Disturbi alimentari: un altro punto di vista sul Binge Eating disorder
Torniamo a parlare di Binge Eating Disorder, stavolta con il dottor Lanfranco Roviglio, che ci descrive nei particolari il binge e ci spiega perchè è diverso dalla bulimia
A cura di Antonella Marchisella
Dopo aver chiesto il parere del Dottor Luca Saita - psicologo, abbiamo parlato del Binge con il Dottor Lanfranco Roviglio, Medico chirurgo Specialista in Dietologia e Scienza dell'Alimentazione, al fine di fornire ai lettori punti di vista differenti. Secondo il Dottor Roviglio il Binge ha un'organizzazione complessa ed un'organizzazione psicologica. Di quest'ultima parleremo nel prossimo articolo, soffermandoci qui sull'organizzazione complessa.
Dott. Roviglio, che cos'è esattamente il Binge Eating Disorder?
E' un comportamento caratterizzato da desiderio di dimagrire e contemporanee perdite di controllo sul cibo con introduzione di alimenti calorici, cioè mangiare in maniera illogica (non avendo fame ma spinti da emozioni negative), nonostante desiderino perdere peso.
Perchè il Binge è definito "il disturbo alimentare del terzo millennio"?
E' esploso nella seconda metà degli anni '90 e conquista sempre più adepti. La caratteristica è che l'80% dei soggetti non è consapevole del disturbo e si chiede perchè talvolta/spesso si comporta così.
Ci sono degli scompensi affettivi alla base del binge? E se si, quali?
Ci sono anche scompensi affettivi : a livello familiare (rapporto con i genitori se la ragazza vive in casa) ; rapporto di coppia conflittuale o scarsa vita sessuale appagante .
Come mai la difficoltà nel riconoscere la fame e la sensazione di sazietà in questi soggetti, è riscontrabile altresì a livello sessuale?
Alla base vi è un'alterata percezione delle proprie sensazioni e sentimenti.
Lei, quanti casi di B.E.D. tratta in media in 1 anno?
Il 40% dei soggetti che si rivolgono ad un dietologo per una prima visita ne è affetto : purtroppo medici esperti nella diagnosi e nella terapia di questi disturbi sono molto rari. La maggior parte dei pazienti non viene riconosciuto e viene trattato come semplice sovrappeso o obesità : la terapia è sbagliata, i risultati devastanti cioè cronicizzano il disturbo
Che tipo di madre ha generalmente un soggetto affetto da B.E.D?
Dato che BED è generalmente un soggetto adulto, è difficile che a 30-40 anni (con propria famiglia) si senta l'influenza di una madre dominante; è più frequente nelle bulimiche
Ci descriva l'organizzazione complessa dei soggetti affetti da B.E.D.
La clinica dimostra che la durata media di un Disturbo del Comportamento Alimentare è di 5-6 anni. Tale patologia è di tipo cronico. E’ controversa la spiegazione del perché alcune forme si risolvono con una terapia relativamente breve ed altre invece necessitano di un intervento molto più lungo e complesso. Rispetto ai soggetti sovrappeso ed obesi, i soggetti con Crisi di alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder) mostrano un’alimentazione caotica, con un elevato introito di cibo ai pasti e soprattutto fuori dai pasti. Seguire diete in modo perfezionistico porta prima o poi a trasgressioni: il soggetto pensa di avere fallito, di aver perso il controllo e … si abbuffa ! Il disturbo inizia dopo eventi stressanti, minaccianti l’autostima, ad esempio: fallimenti scolastici, problemi sentimentali o sessuali, commenti negativi sull’ aspetto fisico, difficoltà interpersonali. Evidentemente non tutte le persone che si sottopongono ad una dieta ristretta sviluppano un disturbo dell’alimentazione. Chi passa da un regime alimentare rigido ad un disturbo alimentare è affetto da una maggiore problematica psicologica o da depressione
Che cosa scatena la crisi?
Le improvvise variazioni del tono dell'umore.
- Una situazione depressiva (morte di un familiare, separazione o relazioni extra coniugali dei genitori, prime esperienze sessuali, competizioni scolastiche).
- La scarsa autostima.
- La ricerca ossessiva del perfezionismo.
- Sentirsi, vedersi grassa.
