
Il sesso, se vissuto con desiderio e partecipazione, è un momento fondamentale
della vita di coppia in quanto procura piacere fisico, emotivo e psicologico,
oltre a rinsaldare il legame tra i due partner. Può accadere, però,
che i rapporti sessuali creino dolore, provocando
tensioni e stress, per cui, invece di portare benefici, il sesso
diventa un ulteriore problema, sia a livello individuale che relazionale. Uno
studio condotto dal National Health and Social Life
Survey negli U.S.A stima che ben il 14% delle donne americane soffre
di disturbi da dolore sessuale: un problema che riguarda quindi una vasta percentuale
della popolazione femminile, ma che troppo spesso passa sotto silenzio.
QUANDO MI DEVO PREOCCUPARE?
Se sei alle prese con la tua "prima volta" il dolore è da considerarsi
normale: la sensazione di sofferenza è infatti provocata dalla lacerazione
dell'imene, una membrana destinata a rompersi con il primo rapporto. Se però
il dolore si protrae nel tempo o insorge improvvisamente può essere indice
di un problema a livello fisico o addirittura psichico.
UN CIRCOLO VIZIOSO
Nonostante l'epoca in cui viviamo, in cui ci vantiamo di essere più aperti
mentalmente, gli argomenti tabù esistono ancora
e uno di essi è senza dubbio quello connesso alle problematiche della
sfera intima. Il sesso viene ancora vissuto come qualcosa di imbarazzante, se
non addirittura di "sporco", e così molte ragazze scelgono
di tacere e di ignorare le loro difficoltà a letto, con l'unico
risultato di non risolverle o addirittura di aggravarle.
Provare dolore durante i rapporti è spesso uno di questi argomenti: confessare
al proprio partner che quello che dovrebbe essere vissuto come espressione ultima
dell'amore risulta poco piacevole o addirittura causa sofferenza è sicuramente
difficile, così nella maggior parte dei casi si preferisce tenere per
sé questo problema, nella speranza che si risolva
da solo. Non tutti sanno però che, come ci rivela la psicologia,
questo comportamento aggrava ulteriormente la situazione, poiché porta
all'innescamento di un vero e proprio circolo vizioso: la paura di provare nuovamente
dolore porta a maggior tensione, che a sua volta conduce ad un'ulteriore caduta
dell'eccitazione (con conseguente secchezza vaginale) che rende ancora più
traumatico il rapporto.
In questi casi, quindi, la prima cosa da fare è fissare un appuntamento
con il proprio ginecologo per indagare sulle
eventuali infezioni che possono provocare questa sensazione di fastidio; se
il problema è invece una scarsa lubrificazione, il medico può
prescrivere una crema che possa rendere più piacevoli i momenti intimi.
VISITA FATTA, MA IL DOLORE CONTINUA. MI ARRENDO?
Sapere di non avere nessun disturbo a livello fisico fa sentire senza dubbio
sollevate; tuttavia, allo stesso tempo, se dopo la visita il dolore persiste,
può subentrare una sensazione di sconforto in quanto ci si sente sconfitte
e inermi. Quest'atteggiamento, per quanto naturale, è assolutamente da
evitare perché, arrendendoci al problema, ci rassegniamo a vivere i rapporti
intimi con il nostro partner in modo non soddisfacente: ognuna
di noi ha diritto ad avere una sfera sessuale appagante e che la
faccia stare bene, non che sia motivo di disagio o addirittura di sofferenza.
QUALI SONO QUINDI I FATTORI CHE CAUSANO IL DOLORE,
ESCLUDENDO QUELLI FISICI?
Molto spesso è la nostra mente a rifiutare inconsciamente il rapporto
e questo rigetto si esprime con un disturbo chiamato vaginismo,
che comporta la contrazione involontaria della muscolatura vulvo-perianale:
uno spasmo inconsapevole che rende difficoltosa la penetrazione da parte dell'uomo
e provoca l'associata sensazione di dolore da parte della donna. Le cause psichiche
che determinano l'insorgenza di questa vera e propria "barriera" sono
numerose e possono essere individuate con chiarezza solo da uno specialista.
Per fare qualche esempio, possono provocare un rifiuto del rapporto sessuale:
- le inibizioni educative a cui si è
sottoposti se si proviene da una famiglia "all'antica", in cui parlare
di sesso è considerato un vero e proprio tabù e vige una sopravvalutazione
della verginità ("le brave ragazze non lo fanno prima del matrimonio");
- violenze o molesti sessuali subito nell'infanzia
o nell'adolescenza, il cui ricordo traumatico viene portato alla luce dall'intimità
con il partner;
- disturbi del comportamento alimentare:
si calcola che circa un terzo delle ragazze anoressiche soffra di vaginismo,
determinato dalla difficoltà di queste adolescenti ad accettare la propria
maturazione psichica e sessuale.
Tuttavia non necessariamente le cause che comportano il rifiuto del rapporto
hanno radici così profonde o sono così gravi: nella maggior parte
dei casi è la situazione in cui ci si trova ad avere il rapporto sessuale
ad inibire al punto di renderlo sgradito. Il luogo
conta molto (una macchina o un luogo che viene percepito come squallido
di certo non aiuta), così come le attenzioni
che il nostro partner ci manifesta (o no).
Spesso inoltre la mancanza di una contraccezione
che ci faccia sentire protette sia dal punto di vista delle malattie che dalla
gravidanze porta a vivere uno stato di ansia e di stress deleterio per la nostra
sessualità. Un motivo in più per far entrare il preservativo nel
nostro stile di vita!
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veramente io nn avrei tanta vergogna ad andare da un ginecologo e se mi accompagnia mia madre al minimo nn la faccio entrare nella sala del ginecologo, ma mi sentirei sicura a sapere ke ce qualcuno ke mi aspetta e mi sostiene...
(e a dire il vero ho soltanto 15 anni) ma nn l'ho mai ftt