Speciale disturbi alimentari: intervista a Luca Saita
Inauguriamo una speciale serie di interviste e testimonianze per inquadrare il grave e diffuso fenomeno dei disturbi alimentari. Cominciamo con uin'intervista al Dottor Luca Saita
Circa il 10% delle ragazze tra i 12 e i 25 anni in Italia soffrono o hanno sofferto di disturbi alimentari, come anoressia o bulimia. L'incidenza del fenomeno si rispecchia anche sul web, dove proliferano i blog cosidetti pro-ana, che le autorità oscurano sistematicamente. I disturbi alimentari sono una questione importante che piaga la nostra società, e che nascondono storie di malessere e sofferenza. Girlpower inaugura una serie di interviste ad esperti e testimonianze per tracciare un ritratto di questo fenomeno.
A cura di Antonella Marchisella
Nel 1983 gli Italiani Liotti e Guidano si servirono di un campione di 300 persone per individuare determinate organizzazioni della personalità che possono favorire l'instaurarsi di alcuni disturbi del comportamento. Le modalità in cui si sono instaurati i rapporti di attaccamento nelle fasi primordiali di sviluppo affettivo ed emozionale sono determinanti per le organizzazioni premorbose che andranno definendosi. I due pionieri hanno riscontrato in tal senso l'organizzazione fobica della personalità, l'organizzazione ossessiva, quella depressiva e quella dei DAP (Disturbi Alimentari Psicogeni).
Noi di Girlpower abbiamo chiesto al Dottor Luca Saita, Psicologo Sistemico Relazionale di Roma, di discorrere insieme a noi di alcuni disturbi alimentari, in particolare di anoressia e bulimia, che sembrerebbero essere opposte ma in verità si rivelano strettamente correlate.
Dottor Saita che cosa si intende innanzitutto per disturbi alimentari?
Per disturbi alimentari si intendono quei disturbi che hanno a che fare con l'area del nutrimento della persona: sono disturbi che si manifestano quindi attraverso 'sintomi' che riguardano il cibo, per esempio il mangiare troppo o il mangiare troppo poco, anche fare delle abbuffate compulsive. Tutto questo ha un significato metaforico.
Che differenza c'è tra anoressia e bulimia, e soprattutto, sono correlate fra loro?
L'anoressia è un comportamento alimentare che comporta l'astenersi dal mangiare, viceversa il comportamento bulimico consiste nel mangiare in modo eccessivo. Sono quindi una apparentemente l'opposto dell'altra. Altra cosa da aggiungere è che per parlare di anoressia deve essere presente amenorrea per almeno 6 mesi, cioè mancanza di ciclo mestruale. L'anoressia può essere anche maschile, anche se tuttavia è più rara. Riguardo la bulimia può succedere che la persona possa dopo le abbuffate 'purgarsi' con lassativi o cercare di eliminare il cibo auto-provocandosi il vomito. La correlazione tra anoressia e bulimia è molto stretta, rappresentano effettivamente la faccia della stessa medaglia, oltretutto sono entrambe dei disturbi alimentari.
L' anoressia si manifesta principalmente nel sesso femminile, ma personalmente ho avuto modo di incontrare anche ragazzi anoressici. Secondo Lei le cause scatenanti l'anoressia nella donna e nell'uomo sono differenti ?
Le cause possono essere effetivamente le stesse. L'approccio sistemico relazionale ha riletto l'anoressia in termini di 'sciopero': la persona si mette a fare una specie di sciopero della fame.
Ma perchè fare uno sciopero del genere?
Molto spesso nella storia degli anoressici si trova quello che tecnicamente viene chiamato come 'imbroglio degli affetti': la persona si percepisce come il favorito da uno dei genitori, e quando scopre che in realtà non è così, inizia uno sciopero di protesta. Questo accade nelle donne, molto meno negli uomini, che solitamente scelgono un 'sintomo' più maschile: alcolismo, tossicodipendenza, ed altro. Effettivamente l'anoressia maschile rappresenta solo l'1% dei casi.
Quali sono i disagi profondi che si nascondono in realtà dietro una magrezza estrema?
