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Vivere sotto una campana di vetro

Succede quando i genitori limitano i propri figli con l'intento di proteggerli. Ma non sempre è positivo, specie per chi subisce. Come uscirne?

di Redazione GirlPower 19 novembre 2008

A cura di Anastasia Meloni

 

campana_vetro_1Cosa vuol dire vivere "sotto una campana di vetro"? L'espressione di per sè rende molto l'idea. Stare sotto una campana di vetro vuol dire essere chiusi in un recinto e vedere la vita che ci scorre intorno ma non potervi prendere parte, per una sorta di reclusione.

Un altro modo di dire molto simile è vivere "nella bambagia", che è però un po' differente. Vivere nella bambagia vuol dire avere tutte le comodità a disposizione, essere viziati e iperprotetti, non dover affrontare mai alcun problema perchè c'è sempre chi lo risolve per noi. Se proprio vogliamo individuare la differenza, vivere sotto una campana di vetro è un po' peggio, perchè ci viene tolta una cosa fondamentale: la libertà.

In genere la famigerata campana di vetro viene imposta da parte di genitori verso i propri figli. E' fatta di limiti e proibizioni di vario genere: avere orari ferrei di rientro o addirittura non poter uscire, dover andare a letto entro un certo orario, non poter uscire in macchina o in motorino, non frequentare certe amiche che non piacciono alla mamma, non poter dormire con il fidanzato, non avere autonomia di scelta in molte cose come ad esempio frequentare una facoltà universitaria piuttosto che un'altra...fino alle cose più banali come dover mangiare tutto quel che c'è per cena o non potersi vestire come si preferisce.

E gli esempi di proibizioni parentali sono ancora numerosi. Si tratta di una maniera di relazionarsi che moltissimi figli vivono con una vera e propria sofferenza che avvelena le loro vite. Questo perchè si sentono privati di una cosa preziosissima per qualsiasi persona: la libertà. Non possono gestire la loro vita, non possono fare quel che vogliono, anche se si tratta di cose assolutamente innocenti. Ciò li porta come già detto a soffrire o a fare ugualmente ciò che viene proibito, ma creandosi una vita parallela tenuta in piedi da continue bugie.

Sia ben chiaro: non che questo fenomeno si spieghi con il fatto che i genitori in questione sono aguzzini senza scrupoli che desiderano consciamente la sofferenza per i proprio figli. Sono tanti e a volte comprensibili i motivi che portano alcune persone a comportarsi in questo modo. Magari l'aver subito un'educazione simile, una mentalità all'antica dovuta all'età, la distanza generazionale, l'apprensività e l'iperprotettività. Paradossalmente, se si tiene un figlio sotto una campana di vetro, si pensa di farlo solo per il suo bene.

campana_vetro_2

Come tutti sanno nell'educare un figlio non si può dire sempre di si. Proibire qualcosa, stabilire regole e limiti è assolutamente necessario. E i bisticci tra genitori e figli sono inevitabili. La situazione in genere comincia a diventare malsana quando le richieste dei genitori cominciano a diventare palesemente irrazionali e inutili. Esempio: se può avere un senso stabilire orari di rientro a 15 anni, questi cominciano a risultare decisamente insensati se non ridicoli una volta superati i venti anni! Purtroppo per i genitori i figli sono sempre un po' bambini che vanno protetti, anche quando stanno per diventare completamente adulti. Si crede di poter ancora influire sulla loro vita, ovviamente per il loro bene. Magari non li si accetta per come sono, e si continua a tentare di cambiarli. In realtà da un certo punto in poi le proibizioni non hanno più alcuna finalità educativa, ma diventano unicamente una forma di costrizione gratuita, insensata e soprattutto inutile se non dannosa.

