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Malattie veneree: sintomi e cure

Malattie veneree: i sintomi e le cure, ma anche come prevenirle ed evitarle

Una ragazza ci chiede in un forum: "ciao ragazzi! vorrei cominciare a far sesso senza preservativo con il mio ragazzo, naturalmente prendendo la pillola.. perciò vorrei essere sicura che non è portatore nè di malattie veneree e nè di AIDS (mi fido,ma c'è poco da scherzare su queste cose)..."
E non è solo lei ad avere questi dubbi.
Eh sì, perchè le malattie veneree (dette così dalla dea Venere dato che si pensava fossero un fenomeno tipicamente femminile quando invece la "responsabilità" spesso è al 50%) sono tante e spesso ci si accorge di esserne colpite quando sono già in uno stato abbastanza avanzato. Per capirci qualcosa, per togliersi le perplessità,  leggete qui sotto e se voi o il vostro ragazzo presentate qualche sintomo, anche lieve, correte subito dal ginecologo. Prima ci si cura, più velocemente si guarisce.
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Come posso sapere se ho una malattia venerea?

La prima cosa da fare se si hanno sospetti è andare dal ginecologo, che attraverso un’accurata visita ed eventuali esami, indicherà la giusta cura. Il medico potrà usare vari metodi d'indagine: dall’esecuzione di un semplice tampone per il prelievo di muco (che verrà poi fatto analizzare in laboratorio), fino alle analisi del sangue. La raccomandazione più importante è: non fidarsi dell’autodiagnosi (nè dei consigli delle amiche), che faranno solo perdere tempo prezioso; non bisogna avere paura del ginecologo!!! E inoltre: LA MIGLIORE TERAPIA È LA PREVENZIONE, soprattutto dall’uso del preservativo nei rapporti con persone sconosciute.

Se avviene il contagio, dopo quanto tempo si manifesta la malattia?

Non c'è una sola risposta a questa domanda che vada bene per tutti i tipi di malattie. Il tempo di "stasi" prima delle manifestazioni di una malattia dipende da vari fattori, prima di tutto dall’agente patogeno in causa, e poi dalla resistenza dell’organismo infettato. Così, ad esempio, per la gonorrea l’incubazione è variabile da 48 ore a 25-30 giorni prima dell’inizio dei sintomi; per la Chlamydia Trachomatis può variare fra 8 e 30 giorni, mentre le malattie causate da virus (epatite A, B, C, AIDS etc.), hanno un periodo d’incubazione variabile da poche settimane a circa 6-9 mesi. Se diagnosticate in tempo, la maggior parte di queste malattie possono essere facilmente curate con antibiotici e antivirali, altrimenti possono provocare danni agli organi genitali, all'apparato riproduttivo e causare, anche a distanza di anni, problemi in gravidanza, al parto, al neonato, fino a provocare sterilità e tumori.
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Le malattie più comuni nel dettaglio:

 
CANDIDA: è causata da un fungo, la cui trasmissione può avvenire non solo per via sessuale, ma anche per contatto indiretto con oggetti o superfici contaminate
Sintomi: perdite liquide di colore giallastro che producono cattivo odore, gonfiore, arrossamento, prurito e intenso dolore soprattutto durante i rapporti sessuali. Il rischio di contrarre un'infezione da Candida è più elevato quando si è sottoposti ad un forte livello di stress, all'abbassamento delle difese immunitarie, in gravidanza e quando si prendono farmaci per un lungo periodo
La cura: un trattamento antimicotico che deve essere esteso anche al partner per evitare reinfezioni, nonostante nell'uomo si presenti generalmente senza sintomi fastidiosi (in pratica ce l'ha ma non se ne accorge)

TRICHOMONAS: causato da un protozoo
Sintomi: molto simili a quelli della candida tranne che per l'assenza di dolore durante il rapporto sessuale
La cura: è molto importante che non ci si curi da soli e che la diagnosi venga fatta dal medico, in quanto la terapia, in questi casi, deve essere di tipo antibiotico e non antimicotico
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CHLAMYDIA TRACHOMATIS: è un batterio
Sintomi: si tratta di una malattia difficile da diagnosticare, soprattutto nella donna, nella quale i sintomi compaiono solo nello stato avanzato, quando provocano dolore, bruciore nei rapporti sessuali, perdite anomale e di sangue, e piccole febbriciattole
La cura: si può diagnosticare con uno specifico esame di laboratorio e richiede che il trattamento antibiotico esteso al partner sessuale(anche se non ha sintomi) per evitare che si ripresenti