I disagi profondi sono quelli della non accettazione, del rifiuto subito, dell'imbroglio che 'brucia'. L'anoressica che si è sentita imbrogliata si mette in sciopero. Ricordo un caso di una ragazza che aveva preso le parti del papà contro la mamma che lo aveva fatto tanto soffrire. Quando si accorse che il papà in realtà amava ardentemente la mamma, si mise in sciopero ed iniziò a non mangiare più. Grazie ad una terapia familiare si riuscì a ricostruire la trama di quello che era successo e ad aiutare questa ragazza. Effettivamente io sto descrivendo solo il 'caso tipo', seppure esistano mille variazioni sul tema.
Quanti casi di anoressia tratta in media in un anno? E quanti di bulimia?
Diciamo che una persona anoressica ben curata, inizialmente attraverserà una fase successiva bulimica, quindi i casi coincidono. Diciamo che la mia percentuale è del 30% dei casi che tratto.
Purtroppo ascoltiamo spesso in TV notizie che riportano la morte di giovani ragazze anoressiche. Come mai il recupero di queste ragazze è talvolta impossibile anche se supportate da un trattamento psicoterapeutico?
Anoressia in greco significa 'ostinazione'. Quando lo sciopero della fame è radicale (per motivi tutti da comprendere) e non si riesce a rompere il circolo vizioso che lo ha generato, a volte questo sciopero si protrae anche fino alla morte.
Dott. Luca Saita Psicologo
www.psicologoroma.eu Iscrizione
Studio: Via Nomentana n. 133 Roma -00161-
Per contatti: cell. 3356779357
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C'é un "piccolo" particolare che mi irrita
E anche tanto. Perché quando si parla di disturbi alimentari, gran parte dell'attenzione é focalizzata sulle anoressiche? Una bulimica non suscita abbastanza pena come un'anoressica? Eh no forse proprio perché la bulimica è cicciotta non fa scattare quel senso di protezione come nei confronti dll'anoressica.
Hai letto bene?!
Ma hai letto bene?? Dice che anoressia e bulimia sono correlate !!! Sono due lati della medaglia dello stesso problema !!! La tua affermazione non ha fondamento , nn dovresti prendertela così
R: Hai letto bene?! Io sí
E giusto per cominciare ti invito ad abbassare a non rivolgerti in quel modo con me perché se ho scritto quel commento vuol dire che ho letto l'articolo. E ho notato quanto segue:
dopo la retorica distinzione tra anoressia e bulimia si passa alle seguenti domande:
- L' anoressia si manifesta principalmente nel sesso femminile, ma personalmente ho avuto modo di incontrare anche ragazzi anoressici. Secondo Lei le cause scatenanti l'anoressia nella donna e nell'uomo sono differenti ?
- Ma perchè fare uno sciopero del genere? (sempre riferito all'anoressia)
- Quali sono i disagi profondi che si nascondono in realtà dietro una magrezza estrema?
- Purtroppo ascoltiamo spesso in TV notizie che riportano la morte di giovani ragazze anoressiche. Come mai il recupero di queste ragazze è talvolta impossibile anche se supportate da un trattamento psicoterapeutico?
E la bulimia è citata solo in queste domande:
- Che differenza c'è tra anoressia e bulimia, e soprattutto, sono correlate fra loro?
- Quanti casi di anoressia tratta in media in un anno? E quanti di bulimia?
Quindi siamo a quattro domande riguardanti l'anoressia e due riguardo la bulimia.
Sono stufa di sentire servizi ai tg, dossier ed intervitste varie che, quando si parla di disturbi alimentari, si concentrano la maggior parte delle volte sui problemi delle anoressiche, del perché lo fanno, cosa si nasconde dietro e cosa provano, etc.
Pochi pensano alle bulimich e questa mi pare proprio un'ingiustizia.
Hai letto bene?! Io sí
Si magari hai ragione sul fatto che si parla molto di anoressia e poco di bulimia, però è uno Speciale appena iniziato sui disturbi alimentari, quindi magari proporranno anche qualcosa sulla bulimia!! Questa intervista cmq mi sembra un buon primo passo, questo psicologo mi piace... Scusa, non volevo fraintendessi il mio tono ! ciaoooo
piccolo appunto
Interessante l'articolo. Permettetemi un appunto. L'etimologia greca della parola anoressia parla chiaro: an- (privativo) = senza òrexis = appetito. Quindi "senza appetito". Non certo ostinazione, la cui etimologia è ben diversa. Grazie.