Le conseguenze
campana_vetro_3Per i genitori molto rigidi in genere è davvero difficile rendersi conto di quel che stanno facendo ai loro figli: spesso si è davvero convinti di star facendo la cosa migliore.
Chi ha vissuto sotto una campana di vetro, una volta cresciuto può avere diverse reazioni. Il fatto di esser stato "preservato" dai pericoli può rendere paradossalmente più vulnerabili: tutti sappiamo che per crescere bisogna farsi le proprie esperienze da soli. Relazionarsi e soprattutto tenere testa agli altri nella vita sociale e lavorativa può diventare difficile, perchè si è abituati ad obbedire e abbassare la testa. C'è chi si ritrova con una scarsissima vita sociale perchè non potendo uscire non ha potuto portare avanti le amicizie. Oppure si può diventare più forti e scaltri di chi invece in famiglia ha avuto vita facile e non ha avuto ostacoli contro cui lottare quotidianamente. 
E ancora, c'è chi per reazione opposta appena ha un po' di libertà, o appena se la procura tramite le bugie, si getta negli eccessi come droga e alcool per puro sfogo, dimostrando che le proibizioni dei genitori sono state assolutamente inutili. C'è chi se ne infischia dei divieti, ma riesce a farlo solo costruendosi faticosamente un'immagine di cartapesta agli occhi dei genitori raccontando bugie che considera necessarie seppur dolorose. C'è addirittura chi si rende conto che l'unico modo per fuggire all'oppressione è andar via di casa, e magari rinunciare a certe ambizioni per trovare un lavoro e diventare indipendente il prima possibile, perchè conquistare la libertà che non si è mai avuta diventa l'obiettivo più importante della vita.
Insomma, da parte dei figli c'è quasi sempre una forte reazione, che sia di ribellione, di fuga, o di semplice sofferenza magari neanche esternata.

Esiste un modo per risolvere questa situazione?
Quando la campana di vetro diventa palesemente inutile e dannosa bisogna avere la maturità di rendersene conto e di cercare di farlo capire ai propri genitori. Prima di tutto bisogna cercare di comunicare: far capire ai genitori che il loro comportamento non dà risultati e dimostrare loro di esser diventati persone responsabili, che non hanno bisogno di proibizioni per non correre pericoli, perchè sanno da sè quali sono i propri limiti.

Questo non è sempre facile. Qualche volta ci si trova davanti un vero e proprio muro. Ma tentare non nuoce: mai abbandonarsi al rancore cieco senza aver fatto almeno dei tentativi.

Se non si ha alcun riscontro, mai desistere. La cosa più sbagliata è arrendersi e annullare se stessi. Se i vostri genitori non vi accettano e/o non vi lasciano liberi non vuol dire che siete necessariamente delle cattive persone. Anche se siete figli, siete comunque delle persone, con un proprio carattere e delle proprie inclinazioni che non possono essere represse, specie se non siete più bambini. Quindi il comportamento ideale, oltre a cercare sempre la comunicazione e la comprensione, è cercare di rendersi indipendenti il prima possibile, guadagnandosi di fatto la propria libertà a partire dall'aspetto materiale. Solo così i genitori potranno rendersi conto che siamo persone adulte e alla pari con loro, che non hanno bisogno di alcun recinto. Anche se è faticoso, dalla campana di vetro si può uscire!

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Commenti

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Adina12 venerdì, 15 luglio 2011

