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Mi sono innamorata di un uomo più grande... ma non so se sia proprio amore

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Tra un uomo adulto e una ragazza c'è la possibilità che nasca del vero amore? Perché le donne giovani sono attratte da uomini maturi? Ce ne parla la Psicologa Emmanuella Ameruoso

Amare un uomo più grande

Sono una ragazza di 21 anni. Da cinque parlo e mi confido con una persona adulta di 50 anni. Conosce ogni aspetto del mio carattere e ogni mia debolezza. Mi sono innamorata da un anno di questa persona, non ho mai nascosto i miei sentimenti nei suoi confronti. Nonostante sia passato del tempo, la relazione continua come se nulla fosse cambiato. Ho cercato di mettere dei paletti per evitare che la cosa degenerasse ogni volta. Lui non ha mai ammesso i suoi sentimenti nei miei confronti, ma nonostante questo, continua a farmi complimenti e attua dei comportamenti che non rispecchiano una semplice relazione di amicizia. A volte mi sembra di essere vittima psicologica di questa persona. Vorrei capire quanto una relazione tra un'adolescente e un uomo di mezza età possa considerarsi sana.

Ogni legame si struttura per un’esigenza profonda di affetto e condivisione e costruire delle relazioni è importante per avere dei punti di riferimento. Qualche volta questo succede tra persone con una notevole differenza di età e ciò fa riflettere sulla tipologia di funzione che un sentimento di affezione, magari condiviso segretamente, può rivestire.

La donna predilige un uomo più maturo per tante ragioni e una di queste è la necessità e il bisogno di sentirsi sicura, compresa, ascoltata e centrale nella relazione.

Molto spesso, infatti, nella rapporto tra coetanei c’è la difficoltà a condividere gli stessi obiettivi, e per via di situazioni incerte dovute a un percorso crescita ancora da realizzare, la scelta si dirige altrove.

La seduzione che esercita un uomo adulto in termini di potere e affermazione personale non è la stessa di un ragazzo all’inizio della sua carriera con la sua acerba virilità che manifesta ancora aspetti di incertezza. Un individuo già affermato e con grande esperienza comunica quanto più di concreto si possa ottenere dalla vita elargendo anche facili consigli come un vero e proprio genitore. Ma mentre quest’ultimo è attratto dalla giovane donna che lo porta a poter rivivere una seconda gioventù e ottenere una ventata di freschezza e spensieratezza nella propria vita, la ragazza ricerca una gratificazione immediata ai suoi progetti futuri.

Per certi versi, ma non in tutti i casi, l’amore di una poco più che adolescente per un uomo maturo è associato all’esigenza di essere la figlia amata -e amante- e che ha l’uomo tutto per sé. Spesso l’esigenza nasce proprio da un’effettiva carenza sul piano relazionale della presenza costante dell’uomo che avrebbe dovuto crescerla.

La psicoanalisi considera questa scelta come un bisogno femminile di ricercare, in una persona più grande, proprio la figura paterna. Il complesso di Elettra ne esplicita il senso ed è la versione al femminile dell’Edipo.

Elettra è figlia di Agamennone e Clitennestra e, dopo la morte del padre avvenuta per volere della madre e del suo amante, la donna istiga il fratello e il cugino alla vendetta. Il mito greco richiama l’attaccamento per il paterno, una figura idealizzata, il primo amore con cui la bambina fantastica di avere un figlio. Gelosa dell’altra donna, la madre, ha il desiderio inconscio di possedere quell’uomo che diviene la rappresentazione mentale di un modello a cui gli altri individui dovrebbero assurgere. Nasce così un conflitto inconscio che riverserà in tutte le relazioni con il mascolino. La ricerca di una somiglianza con il proprio padre, sia punitivo (come nei casi di violenza intrafamiliare) e sia protettivo, condizionerà la sua affettività definendo sempre più l’incompletezza e la diversità degli altri con la sua raffigurazione interna.

In definitiva, quell’uomo premuroso che ha protetto, coccolato e posto attenzione alla piccola sarà lo stesso che lei sceglierà una volta adulta. Se più grande e più maturo è facile quindi che possegga tali caratteristiche.

L’iperprotezione è una matassa aggrovigliata difficile da sciogliere poiché da un lato soddisfa il bisogno di sicurezza e dall’altro crea dipendenza. Quanto più è giovane la ragazza tanto maggiore sarà la possibilità che questa sia sommessa a colui che diventerà la sua guida, il suo consigliere, il confidente e, avendo comunque un forte ascendente, sarà un punto di riferimento molto importante nella crescita.

Nei casi simili a quello succitato, sostituendosi al padre, il compagno diviene il genitore ma la probabilità che la relazione si sviluppi anche sul piano sessuale è alta.

È una relazione che fa riflettere e la differenza di età e il livello di esperienza poco condivisibili all’interno della coppia possono diventare delle risorse dinanzi al desiderio comune delle donne di essere salvate e protette.

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