfettamente d'accordo con tale recensione!!!sono misses perfettina per eccelenza....per non parlare dello sfruttamento sottile a lavoro...sempre disponibile per tutti e tutto regalando anche ore su ore,ossesionata dall'idea che gli altri mi prendano in giro e mi usino quando forse sono proprio io che mi sfrutto e basta sino alla tristezza piena!libro da leggere e rileggere.ciao a tutti

debb venerdì, 15 ottobre 2010

ohhh cavolo!

bè penso di essere in errore...porca miseria!!! nel senso che spesso cerco di riuscire al meglio nelle cose che faccio e spesso,purtroppo,metto talmente sotto pressione me stessa che arriva sclerata alla fine di ogni giornata!!! e qnd nn riesco mi sento insoddisfatta...è vero,forse da me esigo troppo...mi sa che sto sbagliando!!! ah senza poi parlare del fatto che sono sempre pronta ad aiutare e così dico addio ai miei momenti di relax...bè mi sa che nn ho capito un cavolo.

n° 5
Juliette venerdì, 15 ottobre 2010

Una gran voglia di scoppiare!!

Oggi ho letto questa recensione su questo libro: la trovo una cosa azzeccatissima e di cui si parla poco e invece bisogna parlarne, per tutte le ragazze che sono ancora prigioniere di loro stesse e che invece devono sapere che ci si può liberare, si soffre, si ha paura, perchè ci hanno insegnato ad avere paura di dire ciò che siamo, ma lo dobbiamo fare per rendere giustizia a noi stesse! Quante volte che mi sono sentita dire "Che brava ragazza!" ma io non voglio essere una brava ragazza se il prezzo è essere schiava di me stessa... voglio vivere e tirar fuori tutto quello che c'è nel mio cuore... sto facendo una faticaccia allucinante, ma non mollo, mai ho mollato e non voglio mollare ora che tante cose sto capendo... ed è fondamentale avere vicino qualcuno che ci faccia sentire amate e un po' speciali!

n° 4
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