Hpv: vaccino, informazione e prevenzione
Il vaccino gratuito e le tecniche di prevenzione hanno ridotto del 50% la mortalità da tumore al collo dell'utero. Eppure il pap test non è ancora abbastanza diffuso: fondamentale l'informazione per una corretta prevenzione
A cura di Lucia D'Addezio
Quello che colpisce il collo dell’utero è uno dei tumori più pericolosi per le donne. Il Papillomavirus umano (Hpv) rappresenta un fattore di grave rischio per il sesso femminile, soprattutto nei casi in cui prevenzione e controllo vengono messi in secondo piano.
Come ricorda il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, "insieme alla malattie cardiovascolari le patologie neoplastiche sono il secondo killer per le donne”. Le ricerche scientifiche in questo campo hanno fatto notevoli passi avanti. Le tecniche di prevenzione sono all’avanguardia. Inoltre in Italia, dal 2008, è partita una campagna vaccinale nazionale che garantisce gratuitamente a tutte le bambine che hanno raggiunto il dodicesimo anno di età il vaccino contro l'Hpv.
Eppure “parlare di Hpv oggi – continua Francesca Martini - significa ancora parlare di Pap-test, perché il vaccino giunto sul mercato recentemente é un'arma in più, ma non un elisir contro i tumori: la sua efficacia la potremmo valutare davvero nei prossimi 10-20 anni. Intanto, le donne che eseguono regolarmente un Pap-test in Italia sono ancora troppo poche. E la causa è soprattutto la paura di scoprire una malattia. Questo é un soffitto di cristallo che dobbiamo infrangere in collaborazione con le associazioni che tanto fanno per avvicinare le donne alla politica di screening e per renderla un fattore irrinunciabile.”
Secondo gli ultimi dati una donna italiana su tre non si è mai sottoposta al Pap-test per prevenire l’eventuale insorgenza di malattie neoplastiche dell’utero. La tendenza a sottovalutare questi validi strumenti clinici, ideati per monitorare la salute dell’apparato genitale femminile, è spiccata, soprattutto al Sud. Al contrario di quanto potrebbe emergere da questi risultati, le donne italiane sono informate sull'esistenza e la pericolosità del Papillomavirus umano. Secondo le indagini di Onda (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) l'85 per cento delle donne conosce l'Hpv. Inoltre ben il 52 per cento delle madri di ragazze adolescenti ha già provveduto a vaccinare la figlia o comunque pensa di farlo. Solo il 16 per cento delle madri si oppone al vaccino e, nella maggioranza dei casi, il rifiuto è spiegato dalla mancanza di informazioni al riguardo.
Il problema della disinformazione è il fattore discriminante sia nel caso del vaccino che in quello delle tecniche di prevenzione, come il Pap-test: due donne su tre, per esempio, vorrebbero avere notizie più dettagliate sull'efficacia del vaccino. Il 40 per cento delle intervistate ha dichiarato che a fornire le informazioni sono soprattutto le riviste e la televisione. Solo il 5 per cento ha avuto chiarimenti e consigli dal proprio ginecologo. Un ruolo importante è svolto dalle campagne di prevenzione e dai sistemi di screening che hanno aiutato a ridurre drasticamente la mortalità causata dal tumore al collo dell'utero.
Nonostante ciò ogni anno si registrano circa 1.100 decessi attribuibili a questa patologia. '”Negli ultimi vent'anni - spiega il Sottosegretario al Welfare, Martini - la mortalità per tumore dell'utero (corpo e collo) é diminuita di oltre il 50 per cento, soprattutto per quanto riguarda il tumore della cervice uterina. Questi positivi risultati sono dovuti alla qualità delle cure disponibili in Italia e soprattutto ai programmi di prevenzione e di diagnosi precoce come il Pap-test e il Test Hpv. Abbiamo oggi anche uno strumento in più: la vaccinazione contro il papilloma virus a disposizione delle nuove generazioni che ci permette di ampliare i nuovi orizzonti di promozione della salute della donna.”
Dati rassicuranti arrivano dal fronte delle campagne di vaccinazione. Nelle Regioni che per prime hanno messo in pratica il programma gratuito, cioè Veneto e Basilicata, la copertura ha raggiunto l'80 per cento. Al contrario, le misure preventive sono scarsamente utilizzate: se una donna su tre non si sottopone mai al Pap-test, appena il 30 per cento lo fa annualmente. Le percentuali sono ancora troppo basse considerando che una larga fascia della popolazione femminile è interessata: il 65 per cento della popolazione al Nord, il 62 per cento al Centro e il 68 per cento al Sud.
“La tendenza alla riduzione della mortalità é estremamente positiva e ci induce a sperare che sia davvero possibile sconfiggere presto il tumore al collo dell'utero - osserva Francesca Merzagora, presidente di Onda - La strada per riuscirci passa anche e soprattutto da una corretta informazione: molte donne ancora non conoscono bene HPV e cosa fare per prevenirlo, c'é tuttora poca chiarezza sulla vaccinazione. Per questo Onda ha messo in campo anche per il 2009 iniziative di sensibilizzazione, fra cui un progetto di educazione nelle scuole per coinvolgere in prima persona le giovanissime.”





vaccino negato
ho una figlia di 12 anni e mi è stato negato il vaccino al consultorio di pozzuoli (na) dove risiedo perchè fuori dai tempi di legge quando la proposta includeva le adolescenti di 12 anni mi sapete dare una spiegazione valida?