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La facebook mania

Sempre più rare le persone che non hanno un profilo Facebook: è davvero il social network dell'anno. Grande successo soprattutto nell fascia 30-40 anni. Ma sotto questa mania spesso si nasconde un senso di vuoto e solitudine

di Redazione GirlPower 30 ottobre 2008

A cura di Giuliana Apreda

 

facebookFacebook è una passione in crescita che ha coinvolto circa 1 milione 369 mila italiani secondo gli ultimi dati. Una febbre che ha contagiato in particolare la fascia di età tra i 30 e i 40 anni! Questo mondo virtuale rappresenta un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine che purtroppo caratterizza questa fase della vita secondo Paola Vinciguerra presidente di Eurodap (associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore dell'Uiap (Unità operativa attacchi di panico) alla Clinica Paidea di Roma. 

Il nome Facebook richiama gli album fotografici che le università americane pubblicano quando inizia l'anno accademico per ritrovare gli amici perduti. Oggi i “nostalgici”, grazie a Facebook, possono andare a caccia degli ex compagni di classe. A Milano hanno organizzato il primo incontro con i partecipanti della Facebook Community lombarda, ciò testimonia la passione per questo mondo online! 

Molti trentenni e quarantenni hanno costruito la loro vita su un'immagine capace, vincente, superimpegnata. Ma molti obiettivi poi non vengono raggiunti e si crea un senso di vuoto poiché si è principalmente pensato all'apparire piuttosto che all'essere. Così si finisce per cercare con l'aiuto di Facebook quei rapporti che sono stati percepiti e vissuti come relazioni vere; ossia i compagni di scuola, gli amici della comitiva estiva, gli amici del cortile di casa. Relazioni in cui si riceveva e dava sostegno e comprensione autentica. 

Tuttavia Facebook è una colossale illusione, sostiene il dott. Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell'Università Gregoriana di Roma, perché consente a tante persone di pensare di essere importanti grazie alle decine e decine di amici “virtuali”. Le menzogne o banalità narcisistiche, poi in Facebook sono in agguato: già si sono verificati casi di coppie in cui uno dei due si presenta come single sul sito e l'altro lo scopre. Alcuni sono alla ricerca disperata di una realtà diversa, anche sentimentalmente, e si sente il bisogno di alterare la verità

facebook2Alcuni esperti che studiano e si occupano del problema delle tecno-dipendenze parlano di Facebookmania ed hanno stilato un identikit del popolo di Internet contagiato da questo nuovo strumento. Ecco l'identikit proposto e studiato: 
I nostalgici, quelli che si emozionano alla vista delle foto degli compagni di classe delle scuole elementari, medie e superiori. Cercano gli amici del passato per vedere come sono invecchiati e per commentare i bei vecchi tempi. Una vera e propria nostalgia per i vecchi tempo che non è altro che un rimpianto per i rapporti di amicizia veri che si sono perduti, per un'infanzia e un'adolescenza lontana e a volte mitizzata; 
I latin lover virtuali, sempre a caccia di nuovi potenziali partner, ma anche di ex amori. Inseriscono nel proprio profilo foto sexy o piacenti (anche ritoccate). Tendono ad accumulare molti amici dell'altro sesso e nascondono un'infelicità con il partner reale
I cuori infranti ossia quelli che mitizzano amori del passato e vanno a caccia di ex fidanzati perché magari sono alle prese con l'ennesima delusione sentimentale; 
I troppo soli persone che hanno reali difficoltà a costruire relazioni vere e vanno alla ricerca di amici “virtuali” per farsi compagnia nel tentativo disperato di sentirsi meno soli; 
I pubblicitari donne e uomini più o meno famosi, politici, sportivi, attori che ricorrono a Facebook in modo strumentale per avere mega spot gratuiti; 
Gli alter ego, persone che si presentano con un falso profilo (molti si sono presentati nei panni del calciatore Totti) e che pubblicano foto ritoccate o diverse vantando titoli professionali ed esperienze di vita frutto di sola fantasia. Persone che indossano una maschera al fine di ottenere attenzioni e credibilità nel mondo virtuale; 
infine gli insoddisfatti, persone infelici che pur avendo un marito una moglie e dei figli si sentono tristi e in Facebook trovano spazio per i loro sogni e le loro avventure fantasticate. 

Visto il successo di Facebook dobbiamo prendere consapevolezza del grosso problema di solitudine che si nasconde dietro questo fenomeno in continua crescita. 

Dr.ssa Giuliana Apreda 
Psicologa Psicoterapeuta


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2
Commenti

fsgzfgbeee venerdì, 12 dicembre 2008

Re: IMHO

> "pur avendo un marito una moglie e dei figli si
> sentono tristi "
avere una famiglia non coincide
> con la felicità e ben venga che la realizzazione
> personale ci sia al di fuori della famiglia. certo
> è difficile.

Per quanto ne so io di facebook
> si usa per contattare qualche amico di cui non si
> avevano notizie da un po' e simili...Che ci siano
> persone che si sentono sole è un dato di fatto
> non vedo perchè demonizzare internet e
> generalizzare sugli utenti. mah.Capita anche senza
> internet che la gente si senta sola. il fenomeno
> facebook non ha niente di più e niente di meno di
> tutto il resto di internet.

BEN DETTO!

n° 2
flo' giovedì, 30 ottobre 2008

IMHO

"pur avendo un marito una moglie e dei figli si sentono tristi "
avere una famiglia non coincide con la felicità e ben venga che la realizzazione personale ci sia al di fuori della famiglia. certo è difficile.

Per quanto ne so io di facebook si usa per contattare qualche amico di cui non si avevano notizie da un po' e simili...Che ci siano persone che si sentono sole è un dato di fatto non vedo perchè demonizzare internet e generalizzare sugli utenti. mah.Capita anche senza internet che la gente si senta sola. il fenomeno facebook non ha niente di più e niente di meno di tutto il resto di internet.

n° 1
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