mio padre:il mio incubo

Sono una ragazza di 17 anni.. Mancano 10 mesi e divento maggiorenne.
Le scrivo per avere dei consigli, perché nessuno riesce ad aiutarmi.
Ho un padre che non è quasi mai stato presente nonostante vive con noi. Nella sua vita ha sempre sbagliato e tutt'ora sbaglia.
Prima aveva il vizio del bere poi ha incominciato a stare 24 ore su 24 al computer ed ora invece non fa nessuna di queste due cose ma spesso va da un'altra donna conosciuta in una chat, senza fregarsene ne di noi figli ne di mia mamma che poverina è troppo buona.
Ha un carattere molto brutto: è aggressivo, prepotente, alza le mani e vuole essere padrone di tutto!
Il problema però non è questo( anche se secondo me è molto grave ed una persona schifosa), Io sono fidanzata con un ragazzo da due anni. all'inizio era d'accordo ma poi non lo era più.. Ora non vuole assolutamente che io stia con lui. ma non capisco il perchè: è una bravissimo ragazzo, lavora e soprattutto vuole molto bene a sua figlia. Io voglio stare con lui, sono sicura di me! Però adesso glielo devo nascondere. Ma è capitato che una sua amica ci ha visti insieme e lui mi ha sgridato tantissimo dicendomi che se mi vede con lui ci mena o ci rompe la testa.. Io non ce la faccio più, accanto a lui facciamo un vita brutta, non siamo felici, ma mia mamma essendo troppo buona non trova il coraggio di lasciarlo. Io però dopo anni dico basta, non posso subire tutta la vita come sta facendo mia mamma.
Spesso anzi quasi sempre mi dice che a 18 anni non posso andare via di casa e non posso fare quello che vorrei. La mia paura è che mi fa del male ma non solo a me ma anche a mia mamma dato che da tutta la colpa a lei e quando succede qualcosa se la prende con lei oltre che con noi. Di questo ho davvero tanta paura e non so ne con chi parlarne. Pensi che mi ha mandata anche da uno psichiatra che prima non voleva farmi fare la seduta a causa della mia età. Ma poi gli ho chiesto di ascoltarmi e dopo avergli raccontato la mia storia mi ha detto che sono i miei genitori a dover farsi curare ma non certamente io.. Ma ora sono arrivata all'esasperazione, ripeto ho tanta paura e non so più che fare. A volte penso di fare cose strane ma vorrei cercare di risolvere questa faccenda in altro modo ( e in quale modo??) e al più presto possibile. Dalla paura che ho non riesco a vivere come una ragazza normale..

n° 6
katy lunedì, 17 gennaio 2011

ho

ho sedici anni ...mi sento stanca ... stanca di questa situazione.ho un ragazzo di 22 anni. ho dei genitori che sono abbastanza grandi ma anke di una mentalità molto antica..non fnn altro k rinfacciarmi tutto quello k mi viene dato, non mi vengono incontro non mi aiutano e nn capiscono cosa realmente potrebbe rendermi felice. dal primo giorno che sono stata insieme a lui non hanno fatto k preoccuparSI.. ogni ql volta io commetta qualke sbaglio chiamano lui, se decido una sera di coricarmi più tardi lo kiamano... persino x l'uso del cellulare.. credo sia normale alla mia età che due persone si scambino messaggi durante il giorno...non può venire sotto casa mia perchè la gente mormora, critica e dicono che siccome non siamo fidanzati ufficialmente non posso farlo venire sotto casa mia. ma io non capisco quindi come vederlo dato k mi hanno privato di avere un motore e non vivo in centro città bensì in periferia...inoltre ogni ql volta litigo con lui x mia madre è una cosa anormale. credo k in una coppia invece sia normale discutere... quindi ogni ql volta dv stare attenta a come parlo sennò lei mi fa il putiferio... non mi prolungo più d tnt ma qll k voglio dire è k sn stanca e forse questo mess nn centra niente con qll da voi scritto però avevo bisogno di uno sfogo ...è TTT I GIORNI LA STESSA STORIA... ciao a tutti grazie..

n° 5
lellin@ martedì, 9 febbraio 2010

già

quanto è vero...oh ma quanto...c'è da dire che quando "esci" e prima o poi deve succedere, per es quando vai all'uni, è fantastico, ti rendi conto all'improvviso di essere LIBERO e di poter fare sostanzialmente QUALSIASI COSA...e là son cazzi ahaha XD

