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Il tumore al seno

Il 97% dei casi di tumori al seno individuati nello stadio iniziale si concludono con una vittoria su questo male senza conseguenza per il corpo della donna. Ecco perchè è necessaria la prevenzione

di Redazione GirlPower 25 marzo 2014

Ogni anno in Italia circa 36.000 donne scoprono di avere un tumore al seno, una patologia che si presenta con una delle maggiori incidenze tra tutti i tumori diagnosticati (nel complesso europeo è pari al 22% del totale dei tumori diagnosticati).
Ad essere maggiormente colpite sono le donne con un’età compresa tra i 55 e i 65 anni, ma numerosi sono anche i casi riscontrati in età più giovane.

Per combattere questo male è necessaria una buona opera di prevenzione, che fortunatamente è molto semplice e accessibile a tutte le donne: infatti le campagne informative e l’attenzione di pazienti e medici hanno permesso in pochi anni di abbassare notevolmente i rischi legati a questo tumore. Quando viene scoperto in uno stadio iniziale nel 97% questo si risolve infatti con una vittoria sulla malattia che non lascia alcune conseguenze sul corpo della donna, e sono ormai solo 25 su 1.000 i casi che hanno un decorso che porta alla morte di chi è stata colpita da questa patologia.

Prevenzione individuale
Nella maggior parte dei casi è proprio la donna ad accorgersi dell’insorgere di un cancro al seno. Il nodulo al seno viene solitamente “sentito” dalla donna sotto la doccia o mediante autopalpazione.
Qualsiasi cambiamento nella stato del proprio seno è la prima spia di una possibile formazione tumorale, ed è pertanto di fondamentale importanza familiarizzare con il proprio seno per accorgersi immediatamente di qualsiasi cosa insolita.
Nel caso si dovesse notare un cambiamento sospetto è necessario rivolgersi al più presto al proprio medico di base o al proprio ginecologo, che potrà consigliare gli esami da eseguire per accertare la natura del nodulo.


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Nel caso questi non fossero disponibili ci si può rivolgere alla Lega Italiana Tumori, che ha attivato il numero verde 800-422412, dove verranno fornite tutte le informazioni necessarie per recarsi a un centro specializzato per svolgere tutti gli esami del caso.

Gli esami
Dopo la scoperta di un nodulo si possono effettuare tre tipologie di esami: la mammografia, l’ecografia e la risonanza magnetica.
La mammografia è una radiografia del seno, che ricopre una fondamentale importanza soprattutto nella fase di diagnosi, dalla quale è possibile individuare le lesioni presenti nei tessuti del seno, che una lastra “leggerebbe” solo come opacità o calcificazioni.
La mammografia è consigliata per i controlli di routine nelle donne che hanno superato i 40 anni e in quelle il cui seno viene definito “adiposo”.
L’ecografia è invece raccomandata nelle donne più giovani, in quanto, utilizzando gli ultrasuoni, riesce a sondare anche i seni più giovani, densi e compatti.
E’ in grado di distinguere i diversi tipi di noduli e di riconoscerne il contenuto, e ciò la rende l’esame migliore per identificare un tumore nel suo stadio iniziale.
In alcuni casi, qualora non si fosse giunti a risposte certe, sarà necessario fare anche una risonanza magnetica: in questa analisi si inietta del liquido colorato nel seno, che permetterà di evidenziare anche le anomalie non ancora identificate.

Benigno o maligno?
Una volta dovesse essere confermata la presenza di un nodulo si renderà necessaria una biopsia, che verrà effettuata da un medico specialista.

La biopsia non è una vera e propria operazione e consiste nel prelievo di una piccola parte del tessuto mammaria da sottoporre ad analisi microscopiche, le uniche in grado di stabilire con certezza la natura benigna o maligna del tumore.
La biopsia può essere effettuata in due modi, e sarà il medico a consigliare quale sia più adatta a ciascuna paziente: l’agoaspirato e l’agobiopsia.

Se il medico ritiene che, invece di un vero e proprio tumore, ci si trovi in presenza di una cisti, allora sceglierà di procedere con l’agoaspirato, un ago molto sottile con il quale, e se la formazione dovesse essere “liquida” questi potrà aspirarla immediatamente in maniera affatto dolorosa.