PAPILLOMA VIRUS (HPV): il virus Papilloma è un gruppo di più di 70 tipi di virus che possono causare verruche o papillomi. Sebbene alcuni tipi di virus causano frequenti verruche sulle mani e sui piedi, i Virus del Papilloma sono trasmessi sessualmente e possono causare verruche nella zona genitale ed anale sia degli uomini sia delle donne. Una delle modalità di contagio è rappresentata dai rapporti orali poiché gli HPV sono presenti, in gran parte in bocca
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Sintomi: può causare verruche che possono apparire piccole o grandi, piatte o in rilievo, singole o multiple; qualche volta le verruche non sono persino visibili. I più comuni posti per rilevare le verruche sono fuori della vagina, sul pene, e attorno all'ano. Nelle donne il Virus Papilloma può portare allo sviluppo di verrucche dentro la vagina e anche sulla cervice, In circa metà dei casi, le persone infette con il Virus Papilloma non hanno nessuna verruca.
La cura: il trattamento oggi viene effettuato ambulatoriamente mediante laser terapia associata a terapia medica. Anche in questi casi è necessario trattare parallelamente anche il partner

GONORREA O URETRITE GONOCOCCICA: un'infezione molto diffusa, causata dal batterio gonococco
Sintomi: compaiono da 2 a 10 giorni dopo il rapporto sessuale con un partner infetto e sono: bruciori durante la minzione e secrezioni dal pene o dalla vagina. Nella fase iniziale, e specialmente nelle donne, i primi sintomi sono lievi mentre nelle fasi avanzate si possono avere perdite di sangue, febbre, dolore nella zona pelvica e persino gonfiore alle articolazioni. La gonorrea, se trascurata, può causare malattia infiammatoria pelvica clinicamente grave, sterilità per occlusione tubarica e può essere trasmessa al bambino dalla madre infetta durante il parto con il rischio di causargli danni gravi.
La cura: entrambi i partner si devono curare per evitare la reinfezione. E' molto importante fare il più presto possibile un controllo per iniziare nel più breve tempo possibile la giusta cura

HERPES GENITALE: è caratterizzato dalla presenza, nell'area genitale, di grappoli di vescicole che vanno incontro ad erosione
Sintomi: quando l'infezione è primaria l'area interessata è molto estesa, con sintomi come forte dolore e prurito, dolore quando si fa pipì, secrezione uretrale e/o vaginale, ingrossamento dei linfonodi inguinali accompagnato da dolore e, talvolta, sintomi generali quali febbre, malessere, facile affaticamento, raramente cefalea e vomito qualora ci sia un interessamento delle meningi. Nel caso in cui l'Herpes genitale sia di tipo ricorrente i sintomi sono meno intensi e hanno una durata più breve
La cura: somministrazione di farmaci antivirali.



SIFILIDE: è causata dal batterio treponema pallidum
Sintomi: tipico è il sifiloma, un nodulo eroso in superficie nella sua parte centrale, che compare dopo 2/6 settimane dal contagio in sede genitale o extra-genitale e che guarisce spontaneamente
La cura: la terapia continua ad avvalersi da oltre 40 anni dell'impiego della penicillina

AIDS (INFEZIONE DA HIV):
Sintomi: sono tipici, la fase iniziale è caratterizzata da una sindrome simile alla mononucleosi, nel 10-25% dei soggetti infettati, alla quale segue un periodo senza sintomi che può durare anche più di 10 anni, nel corso del quale il paziente elimina il virus in tutti i liquidi biologici, in particolare sperma, sangue, e secrezioni cervico-vaginali. Potenzialmente l'infezione può essere trasmessa ogni qual volta vi è passaggio di uno di questi liquidi biologici, come avviene durante i rapporti sessuali o lo scambio di siringhe. Paradossalmente il rischio di trasmissione sessuale dell'HIV è relativamente scarso se paragonato al rischio di trasmissione, ad esempio, della gonorrea.

Dopo la fase iniziale segue quella di AIDS conclamato e compaiono infezioni quali polmoniti o forme tumorali come il sarcoma di Kaposi . La contagiosità e la ricettività del partner all'infezione da HIV dipendono da fattori biologici, quali, la presenza di una elevata carica virale nel sangue, nello sperma e in altri secreti e la coesistenza di altre MST ed è correlata a fattori comportamentali come il numero di partner, il tipo di rapporto, l'utilizzo del condom, ecc.
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