n° 4
carly martedì, 13 ottobre 2009

voglia di libertà

Ho quasi 18 anni, sono fidanzata da 3 anni in casa con un ragazzo di 24 anni che ha un bel posto di lavoro e che insomma piace ai miei genitori. Qual'è il problema? Ora ve lo spiego..
Vi sembra normale che io ogni sabato e domenica mi devo ritirare alle 10 di sera?
Non ho una comitiva di amici perchè tutti iniziano ad uscire verso le 9, le 10, se faccio un minuto di ritardo mi sgridano esageratamente e se anche li avviso che siamo bloccati in una pizzeria perchè hanno servito tardi, che il film al cinema è durato un pò più del previsto, che siamo bloccati nel traffico o che degli amici c'hanno invitato ad andare da qualche parte e che quindi faremo più tardi, iniziano a "sbraitare" ricattandomi di non farmi più uscire. Ho provato a parlare un sacco di volte con i miei genitori ma è inutile eppure loro hanno colleghi che gli dicono che i propri figli li fanno ritirare più tardi appunto per non farli sentire oppressi.. ma loro niente.. sono convinti di fare la cosa giusta. Non capiscono che così facendo stanno costringendo me e il mio ragazzo a sposarci prima del previsto (appena compio i 18) per essere più liberi e indipendenti.
E' mai possibile che bisogna arrivare a delle soluzioni strategiche?
Perchè i genitori sono sempre e solo convinti di avere sempre la ragione dalla loro parte?
ps. l'articolo è fatto proprio bene :)

n° 3
Lilyanne giovedì, 3 dicembre 2009

R: voglia di libertà

Ciao... prova a parlarci, a fargiielo capire, ma se insistessero, beh...ti ricordo che, allo scoccare effettivo dei tuoi diciotto anni, tu non sei piu sotto la tutela dei tui genitori... il che fra le altre cose vuol dire che hai il diritto di rientrare quando cavolo ti pare e piace a casa senza dare spiegazioni a loro o a qualsiasi altra persona te ne chieda, se non vuoi farlo. Se non vorranno capirlo anche se glielo dirai o farai capire non sarà un tuo problema, al massimo possono chiuderti fuori di casa e allora :)benissimo, vorrà dire che ti presenterai la mattina dopo, con la massima tranquillità, perché ormai alla maggiore età sono affari tuoi dove trascorri la notte, specie se lo fa col tuo ragazzo o i tuoi amici.

Lori Violet martedì, 7 giugno 2011

R: R: voglia di libertà

> Ciao... prova a parlarci, a fargiielo capire, ma se insistessero, beh...ti ricordo che, allo scoccare effettivo dei tuoi diciotto anni, tu non sei piu sotto la tutela dei tui genitori... il che fra le altre cose vuol dire che hai il diritto di rientrare quando cavolo ti pare e piace a casa senza dare spiegazioni a loro o a qualsiasi altra persona te ne chieda, se non vuoi farlo. Se non vorranno capirlo anche se glielo dirai o farai capire non sarà un tuo problema, al massimo possono chiuderti fuori di casa e allora :)benissimo, vorrà dire che ti presenterai la mattina dopo, con la massima tranquillità, perché ormai alla maggiore età sono affari tuoi dove trascorri la notte, specie se lo fa col tuo ragazzo o i tuoi amici.


Concordo perfettamente con te! Anchè perchè come hai già detto, una volta compiuti 18 anni la responsabilità delle nostre azioni sarà solo nostra.

Moonlight S. martedì, 17 novembre 2009

R: voglia di libertà

Ti suggerirei di cercare il dialogo, parlando civilmente con i tuoi genitori, chiarendo quali siano le ragioni per cui non ti fanno uscire, o ti fanno uscire poco. Se proprio non riesci a stabilire un dialogo allora cerca di comportarti come vogliono loro, si renderanno conto che sei una ragazza che sa mantenere le promesse, e magari si ammorbidiscono..

Lulu93 venerdì, 10 luglio 2009

help

da me penso che il problema sia piú profondo...io sono una ragazza di 16 anni sono stata giá spesso molto matura a saper prendermi le mie responsabilitá e le mie decisioni...
beh é difficile da spiegare in poche parole la mia situazione..beh io sto con un ragazzo di 17 anni da 1 anno e mezzo circa non mi é stato mai facile uscire con lui perché mio padre é giá sempre stato una uomo che la pensa molto all'antica...e comunque il punto é che non ci fa vedereda quando l'ha saputo.....ma ci sentiamo anche se di nascosto ...siao arrivati anche al punto che vogliamo adarcene di casa....ma non so cosa dovrei fare realmente se potete consigliarmi qualcosa ve ne sarei grata...contattatemi Redflash93@hotmail.it
grazie

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