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Disturbi alimentari: il vomiting

Lo psicologo Davide Algeri ci parla del "vomiting" o sindrome da vomito, una sorta di anoressia mascherata e subdola sempre più diffuso tra le donne.

di Redazione GirlPower 9 giugno 2011

A cura di Antonella Marchisella


Vomiting: potrebbe essere definito una sorta di anoressia mascherata e forse ancora più subdola. Ne abbiamo parlato con lo psicologo Davide Algeri, Psicologo - Psicoterapeuta Breve, svolge la libera professione a Milano, è specialista in disturbi d’ansia, del comportamento alimentare, disturbi sessuali e nuove dipendenze.

- Dott. Algeri in che cosa consiste il Vomiting?
Il Vomiting o Sindrome da vomito, oggi sempre più diffuso principalmente tra le donne, è stato definito per la prima volta in terapia strategica, come una modalità di “specializzazione tecnologica” di un disturbo alimentare, che nonostante presenti caratteristiche miste dell’Anoressia o della Bulimia, si configura come una patologia a se stante e alla cui base vi è un’ossessione/compulsione basata sul piacere del mangiare e vomitare.

Vedi le foto: Disordini alimentari Nello specifico, il Vomiting consiste principalmente nell’utilizzo del rituale (segreto) del vomito auto-indotto, dopo avere consumato il pasto, il più delle volte in forma di abbuffata. Il rituale magiare-vomitare, che inizialmente si presenta in modo saltuario, successivamente diviene spontaneo e abituale, trasformandosi in una piacevole perversione nei confronti del cibo. Il sintomo in questi casi diventa una sorta di “amante segreto” che dà piacere, quasi come un “demone” di cui non ci si può più liberare.

Ciò che caratterizza la “vomitatrice” è proprio il rituale di sequenze di abbuffate-vomitate, dove l’obiettivo non è più il controllo del peso, quanto piuttosto il controllo della compulsione che crea piacere e dove quello che inizialmente rappresentava un tentativo di soluzione, si trasforma nel problema stesso.

Da un punto di vista fisico, anche in questa patologia, sono presenti delle ripercussioni ugualmente dannose come le altre tipologie di disturbi alimentari, dal momento che i succhi gastrici, tipicamente eliminati con il rituale del vomito, provocano gravi conseguenze come la corrosione del condotto gastro-esofageo.


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Commenti

triste sabato, 16 luglio 2011

help

ionon riesco, non riesco a chiedere aiuto.
quando il senso di solitudine si fa forte forte forte non riesco.
non riesco a imperdire a me stessa di farmi così del male.

piango e strepito e ci ricasco.
perchè quelli che dicono di amarmi non se ne rendono conto?
solo mia madr... con la quale per il resto non ho un rapporto.
perchè mio papà e il mio fidanzato no?

certo è più facile avere una figlia perfetta, bella sana intelligente che riesce.
certo tanto lei è forte lei è super lei non incontra problemi,

... non riesco a chiedere aiuto...

n° 1
Davide Algeri domenica, 17 luglio 2011

R: help

Cara ragazza "triste",
la sofferenza generata dai disturbi alimentari è veramente insopportabile, ma spesso ancor più insopportabile è l'idea secondo la quale non si è in grado di uscire dal problema o peggio ancora, che non si vuole uscire dal problema stesso. Una realtà esiste fino a quando siamo noi a far sì che continui ad esistere, e fino a quando lei sarà convinta di non essere in grado, non potrà che persistere in questo stato. E' possibile che gli altri non se ne accorgano, se lei riesce a nascondere bene le sue fragilità e quando è con le persone che dice che la amano, probabilmente riveste un ruolo ben preciso (quello di figlia e fidanzata intelligente e perfetta), finalizzato a compiacere l'altro che, però, mi corregga se sbaglio, non fa altro che fare del male a lei e a rendere inautentica la relazione con le persone a lei care.
I rimedi nella vita possono esserci, ma non bisogna stupirsi che tutto rimanga come è, se non facciamo nulla per cambiare le cose, non crede?

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