pianetadonna.it

La famiglia ai tempi della crisi

In questi mesi la crisi non è tanto nei valori quanto nel portafoglio delle famiglie, alle prese con la preoccupante situazione economica. Da alcuni sondaggi emerge che anche l’amore è costretto a stringere la cinghia: vediamo i pro e i contro

di Redazione GirlPower 25 febbraio 2009

A cura di Massimo Raciti

 

famiglia_crisi_1Fino ad oggi è stato frequente sentir parlare di crisi della famiglia, intesa come perdita di valori morali e di attaccamento verso il nucleo famigliare. Oggi giornali, telegiornali, programmi TV e pubblicità parlano continuamente della condizione critica delle borse e dell’arrestarsi dei mercati internazionali apportando al discutere della “famiglia” una variazione sul tema e rendendo più usuale il contestualizzare le necessità e i problemi di genitori e figli nella crisi economica mondiale. 

Il sondaggio “Amore e Crisi” - condotto da Meetic su un campione di oltre 5000 persone in Italia, Spagna Francia, Germania e Benelux - rivela che gli italiani sono i più spaventati dal periodo di recessione al quale stiamo assistendo. Il 72% degli intervistati si interrogano dubbiosi sull’effetto che la crisi avrà, a lungo termine, sul loro rapporto di coppia. Nel nostro Paese, 7 coppie su 10 affermano di avere iniziato a cambiare stile di vita limitando i beni di lusso e le uscite costose in ristoranti, cinema e vacanze a lungo raggio. In realtà, questo ritorno allo stretto indispensabile potrebbe essere meno negativo di quanto ci si possa aspettare. 

famiglia_crisi_2La vita moderna ci ha portato inesorabilmente all’accumulo di oggetti e di abitudini spesso nemmeno desiderati, facendoci perdere il confine che corre e che deve essere riconosciuto, tra il necessario e il superfluo. La grande quantità fa perdere il valore associato al singolo elemento in quanto tutto diventa estremamente sostituibile o addirittura duplicabile. Oggi, con l’occasione della crisi, sfoltire gli armadi potrebbe farci riscoprire il gusto di desiderare i nostri vestiti e di provare una soddisfazione ed un entusiasmo ormai perduti nel comprarne di nuovi, all’occorrenza. Non parliamo di quanto farebbe bene, sia a noi che all’ambiente, imparare l’arte del riciclaggio
L’era digitale ci dà la possibilità di dare una ripulita alle nostre case, guadagnando anche qualche euro - attraverso la vendita degli oggetti che non usiamo più - tramite eBay o altri siti simili. 

famiglia_crisi_3Analizzando la sua etimologia, possiamo considerare che la stessa parola “crisi” non indica un concetto poi così negativo come lo si dipinge. “Crisi” deriva dal greco di “separare” e sta infatti ad indicare un taglio, un cambiamento non necessariamente negativo. Tuttavia il problema non è nemmeno da sottovalutare, poiché eBay e le rinunce alle cene al ristorante faticano a risolvere da soli il problema di dover pagare un mutuo per la casa o il sostentamento di figli e genitori anziani e bisognosi. Di certo però alcuni espedienti come quelli appena citati possono senz’altro aiutare. 

Dal punto di vista più romantico, la recessione economica può servire a raggiungere un’unione più temprata. A una Federica del “Grande Fratello 9” che afferma di non volerne sapere di due cuori e una capanna, si può rispondere che sicuramente amarsi in una situazione economica disagiata è più difficile che amarsi circondati da camerieri e gioielli ma l’amore portato avanti a discapito delle difficoltà di qualsiasi genere è senza dubbio un amore rafforzato dalle difficoltà stesse. La crisi ci può servire quindi anche per testare le nostre relazioni, rendendoci conto di quanto - sia noi che la nostra metà - siamo disposti a sacrificare per starci vicino a vicenda. Inoltre, vivere con l’occhio attento all’essenzialità delle cose potrebbe rappresentare un ottimo insegnamento per i bambini di oggi, che costituiranno la società di domani. In un celebre film della Walt Disney di molti anni fa, Pollyanna insegnava come davanti ad un ostacolo sia meglio guardare il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto: dovremmo farlo anche noi. Vedere la bellezza delle piccole cose non è una frase fatta ma il segreto della serenità.

