Vaccino HPV a 12 anni
A partire da giugno sarà messo a disposizione gratuitamente il vaccino contro il papilloma virus per le dodicenni. Ma molte mamme sono dubbiose: spieghiamo i benefici di questo vaccino e dissipiamo i dubbi
A cura di Sexyvia
L’Italia è il primo Paese a lanciare una simile iniziativa: da giugno di quest’anno infatti, sarà disponibile gratuitamente in tutte le Asl d’Italia, il vaccino contro il papilloma virus, il principale responsabile del cancro alla cervice, per le ragazzine nel dodicesimo anno d’età.
Scattano nelle mamme paure e dubbi, ingigantiti anche da vari telefoni senza fili: il vaccino forse è dannoso invece che preventivo, perché farlo alle bambine in quell’età, in cosa consiste, cosa fare se si hanno ragazze più grandi, e via discorrendo. L’unità Operativa di Ginecologia e Medicina della Riproduzione di Humanitas diretta da Paolo Emanuele Levi Setti, ha risposto in modo esauriente ad alcuni di questo dubbi, davvero molto frequenti.
Intanto si cerca di capire perché è necessario un vaccino di questo genere: “Il virus del papilloma umano o HPV è un papovavirus di cui si conoscono 100 tipi, per lo più ceppi a basso rischio (causano verruche cutanee, condilomi della cute e dei genitali). Ma una piccola parte, i ceppi ad alto rischio, causa anche displasie e tumori maligni del collo dell'utero, del pene e del cavo oro-faringeo. Evitando di contrarre l’infezione da HPV si può prevenire la quasi totalità di tumori al collo dell’utero. Infatti, se solo una minima parte di persone infette da HPV svilupperà un tumore genitale, è altresì dimostrato che la quasi totalità (oltre il 99.7%) dei tumori del collo dell'utero sono causati dall'HPV. Con i vaccini attualmente disponibili, che ancora non coprono tutti i ceppi ad alto rischio, si potrebbero comunque prevenire circa il 71% dei tumori di questo tipo”.
Si scopre così che l’HPV non causa soltanto problemi alle donne, ma anche agli uomini, che non è ancora possibile evitarlo del tutto, ma che le probabilità di riuscirci sono molto buone. Poi ci si chiede perché somministrare questo vaccino alle bambine in quell’età (11-12 anni) e se occorre comunque pensare al vaccino anche in età più avanzata: “A questa età, è raro che una ragazzina abbia contratto il virus, perché il contagio avviene per contatto intimo o per trasmissione sessuale. Il rischio di contrarre il virus HPV aumenta con il numero dei partner ed è massimo tra i 20 e i 35 anni. L’efficacia del vaccino, quindi, è massima nelle donne che non hanno avuto rapporti sessuali”.
Ma “Le indicazioni del vaccino riguardano tutte le donne dai 9 ai 26 anni, tenendo presente che la sua efficacia diminuisce se si è già entrati in contatto con uno o più dei ceppi virali contenuti nel vaccino stesso. Per tutte le donne che hanno già avuto rapporti sessuali l'arma più efficace e sicura a disposizione per prevenire i tumori del collo dell'utero rimane il Pap Test, che deve tuttavia essere eseguito anche dalle donne vaccinate”.
Ma la domanda più allarmante rimane quella riguardo le eventuali controindicazioni del vaccino: “Per quanto riguarda le notizie circolanti in internet sulle morti di donne che avevano da poco assunto il vaccino HPV, vanno innanzitutto ridimensionate: le notizie ufficiali (fonte E.M.E.A, l’Agenzia Europea che tiene sotto controllo i Medicinali, www.emea.europa.eu/) segnalano solo due casi (tra circa 1.5 milioni di donne vaccinate in Europa), ma nessuna relazione causale è comunque stata stabilita tra i decessi delle giovani donne e la somministrazione del vaccino Gardasil. Per il resto gli argomenti a sfavore del vaccino sono quelli comuni a qualsiasi tipo di vaccinazione: i reali risultati si vedranno solo tra vent’anni, probabilmente si renderà necessario un richiamo dopo 5 anni dalla prima vaccinazione e, poiché questo vaccino copre solo il 71% delle infezioni che possono dar luogo ai tumori all’utero, resta importantissimo continuare lo screening con i pap test almeno triennali”.
Infine la domanda decisiva: una mamma insicura sull’argomento, cosa deve fare con la figlia dodicenne o poco più grande? Il vaccino è sicuro, è necessario, si può evitare? “Chi fa questo vaccino corre gli stessi rischi che si corrono di fronte a tutte le vaccinazioni, senza nessuna complicanza grave per ora accertata e a fronte di una riduzione sensibile (71%) del rischio di tumore al collo dell’utero. È importante, però, prima di decidere, fissare una visita ginecologica per la propria figlia e discutere con il medico l’utilità del vaccino per quella ragazza in particolare”. Consigliabile forse somministrare il vaccino piuttosto che non farlo, tenendo anche conto del fatto che non solo il preservativo non sembra essere un metodo completamente sicuro per prevenire tali problemi, ma che esistono anche persone portatrici sane e che quindi anche se non hanno mai riscontrato sintomi, potrebbero risultare contagiose, soprattutto se senza alcuna precauzione. Una cosa è certa: dialogare con il proprio ginecologo senza paura di portarvi anche la ragazzina ancora adolescente, è la decisione migliore.




