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Sono rimasta incinta?

Il ritardo del ciclo può essere dovuto a molte cause, non solo alla gravidanza, ma basta qualche giorno di ritardo per provocare la temuta domanda "sono rimasta incinta?"

Sono rimasta incinta? - Come capire se il ritardo del ciclo è segno di gravidanza o non ci si deve preoccupare.

"Ho un ritardo....", "Dovevano venirmi cinque giorni fa..."....

Nella maggior parte dei casi è proprio con le mestruazioni ritardatarie che ci s'inizia a preoccupare...magari quella volta ci eravamo dimenticati il preservativo, magari si era rotto, magari questo preservativo non lo si era proprio usato... ed adesso eccoci qua al bancone della farmacia a comprare il "test di gravidanza".
Test di gravidanza - I dubbi e le domande più frequenti
Ma andiamo per gradi.... Se abbiamo avuto dei rapporti sessuali a rischio, senza cioè una protezione contraccettiva sicura, il ritardo mestruale deve subito metterci in allarme. Ricordate anche che fare sesso durante le mestruazioni non è un metodo contraccettivo. Anzi...Non dobbiamo farci influenzare o rassicurare da quei sintomi premestruali, che spesso possono essere gli stessi della gravidanza (tensione al seno, dolori addominali). In caso di ritardo, soprattutto se siete sempre state regolari, è opportuno eseguire prima possibile un test di gravidanza, che è l'unico metodo che ci può dare risposte sicure.

Intendiamo a rischio un rapporto in cui lo sperma può essere venuto a contatto con la vagina per la rottura del profilattico o a seguito di un coito interrotto, non per aloni nei jeans, una goccia di sperma volante finita su una mano o un bacio con la lingua ;-) In questi casi è necessario rivolgersi al più presto (entro due giorni e comunque non oltre le 72 ore) ad un ginecologo. Quindi si stabilirà insieme se è necessario assumere la pillola del giorno dopo, l'unica a quel punto in grado di scongiurare la possibilità di una gravidanza. Certo, si vorrebbe sapere se si è rimaste incinte già dopo il rapporto ma è giusto attendere fino al ritardo mestruale prima di fare un test. Dopo due giorni di ritardo, se c'è una gravidanza, tutti i test sulle urine sono in grado di evidenziarla. Il test positivo potrà in seguito essere confermato da un esame del sangue.

Quali sono i segni più evidenti di una gravidanza in atto? Sicuramente il ritardo mestruale è il più frequente, anche se potrebbe essere dovuto ad altre cause; uno stato emotivo caratterizzato da stress ed ansia può causare una disfunzione ormonale e portare ad un ritardo mestruale. Mentre le nausee e il vomito non sono segni presenti in tutte le donne incinte

Interruzione volontaria di gravidanza. La decisione più dura

E se, ormai accertato che stiamo aspettando un bambino, decidiamo, per varie cause (non ci sono cause più o meno giuste...) che non possiamo o non vogliamo tenerlo, cosa fare? L'aborto o interruzione volontaria della gravidanza è l'unica strada possibile da percorrere. La decisione di avere o no un bambino è una delle più pesanti nell'insieme della vita di una donna. Impedire l'aborto significa una costrizione alla maternità. Viola tutta una serie di diritti della donna e lede all'essenza stessa delle sue libertà fondamentali: il suo diritto alla vita, alla salute e all'integrità fisica, la sua libertà di coscienza, la sua autonomia morale e il suo diritto di prendere liberamente le sue decisioni, il suo diritto a una maternità scelta liberamente, diritto fondamentale riconosciuto a livello mondiale.

Legge 194 del 22 maggio 1978

Norme per la tutela sociale della maternità e sulla interruzione volontaria della gravidanza

 
 
Con questa legge lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. Essa ha come punti fondamentali: 
  • la tutela della salute della donna, anche perché l'interruzione volontaria di gravidanza deve essere effettuata solo presso strutture sanitarie autorizzate; 
  • la gratuità dell'intervento, che permette a tutte le donne, senza discriminazione sociale o economica, di poterne usufruire; 
  • la prevenzione, poichè la legge promuove e sviluppa i servizi socio-sanitari ed altre iniziative, necessarie ad evitare che l'aborto venga usato come mezzo per il controllo delle nascite.
La donna può decidere di abortire entro i primi 90 giorni di gravidanza. Trascorso tale termine, l'interruzione della gravidanza è possibile solo se sussistono gravi motivi fisici o psichici, accertati dal medico con l'eventuale consulenza di altri specialisti. Le donne di età inferiore ai diciotto anni, per poter effettuare l'interruzione volontaria della gravidanza, devono avere l'autorizzazione di entrambi i genitori o del giudice tutelare
La prima volta dal ginecologo

Voglio tenere il bambino 

E se invece, scoprendo di essere incinte, questo bambino decidiamo di volerlo tenere? In cosa consiste veramente un concepimento con la conseguente gravidanza? Dopo circa 30 ore dalla fecondazione, l'ovulo inizia ad "automoltiplicarsi" attraverso numerose segmentazioni e proprio questo momento costituisce l'inizio della formazione del nuovo individuo. Dopo circa 6 giorni dalla fecondazione, l'ovulo fecondato ha percorso tutto il tratto tubarico per poi andare a impiantarsi nello spessore della mucosa endometriale pronta ad accoglierlo. Il prodotto del concepimento inizia così a crescere: si forma la camera gestazionale che contiene il liquido amniotico, dove "nuota" l'embrione (detto poi feto dopo il secondo mese di gravidanza). All'interno del sacco gestazionale è contenuta anche la placenta, l'organo che fa da tramite tra l'organismo materno e quello fetale. Placenta e feto sono collegati dal cordone ombelicale e la placenta provvede al nutrimento e all'ossigenazione del feto, oltre che a svolgere una sorta di funzione di "filtro" rispetto alle sostanze nocive. Le dimensioni dell'utero durante la gravidanza subiscono delle notevoli variazioni. Il giorno in cui avverrà il parto dovrà essere indicato calcolando 280 giorni dal primo giorno dell'ultima mestruazione (9 mesi solari).
Voglio prendere la pillola, come dirlo a mia madre?
Se il bambino nasce prima dei 6 mesi si avrà un parto abortivo; se nasce tra il 180° e il 260° giorno si avrà un parto pretermine. Il parto è quell'evento naturale durante il quale avviene l'espulsione del feto dal grembo materno. Nella maggior parte dei casi il parto avviene per via vaginale, con l'ausilio delle sole forze della natura rappresentate dalle contrazioni uterine. In una minoranza di casi il parto può, invece, prevedere l'intervento manuale e strumentale da parte di chi vi assiste. Per esempio il taglio cesareo è un parto che avviene per via addominale e che si effettua con l'apertura chirurgica della parete addominale e dell'utero.

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