Hai trovato interessante questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

1
Commenti

Crisi esistenziale domenica, 24 aprile 2011

ho bisogno di consigli

Questo è il mio grosso problema e già lo vedo un passo avanti quello di rendermi conto io stesso di non essere normale, di essere un maniaco pervertito che si deve curare. Infatti già mi sto curando, sto in terapia da uno psichiatra da un anno e mezzo, che mi fa prendere antidepressivi e gli incontri con lui li ho ogni tre settimane/un mese, al dipartimento di salute mentale dell'asl.
Arrivo al dunque, purtroppo e lo dico con molta rabbia in corpo, perchè è una cosa riprorevole, una cosa che mi piace e mi eccita particolarmente del corpo delle donne sono i piedi e fin qui niente di molto strano, perchè stanno uscendo allo scoperto molti feticisti dei piedi come me, anche se questa cosa comunque non è proprio normale. Il mio grosso problema però, del quale mi vergogno molto di me stesso solo a parlarne, è che mi piacciono in particolare i piedi di mia sorella, ho una sorta di morbosità nei suoi confronti e tra i miei desideri proibiti, ho quello di ricevere un footjob da mia sorella (il piacere che da la donna all'uomo con i piedi).
Con lo psichiatra non sono ancora arrivato ad affrontare questo problema, perchè in cura da lui sto anche per un male di vivere, da un'insoddisfazione di fondo verso me stesso, perchè mi sento debole di carattere, senza spina dorsale, vigliacco e infantile, alle volte mi viene il desiderio di scomparire.
Tornando al problema di mia sorella, so che se lei per assurdo dovesse acccontentarmi in questo mio desiderio di farmi godere toccandomi il cazzo con i suoi piedi, io non riuscirei più a guardarmi allo specchio e penso che mia sorella non sia affatto consensiente, come la protagonista di questa storia, a fare certe cose con me. Lei è una ragazza normale come tutte le altre, è felicemente fidanzata in casa da quasi cinque anni, è una ragazza sveglia che si sta per prendere una seconda laurea ed è piena di amici, è una ragazza matura e responsabile, giusta di cervello quindi e ultimamente sto anche avendo dei diverbi con lei perchè ogni tanto mi sta facendo qualche cazziata di non essere molto responsabile e non riuscire a fare molta attenzione ai bisogni degli altri, a quello che mi succede attorno e a capire le situazioni. Quindi penso proprio che non si sognerebbe mai di farmi godere con i suoi piedi e che se io mi permettessi solo di parlargliene, scatenerebbe una gran ira e comincerebbe a guardarmi con occhi diversi, con indignazione. Io invece non sono un gran che come persona, di cervello, ho ancora dei tratti infantili per i miei 28 anni, mia sorella ne ha quasi 26, io a differenza sua sono timido e non sono molto sveglio, non sono ben voluto dalle persone, sono un disastro nelle relazioni con gli altri, infatti ho pochi amici e non ho la ragazza, nonostante i miei 28 anni non l'ho mai avuta una ragazza, solo infatuazioni dai 23 anni, a quanto pare nessuna mi vuole, forse per questo ho queste perversioni.
Io non c'è la faccio più con questa situazione, per questo sto cominciando a non sopportare più mia sorella, ad avere scatti d'ira con lei, ma non per colpa sua, il problema è il mio, di questi desideri malati che ho nei suoi confronti, dei queli so già che lei non si sognerebbe mai di esaudirmi, facendo la figura di una persona che fa davvero schifo, solo se provassi a parlargliene. Con questa situazione in cui mi trovo, non c'è la faccio più, sono disperato, mai come adesso ho il desiderio di andarmene dai miei a vivere da solo, soprattutto per "mandare a fare in culo" mia sorella, anche per il suo bene, di non farle avere accanto un fratello perverso e disturbato, oltre a lei ho ancora un altro fratello. Quest'anno sembrava che questo mio desiderio di andarmene riuscissi a realizzarlo, si trattava di andarmene a vivere a Torino (io sono di Napoli), dove adesso vive un mio amico che si è trasferito li per studi, affittandosi un appartamento con altri tre coinquilini e purtroppo non è stato possibile, perchè parlandone con lui al telefono mi ha detto che i suoi coinquilini non mi vogliono perchè sono già in quattro, a quanto pare non c'è posto per me, volevo cercarmi un lavoro a Torino, facendomi mantenere da mio padre per i primi due mesi, ma purtroppo questa speranza di salvarmi, di provare a farmi una vita mia, è svanita.
Mi scuso di essere stato noioso scrivendo così tanto, spero mi rispondiate perchè ho bisogno di consigli, su questa brutta situazione in cui mi trovo, diventata per me insopportabile e molto snervante, della quale non ne ho parlato neanche ai miei genitori per non turbarli, perchè mi sono fatto vedere sempre sano di mente e soprattutto ho un amor proprio e un orgoglio.
n° 1

n° 1
Chiudi
Aggiungi un commento a La famiglia ai tempi della crisi...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
  • Pubblica su Facebook:
* campi obbligatori