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Sativex: la cannabis come antidolorifico

Estratti puri di cannabis che alleviano il dolore neuropatico. L'Italia si accoda agli altri Paesi

La casa produttrice britannica GW pharmaceuticals (http://www.gwpharm.com) tempo fa ha creato un farmaco contenente estratti puri di Cannabis Sativa (la pianta della canapa), il Sativex. Esso contiene due principi attivi della Cannabis: il delta-9-Tetraidrocannabinolo (THC) e il Cannadibiolo (CBD).

Il Sativex venne distribuito per la prima volta nell’aprile 2005 in Canada in accordo con la Bayer, e successivamente fu poi utilizzato e distribuito in altri paesi e in mezza Europa in accordo con la Almirall Prodesfarma (tranne nel Regno Unito che era stato  già dato in licenza alla Bayer HealthCare), contro il dolore neuropatico nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Esso viene somministrato in forma spray sotto la lingua o sull'interno della guancia.

Dopo un’attesa di 3 anni, anche l’Italia muove i primi passi verso questa nuova metodologia antidolorifica: a Bolzano il servizio sanitario lo offre ai suoi pazienti in day hospital.
Viene somministrato gratuitamente durante la permanenza in ospedale, ma dato che in Italia ancora non esiste una legge che autorizza il trattamento, il farmaco viene importato dall'estero in base alla procedura prevista dal D.M. 11-2-1997 (Importazione di specialità medicinali registrate all'estero), e per utilizzarlo a casa bisogna pagare circa 480 euro al mese. Un costo molto alto per chi può trarre beneficio da un farmaco simile, già approvato e utilizzato da molti Paesi.

Nel marzo 2006, l’allora ministro della sanità Storace diede il via libera all’utilizzo dei farmaci che contengono i principi attivi della cannabis (come il Sativex o il Bedrocan) per alcune patologie, quali sclerosi multipla, Aids o neoplasie, ma una circolare dell’Ufficio centrale stupefacenti di Roma prevede che la copertura dei costi dei farmaci a base di cannabis sia a totale carico dei pazienti.
E dunque, chi ne ha bisogno dovrà attualmente arrangiarsi, almeno finchè non verrà trovata una soluzione definitiva alla faccenda.
Si stima che sia circa il 50% delle persone affette da sclerosi multipla a soffrire di dolore neuropatico. Questa è la forma di dolore più diffusa e più fastidiosa che affligge i malati di sclerosi multipla. È causato da “segnali nervosi difettosi, all’interno del sistema nervoso centrale e del midollo spinale.
Possono essere distinti due differenti tipi di dolore neuropatico:

le parestesie, si tratta di sensazioni sgradevoli che il paziente descrive come puntura di spilli, formicolii, sensazione di pressione o alta sensibilità al tatto;
le disestesie, queste consistono in un’alterata percezione del tatto che viene percepito come urente, doloroso, estremamente fastidioso e può coinvolgere tutto il corpo.

La sclerosi multipla in Italia colpisce circa 54.000 persone, ed è una malattia degenerativa che colpisce dai 20 ai 40 anni, più frequentemente le donne.

gpt