Pedofilia: l'uomo nero fa paura
Sempre più casi di abusi in famiglia, la pedofilia è un disturbo mentale. Si combatte con leggi più severe e l'informazione per genitori, bambini e adolescenti.
La pedofilia è attualmente identificata tra i disturbi mentali insieme al voyeurismo e all’esibizionismo, e contempla la maggior parte dei crimini sessuali.
È caratterizzata da fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti a livello sessuale che riguardano bambini in età prepuberale (prima dello sviluppo fisico delle caratteristiche sessuali di genere).
Il pedofilo, infatti, è un soggetto che non ha sviluppato una identità sessuale adulta per cui è rimasto sostanzialmente indifferenziato (per questo non distingue tra vittima maschile o femminile).
Le vittime sono, nella maggior parte dei casi, bambini appartenenti alla stretta cerchia familiare, meno frequentemente estranei (con i quali cresce il rischio di essere svelati).
La vittima può subire minacce, ma in genere il pedofilo sviluppa strategie di attrazione e controllo molto sottili ed efficaci che gli permettano di “conservare” la vittima e di non essere scoperto.
Negli ultimi anni si sono registrati purtroppo, tanti casi di pedofilia, con vari adescamenti anche attraverso il web.
Le leggi sembrano cercar di porre rimedio, con pene fino a tre anni per chi adesca, seduce o sfrutta sessualmente un minore di 16 anni.
Ma le violenze si consumano anche in ambito familiare, e i carnefici sono spesso conoscenti di famiglia o addirittura gli insegnanti, un fenomeno che si diffonde e dove le uniche vittime indifese sono i bambini.
Un trauma indelebile, che segnerà tutta la loro vita, creando loro disagio nel relazionarsi con gli altri ma anche ad avere fiducia in chi è accanto a loro.
La pedofilia è un reato anche al femminile: secondo le stime, in cinque casi su cento, ad abusare sono madri incestuose, ambigue zie, maestre e baby sitter, fino alle “regine per una notte” che, sulle spiagge del Terzo Mondo, vanno a caccia di beach boys giovanissimi e indifesi.
Le cause scatenanti sembrano essere la separazione, l’abbandono e la perdita.
Alcune donne che hanno subito abusi da bambine attraverso l’attività sessuale pedofila si vendicano degli uomini. Dal ruolo “passivo” che l’ha vista vittima e sottomessa, la donna tenta in tal modo il riscatto ed una propria affermazione in un ruolo “attivo”, ciò è possibile anche grazie alla rivoluzione sociale che la rende così indipendente e libera.
Il dialogo genitori-figli è lo strumento privilegiato di controllo e prevenzione.
La necessaria prevenzione, dunque, non può che essere condotta attraverso un dialogo emotivamente misurato, attraverso un ascolto comprensivo e non accusativo, utilizzando, nel dare le dovute informazioni, uno stile che consenta di evitare nel bambino l'emergere di uno stato permanente di allarme e di paura che può turbarlo più che aiutarlo.
Le informazioni ed i segni oggettivi che consigliano di alzare la guardia sono facili da individuare e possono essere chiaramente indicati al bambino: dai comportamenti inspiegabilmente gentili e suadenti di sconosciuti, all'imprevedibile offerta di regali o di proposte allettanti che tendono sempre a mascherare altre intenzioni.
Ma si può anche spiegare loro - sia pure in forma essenziale - anche la natura di questa perversione senza nascondere l'esistenza di persone disturbate sul piano affettivo e sessuale che possono costituire un reale pericolo per il bambino.
Aiutare i bambini a proteggersi, per quanto può dipendere da loro, è necessario perché sono loro ad essere esposti come potenziali obiettivi dei pedofili.
Ma la protezione non può essere affidata solo a loro, né solo ad un loro addestramento difensivo. La più efficace protezione è nelle mani degli adulti.
Il luogo educativo e preventivo privilegiato rimane la famiglia.
Il dialogo genitori-figli rappresenta lo strumento privilegiato per la prevenzione e per il controllo di possibili fenomeni indesiderati. Ma un dialogo vero, leale, fiducioso non si improvvisa, né si può pretendere di avviarlo solo quando succede qualcosa di grave al bambino.
