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Aracnofobia e tarantismo

L'aracnofobia è molto diffusa in ogni fascia d'età e consiste nella paura dei ragni. E' una paura irrazionale e difficile da controllare. Ci chiediamo quindi, perché proprio dei ragni?

L'aracnofobia è molto diffusa in ogni fascia d'età e consiste nella paura dei ragni che talvolta rischia di sfociare in veri e propri attacchi di panico.E' una paura irrazionale e difficile da controllare. Ci chiediamo quindi.. ma perché proprio paura dei ragni?

La parola aracnofobia deriva dall'unione di due termini appartenenti alla lingua greca: "arachnè", che significa ragno, e "phòbos", fobia.
Il ragno, per le sue caratteristiche fisiche è sempre stato presente nella vita degli uomini.
Proprio come accade per i serpenti, in lui convivono una simbologia positiva e una negativa in base a come le sue caratteristiche fisiche sono state interpretate. Vari popoli considerano il ragno come un essere creatore da cui ha avuto origine il mondo, altri che lo considerano un tramite per l'aldilà. La scrittrice Marlo Morgan ci descrive come, questo animale sia un simbolo per gli aborigeni australiani: "il ragno esorta a non essere avidi, dimostrando con la sua tela che gli oggetti necessari possono essere belli e artistici e ci mette in guardia dall'amare troppo noi stessi".
E' proprio nella simbologia del ragno che possiamo trovare le cause di questa fobia.
Tessere la tela viene interpretato come creare la vita, affrontarla fino alla sua fine e forse, è proprio la paura inconscia della morte a rendere vulnerabili le persone alla vista di esso.

Un'altra causa dell'aracnofobia si nasconde nell'inconscia paura di essere catturati, imprigionati in una rete.
Alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che alla base di tale paura vi è una spiegazione di carattere evolutivo secondo la quale il sistema visivo dell'uomo si è evoluto in maniera tale da riconoscere molto rapidamente le sagome di animali potenzialmente pericolosi (non a caso, chi soffre di aracnofobia, ha paura anche delle foto rappresentanti essi).

Cosa si deve fare?
Questa fobia può diventare molto pericolosa in quanto, condiziona fortemente la vita sociale di chi ne è affetto. Si tende quindi ad evitare boschi, prati e altri ambienti dove la probabilità di essere a contatto con i ragni è molto alta.
Si può curare con una breve psicoterapia cognitivo comportamentale che aiuta il paziente ad avvicinarsi gradatamente alla fonte della sua paura e ad affrontarla.
Si cercherà dapprima di far avvicinare il paziente a foto molto dettagliate riguardanti questo animale e poi ci si orienterà verso il contatto fisico - visivo affinché si possano affrontare e combattere le emozioni che la psiche genererà al momento.

Ma.. il tarantismo è la stessa cosa?
No, il tarantismo (o tarantolismo) è una malattia, che, secondo credenze popolari è provocata dalla puntura del ragno (soprattutto della tarantola, la sua specie più pericolosa). Il tarantismo porterebbe una condizione di malessere generale, debolezza, un offuscamento delle capacità cognitive e sintomatologie pari all'epilessia.
Anticamente il tarantismo venne considerato un fenomeno storico - religioso che colpiva le donne e poteva essere curato esorcizzandolo con musica e canti popolari. La leggenda ci narra che il ballo e il movimento fisico generato dall'ascolto di essa, consumi le energie che il ragno trasferisce nel corpo della sua vittima.