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L’agobiopsia si esegue invece nel caso il medico dovesse ritenere si tratti di un nodulo “solido”.
L’ago in tal caso sarà collegato a un dispositivo meccanico grazie al quale sarà possibile prelevare frammenti di tessuto mammario.
E’ un esame più invasivo rispetto all’agoaspirato e più fastidioso, ma il tutto si risolve con un fastidio nel corso dei 20 minuti di esame e qualche possibile ora di leggero indolenzimento al seno immediatamente dopo l’esame.

Cosa fare se si scopre di avere il tumore al seno
Pochi giorni dopo questi ulteriori esami saranno pronti i risultati definitivi.
Se dovesse essere riscontrata la presenza di una forma tumorale si renderà necessario un intervento chirurgico per la sua asportazione. Infatti gli esperti non hanno dubbi sul fatto che l’asportazione del nodulo sia il metodo migliore per eliminare nella maniera più efficace tale patologia.



In tal caso la scelta del chirurgo si orienterà su due tipologie di interventi: quello conservativo e quello definito mastectomia.
La scelta dell’intervento dipende dalle dimensioni della formazione tumorale e dalle dimensioni del seno. Se il tumore è di piccole dimensioni solitamente si procede con l’intervento conservativo, che permette la rimozione di una piccola parte di ghiandola mammaria i cui tessuti non siano stati interessati dal tumore, evitando in tal modo la mastectomia, ovvero la rimozione dell’intero seno, quasi inevitabile, anche se per fortuna, proprio grazie all’azione di prevenzione, sempre meno necessaria, in casi di un tumore di dimensioni medio-grandi.

Nel caso la ghiandola mammaria sia di grande dimensioni sarà possibile però effettuare un intervento conservativo anche in presenza di un tumore medio-grande.


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Dopo l’intervento
La rimozione, totale o parziale, della ghiandola mammaria può rendere necessarie correzioni chirurgico-plastiche. In alcuni casi, se l’intervento viene effettuato in istituti altamente qualificati, sarà lo stesso chirurgo a rimodellare il seno per rimuovere inestetismi e asimmetrie, o, nel caso di rimozione totale, prelevando tessuti dall’addome o dalla schiena della paziente.
Dopo l'operazione che ha asportato il tumore sarà però necessario sottoporsi a controlli periodici per accertarsi che questo non si formi nuovamente, ma, e in questo sta anche l'importanza della prevenzione, nel 90% dei casi nei quali il tumore asportato era di dimensioni inferiori al centimetro questo non si è più riformato.



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Commenti

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Maria venerdì, 1 aprile 2011

ebook

Sto combattendo un tumore al seno e ho scritto un ebook autobiografico su questa mia esperienza. Chiunque sia interessata a leggerlo lo trova in vendita sul sito www.laboratorioebook.it il titolo è: "Combattere il male del secolo. Come affrontare e sconfiggere un tumore al seno all' età di 33 anni" Maria Rossi costo 13 euro. Buona lettura a tutte

n° 19
susanna mercoledì, 21 aprile 2010

prevenzione

10 anni di prevenzione=mastectomia.Vuol dire che qualcosa non ha funzionato.Si parla tanto di diagnosi precoce,ma se non son capaci di attuarla a cosa serve?A niente.Ho 51 anni ,da 2 mastectizzata e questo lo devo allo specialista che per anni mi ha seguito.Sono arrabbiatissima:una sintesi della perizia medico-legale a cui mi sono sottoposta.( in conclusione,si evince come nel caso in esame non sia stato messo in atto un idoneo e corretto trattamento diagnostico,risulta del tutto evidente che nel caso della sig.Chiesa si sia verificato un grave ritardo nella fase diagnostica e terapeutica messa in atto dal Dr....fino alla mastectomia radicale chirurgica,configurando un quadro menomativo di ordine anatomico e funzionale di maggior gravità ed estensione,nettamente superiore a quanto sarebbe comunque residuato a seguito di un corretto e tempestivo trattamento diagnostico.Si segnala altresì che il ritardo diagnostico e terapeutico ha determinato una riduzione delle changes di sopravvivenza e di guarigione della sig Chiesa ).Che dire? Dopo tutta la prevenzione che ho fatto è un ottimo risultato .Se non mi fosse venuta la mastite non so quando se ne sarebbe accorto.Chi devo ringraziare di tutto questo , la sua superficialità o il destino? State molto attente a chi vi segue,perchè la negligenza si cela dietro anche al professionista più illustre .Susanna di Bergamo