- La fame durante un periodo di estrema restrizione calorica.
Alcuni soggetti Binge “pianificano” le loro abbuffate : acquistano il cibo, lo nascondono, poi lo consumano nell’isolamento e nella segretezza senza neppure masticarlo, fino ad essere completamente pieni.
E’ davvero possibile inventarsi un mondo di fantasia entro cui rifugiarsi, per mezzo del cibo? Periodicamente è possibile perdere i contatti con la realtà, per mezzo delle abbuffate?
La risposta è affermativa : le persone Binge lo confermano. Tutte le personalità dipendenti, o meglio non-indipendenti devono ricorrere a “qualcosa” (tabacco, alcool, droga, sesso, cibo…) per crearsi una realtà fittizia, artefatta. Il cibo non è né buono né cattivo, può esserlo l’uso che se ne fa o i valori che ognuno gli attribuisce. Qualsiasi attività spinta agli estremi diventa patologica. Le abbuffate provocano :
- Alterazione della fame e della sazietà: seguire una dieta fortemente ipocalorica porta all’aumento della fame e dell’appetito nei confronti dei carboidrati in particolare (pane, pasta, pizzette, crakers e simili, dolci) probabilmente a causa della modificazione di alcuni neurotrasmettitori cerebrali.
- Emozioni negative: le abbuffate, soprattutto nei primi momenti possono determinare piacere perché allentano momentaneamente la tensione del dover seguire rigorosamente una dieta ferrea. Questa sensazione inizialmente piacevole può essere utilizzata per “bloccare” altre emozioni negative: tristezza, solitudine, frustrazioni, rimproveri, critiche…
Tale comportamento dà origine ad un circolo vizioso, per 3 motivi :
- Se la persona continua a bloccare le sue emozioni col cibo non risolve mai i suoi problemi di fondo.
- Le emozioni negative si ripresenteranno all’infinito e favoriranno nuove abbuffate !
- Le abbuffate, passati i primi momenti piacevoli, determineranno altre emozioni negative : senso di colpa, crollo dell’autostima, disgusto, paura di ingrassare che a loro volta ri-innescano nuove abbuffate … e così via. Dai soggetti con Binge generalmente non sono utilizzati comportamenti di compenso (vomito, lassativi, intensa attività fisica) per controbilanciare le conseguenze delle abbuffate. La maggior parte dei soggetti Binge Eating Disorder è sovrappeso od obeso ed esiste una forte associazione tra tali crisi incontrollate e l’obesità. I soggetti sovrappeso con crisi di alimentazione incontrollata:
- seguono frequentemente diete restrittive.
- hanno ripetute fluttuazioni del peso (sindrome dello yo-yo).
Le bulimiche generalmente sono normopeso. Le pazienti sovrappeso con Crisi di Alimentazione Incontrollata si rivolgono ad Ambulatori per la cura dell’obesità e spesso non vengono individuate e di conseguenza trattate con le terapie classiche per tale patologia. A differenza della bulimia, le pazienti con Crisi di Alimentazione Incontrollata non hanno comportamenti dietetici restrittivi : questi soggetti non riescono a limitare l’introito calorico. Mentre nelle bulimiche le abbuffate sono precedute da restrizione alimentare, i soggetti con Crisi di Alimentazione Incontrollata non riescono a ridurre l’introito calorico più di tanto. Nei soggetti bulimici la dieta è fortemente implicata nello sviluppo delle abbuffate: la restrizione alimentare precede la comparsa delle abbuffate; nei soggetti con Binge sono le variazioni emotive a dare il via alla crisi alimentare.
Perché la dieta aumenta le abbuffate nei soggetti bulimici e invece in quelli con Crisi di Alimentazione Incontrollata non più di tanto?
Perché sono diverse le problematiche psicologiche. Nelle pazienti Binge (Crisi di Alimentazione Incontrollata) esiste un chiaro rapporto tra crisi depressive e numero delle abbuffate. Il cibo funziona da psicofarmaco. Numerosi studi affermano che le donne sovrappeso vengono giudicate negativamente: mangione, deboli, ingorde, prive di volontà.
Dott. Lanfranco Roviglio
Via Don Mazzolari 10 - SARONNO- (VA)
www.bingeeatingdisorders.com
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