Lo sapevate che la Tarantola (ragno), ha origini Italiane? La Tarantola (Lycosa tarentula), è originaria di Taranto in Puglia, secondo le leggende, il suo morso provocava crisi epilettiche e pazzia e l’unico rimedio era una danza purificatrice “la tarantella” da cui il nome sia della Tarantola (ragno), sia della Tarantella (ballo).
L'esorcismo inizia quando il tarantato avverte i primi sintomi del tarantismo e chiede che vengano i musicisti a suonare la pizzica. Al suono della musica il tarantato comincia a scatenarsi in una danza sfrenata che in questa fase del rito serve a determinare da quale tipo di taranta è stato avvelenato (ad esempio, si distinguono la "taranta libertina", la "taranta triste e muta", la "taranta tempestosa", la "taranta d'acqua"). La taranta poteva essere anche indentificata con i serpenti o gli scorpioni. Dopo questa fase diagnostica comincia una fase "cromatica" in cui il tarantato viene attratto dai vestiti delle persone da cui è circondato (spesso dei fazzoletti), il cui colore dovrebbe corrispondere al colore della taranta che ha iniettato il veleno. Tale attrazione viene manifestata a volte in modo violento ed aggressivo. Il perimetro rituale non era solo circondato da fazzoletti colorati, ma anche da cose richieste esclusivamente dalla persona tarantata.Che potevano essere; tini ricolmi d'acqua, vasi di erbe aromatiche,la fune, sedia, scala, spada e altro. Inizia quindi una fase coreutica in cui il tarantato evidenzia dei sintomi di possessione che può essere di natura epilettoide, depressiva-malinconica oppure pseudo-stuprosa. Durante questa fase l'ammalato si abbandona a convulsioni, assume delle posture particolari in cui si isola dall'ambiente circostante e può assumere atteggiamenti con cui si identifica con la taranta stessa. Il rituale finisce quando il tarantato calpesta simbolicamente la taranta per sottolineare la sua guarigione dalla malattia. .

La tradizione del tarantismo è in qualche modo sopravvissuta sino ai nostri giorni con la messa-esorcismo del 29 giugno nella chiesa di San Paolo di Galatina. Tuttavia sono andati progressivamente scomparendo i momenti di partecipazione collettiva e diminuisce sempre di più il numero di persone che si recano alla chiesa per dare luogo al rituale. Il contesto in cui avviene l'esorcismo del resto è radicalmente cambiato: non più la comunità contadina riunita a condividere la stessa esperienza culturale ma solo una folla di curiosi e visitatori che con il rito hanno poco da spartire. Anzichè arrivare nei carri oggi i tarantati vengono in automobile e scendono a pochi metri dall'ingresso della chiesa. Prima di entrare nella cappella viene svolto un breve rituale davanti alla chiesa mentre i parenti degli ammalati impediscono ai curiosi di scattare fotografie e girare filmati. Il rito all'interno della cappella non è pubblico ma aperto soltanto ai parenti stretti dei tarantati. L'esorcismo dura comunque pochi minuti, come ulteriore prova della disgregazione culturale di tale tradizione.

Qual è il Ragno più velenoso? Il Ragno dei cunicoli (Antrax robustus), conosciuto anche col nome di “Funnel Web” che vive in Australia. E’ molto più pericoloso anche della famosa “Vedova Nera”.
Qual è il Ragno più velenoso in Italia? La Malmignatta (Latrodectes tredecimguttatus), o Vedova Nera Italiana, è simile alla cugina Americana, ne differisce per i tredici punti rossi sull’opistosoma

Alcuni film:
Aracnofobia: con Jeff Daniels del 1990 in cui la paura e il terrore dovuti all'arrivo di un velenosissimo ragno rinchiuso in una bara del Venezuela si diffondono in una tranquilla cittadina di provincia e cominciano a mietere vittime fra la popolazione
La Vendetta del Ragno Nero (1957)
La Tarantola Dal Ventre Nero (1971)
Spider (2002) di David Cronemberg con Ralph Fiennes
Spiderman 1 e 2 (2002-2004) di Sam Raimi

Alcune canzoni:
Boris in the spider degli Who. Narra di un uomo che si sente simile ad un ragno
Glass Spider di David Bowie in cui una nidiata di ragni parte alla ricerca della madre e dell'identità
Il Ragno del Banco Del Mutuo Soccorso. Il ragno afferma che tutti cadono nella sua tela, sedotti dalla sua abilità nel tessere

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