n° 18
Giulia lunedì, 1 febbraio 2010

Associazione

Ciao a tutte!
Volevo consigliarvi, se vi interessano informazioni e altre cose relative a questa malattia, il sito della Komen Italia, una onlus che si occupa proprio di lotta al tumore al seno. Hanno aiutato alcune persone della mia famiglia, e fanno un sacco di iniziative di sensibilizzazione.
L'indirizzo è www.komen.it, hanno anche un forum, le faq e una sezione medica.
Ciao, e in bocca al lupo! Non arrendetevi!!

n° 17
annalisa domenica, 17 gennaio 2010

ho pauraaa

sono stata operata a maggio,carcionoma maligno!fatto chemio e adesso cura ormonale x 5 anni...ho 33 anni e 2 splendidi bimbi che mi hanno aiutata a superare tutto ma ho paura di scoprire di non aver sconfitto tutto...e ritrovarmi a combattere con un nuovo cancro!!!

n° 16
rosy domenica, 28 marzo 2010

R: ho pauraaa

Ciao Annalisa avere paura del cancro e' lecito anzi doveroso ma bisogna assolutamente non averne paura uccide piu l'ignoranza che la conoscenza.Anche io mi sono ritrovata con un carcinoma lobulare operato(mastectomia) e trattato con chemio ed adesso tamoxifene vivo in uk ed i medici sono stati grandiosi ma la grande carica l'ho avuta dalla mia famiglia e soprattutto dalla mia positivita'.Parla con il tuo compagno con le perssone che ti sono accanto aiuta a liberarsi vivi il presente goditi i tuoi pulcini ma occhi sempre aperti per il futuro un abbraccio

ELISABETTA lunedì, 22 febbraio 2010

R: ho pauraaa

Ma no tesoro, la paura mai, hai già superato la parte più grande e ora devi solo stare sotto controllo. E poi se leggi le statistiche sono confortanti. Non deprimerti e ogni volta che ti senti giù cambia quello che stai facendo, telefona a una tua amica leggiti un libro, esci a vatti a comprare qualcosa.Ma non restare lì ferma. Distraiti! pensare a cose che molto probabilmente non avverranno mai non serve a niente. Mille volte mi sono preoccupata per poi alla fine vedere che erano superabili. Ti abbraccio forte, forza e coraggio che nella vita dobbiamo saper affrontare tutto. E poi se hai due splendidi bimbi hai due marce in più. Ciao un salutone. Elisabetta

giusi mercoledì, 18 novembre 2009

Mammografie, ma non solo....

Ciao a tutte,
ho 60 anni e un passato di ottima salute. E' la prima volta che scrivo ad un'associazione x parlare di prevenzione. Sento sempre usare questa parola come se fosse magica e tenesse lontano ogni rischio di ammalarsi. Ebbene, vi racconto la mia esperienza: io dal 1987 ogni anno a Novembre mi sottoponevo alla mammografia, che allora era ancora un esame poco praticato. Ho continuato sempre x tutti questi anni, anche perchè avevo avuto da poco un bimbo e ritenevo la prevenzione un mio dovere. Ciononostante, dal novembre 2008 al novembre del 2009 mi sono trovata: un tumore primario al seno, con metastasi alla colonna vertebrale, al fegato (12 cm) e ai polmoni. Mi ha ceduto la colonna ed è stato questo evento che mi ha fatto scoprire tutto il resto. Sono stata operata e ora riesco con difficoltà a camminare. Eppure, non si può dire che non facessi prevenzione! Forse sono incappata in un radiologo troppo superficiale/frettoloso? Ho scoperto per caso da altri medici, che già quella lastra del novembre 2008 poteva suscitare dei dubbi, e indurre il radiologo ad approfondire con una ecografia. Purtroppo questo controllo ecografico non fu richiesto, e nel mio caso avrebbe evidenziato tutti i guai che mi portavo dentro, ovviamente in fase iniziale! Sarebbe utile spiegare che solo un'esame semestrale é in grado di offrire una buona copertura al rischio. Oltre allo scrupolo del medico, se ce l'ha.
Faccio tanti auguri a tutte le donne che ne sono colpite e altrettanto a chi ne sta uscendo.

n° 15
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