Il bambino, non abituato a dialogare, in quel momento tenderà più a nascondere o a minimizzare ogni avvenimento piuttosto che ad avviare un colloquio imbarazzante che aumenterà ulteriormente il suo disagio.
La capacità di dialogare va costruita nei momenti di vita comune e su problemi che non creano reciproche difficoltà: e solo con questa esperienza pregressa sarà possibile affrontare anche temi delicati, dolorosi che richiedono coraggio e, insieme, reciproca fiducia.
Il silenzio degli adulti, la mancanza di dialogo e di "confidenza" con i figli sono il migliore alleato di quanti insidiano i ragazzi e approfittano di loro anche sapendo di non venire ostacolati dai loro genitori.
Il dialogo in famiglia rimane al centro dell'azione educativa e preventiva ma, contemporaneamente, richiede che tutte le istituzioni educative e sociali trovino il loro spazio e la loro risposta a questo problema affinché attorno al bambino non rimanga alcun vuoto che possa favorire il dilagare di un fenomeno che disonora l'umanità.





nn ci sono problemi
Non ci sono problemi perche tanto in galera li fanno fuori i pedofili
Che skifo
Ma cm può esistere la pedofilia se viene soltanto lo schifo a pensare a qst abusi? queste xsone senza cuore... E tagliano la vita di un povero o povera bambino/a che viene stuprato/o.. Io non riuscirei più ad andare avanti...
R: Che skifo
Non sai quanto hai ragione, da piccola sono stata vittima di un gruppo di pedofili, la mia vita ne è uscita distrutta. Oggi ho 39 anni e da 6 prendo psicofarmaci e vado da uno psichiatra. Ho tentato il suicidio e non vi sono riuscita. Non so spiegarti quanto è difficile tornare a vivere anche a distanza di anni (è accaduto dagli 11 a quasi 13) un saluto
Nicole
pene più severe
E' vero, tre anni sono una bazzecola in confronto alla devastazione che dura una vita in chi subisce questo genere di abuso. Non si può pensare che un pedofilo smetta di esserlo dopo tre anni, nessuno di loro "cambia". E' una pulsione malata, ma per loro naturale ed istintiva. Perciò, appena usciti lo rifaranno. Forse la famosa castrazione chimica, fatta con intelligenza, non sarebbe poi così sbagliata...
ke skifo
salve a tutti sn melissa a me personalmente fa skifo tuttto quello ke riguarda il mondo della pedofilia è la cosa ke odio di più al mondo scusate date un ergastolo agli stronzi pedofili baci8i a tt by mely fatina 92=)
Re: pene più severe
> E' vero, tre anni sono una bazzecola in confronto
> alla devastazione che dura una vita in chi subisce
> questo genere di abuso. Non si può pensare che un
> pedofilo smetta di esserlo dopo tre anni, nessuno
> di loro "cambia". E' una pulsione malata, ma per
> loro naturale ed istintiva. Perciò, appena usciti
> lo rifaranno. Forse la famosa castrazione chimica,
> fatta con intelligenza, non sarebbe poi così
> sbagliata...
...esatto...SOLO 3 anni e assurdo...oltre al fatto che appena il pedofilo esce rifa subito il reato, oltre che il povero bambino che ha avuto la vita distrutta si ritrova dopo 3 anni a dover rivedere chi gliel ha distrutta...vogliamo parlare dell effetto che la debolezza delle nostre leggi puo avere su chi viene da altre culture dove i reati sessuali vengono SEVERAMENTE PUNITI e venendo qui credono di essere in Thailandia e poter fare quello che vogliono?
come da nome!!!
la tutela dei bambini nasce nell'educazione della società!
maestre ed insegnanti dovrebbero essere formati adeguatamente anche per capire se un bambino/a subisce violenze tra le mura domestiche!
Re: come da nome!!!
bisognerebbe anke fare + controlli qnd si assume personale in certe strutture... pensa ke in una scuola superiore qui vicino si sono akkorti dopo 1 mese ke il bidello era 1 pedofilo dalla carta penale!
cheee
"..tre anni per chi adesca, seduce o sfrutta sessualmente un minore di 16 anni."
FINO A TRE ANNI???????????QUA C'è DA TAGLIARGLI LE PALLE CON LA SEGA ELETTRICA E RINCHIUDERLI IN UN MANICOMIO FINO ALLA MORTE..