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Il fantomatico Punto G

Intervista al dottor Vincenzo Puppo che ci spiega come nei suoi scritti Grafenberg non parlava di alcun punto G, e come il suo articolo sia stato strumentalizzato

A cura di Antonella Marchisella

 

Abbiamo parlato della non esistenza del Punto G spiegando come è nato questo business ai danni delle donne: un' invenzione che ha preso vita grazie ad un "miscuglio" di frasi contenute in un articolo del 1950. Per andare incontro ai numerosi commenti e richieste di spiegazioni pervenuteci al riguardo, abbiamo chiesto al Dottor Puppo di spiegarci quali sono le frasi imputate e qual è il contenuto del tanto discusso articolo di Grafenberg. Abbiamo persino ricevuto notizie di un discutibile intervento al collagene per ingrandire il cosiddetto punto G!

 

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Dott. Puppo, Lei ci ha spiegato che il Punto G è stato inventato trenta anni fa da Ladas, Whipple e Perry, ovvero due psicologi e una neurofisiologa, descrivendoci come i tre abbiano ripreso da un articolo di Grafenberg del 1950 due frasi non correlate fra loro e ne abbiano fatto un "miscuglio". Di che frasi si tratta? 
La prima frase descrive la parete uretrale che al suo interno presenta un corpo cavernoso simile al corpo cavernoso dell’uretra maschile, presente in tutta l’uretra femminile, che all’orgasmo sporge in vagina perché è in erezione come nei maschi, sporgenza più evidente nella vagina a livello del collo della vescica, perché qui c’è meno resistenza e si poteva palpare sulla parete vaginale anteriore: in anatomia questo spazio di minore resistenza sulla parete vaginale anteriore è liscio, cioè non rugoso come a volte afferma chi descrive il punto G, e si chiama Triangolo di Pawlick. La seconda frase è stata ripresa dalla pagina successiva dell’ articolo di Grafenberg, che spiega come anche le donne possono emettere all’orgasmo del liquido che è solo una secrezione delle ghiandole intra-uretrali (ghiandole dette anche prostata femminile, e ne approfitto per precisare che il termine “eiaculazione femminile” non è corretto dal punto di vista scientifico, si deve usare “emissione femminile” perché in tutte le donne c’è una emissione di liquido all’orgasmo e solo in poche esce con più forza come nei maschi). 

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Quindi, in definitiva, in cosa consisterebbe il “miscuglio” di Ladas, Whipple e Perry ?
 
I tre opportunisti hanno fatto una specie di mixer con queste due frasi ed hanno inventato il punto G, dicendo che erano le ghiandole che si ingrandivano e sporgevano sulla parete anteriore della vagina alcuni centimetri in profondità e che era questa parte dell’uretra una zona erogena, presente solo in alcune donne come a loro risultava dopo aver intervistato alcune donne.


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Ma di cosa parla l’articolo di Grafenberg? 
Nell’ articolo di Grafenberg ci sono scritte cose davvero molto importanti per la sessualità femminile, prima di tutto è un articolo che riguarda l’intera uretra femminile e riporta casi di masturbazione uretrale femminile e maschile, poi parla di piacere anale femminile, e del fatto che con il cunnilingus era più facile avere orgasmi, che la posizione migliore nel rapporto vaginale è quella con la donna sopra e quella con l’uomo dietro la donna. 

Quindi, se Grafenberg non parla di nessun Punto G nel suo articolo, di che punto stiamo parlando? 
Il nome di Grafenberg è stato sfruttato per dare una copertura scientifica all’ipotesi di Whipple,Perry e Ladas e che non dovrebbe essere più usato dai mass media e da chi ci crede, casomai chiamatelo punto di Jannini/Whipple, solo perché è diventata un’abitudine chiamarlo punto di Grafenberg non significa che non si possa rimediare a questa grande ingiustizia che ha subito Grafenberg negli ultimi trenta anni, visto che lui è morto nel 1957 e non si è potuto difendere, inoltre ci sono molte responsabilità dei sessuologi che hanno accettato questa ipotesi e hanno dato il suo nome a questo ipotetico punto senza controllare, leggere l’articolo di Grafenberg.


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Parlando di questo fantomatico punto G, spesso si sente dire “Chi cerca trova”. Cosa ne pensa? 
Questa frase è pazzesca: voi sapete quanto è lunga l’uretra femminile? Solo tre centimetri circa! E in queste piccole dimensioni non si riesce a trovare un “punto” della dimensione di una moneta?!Se si stimola con la punta di un dito il cosiddetto punto G e la mano sta ferma, non solo non si amplifica il piacere ma si ottiene l’effetto contrario a quello desiderato, ovvero l’eccitazione diminuisce e l’orgasmo inibito, perché lì non c’è niente , non c’è una zona erogena! E al contrario di quello che dicono i tre “opportunisti” del Punto G, tutte le donne possono avere uno o più orgasmi con le dita in vagina che si muovono circolarmente o avanti e indietro e in alto verso il clitoride, ed anche con un dito eventualmente nell’ano come spiegava Grafenberg nel 1950, ma senza “cercare”, stimolare solo un “punto” !

 

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Veniamo ad una questione che ci lascia a bocca aperta: Lei afferma che da qualche tempo dei sessuologi, tra cui anche Jannini, stanno pubblicizzando un intervento per ingrandire il punto G, con una iniezione di collagene o acido ialuronico, così è più sporgente in vagina e più facile da riconoscere con le dita: che cosa ne pensa? 
E’ scandaloso! Perché l’iniezione è fatta tra la vescica e la vagina, non nell’uretra dove dovrebbe esserci il punto G come loro dicono, anche perché loro sanno che nell’uretra femminile non si può mettere niente altrimenti si comprometterebbe l’uscita dell’urina all’esterno: quindi non solo da ciò si capisce che è il punto G è una bufala, ma si pubblicizza un intervento inutile e controproducente. Infatti avrebbe durata temporanea e andrebbe ripetuto dopo circa 6 mesi, pertanto potrebbe rivelarsi dannoso, come ha denunciato l’associazione dei ginecologi americani.


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Si è svolto un Congresso Mondiale sulla Sessualità Femminile e c’è stato un dibattito sul Punto G : qual è stata la sua conclusione?
La conclusione è stata che il Punto G non esiste e non è mai stato fotografato! In definitiva, il “punto di Jannini/Whipple” è solo una grande bufala mondiale oltre che una truffa sulla pelle delle donne che dura da quasi trenta anni! Ne sovvengono le disfunzioni orgasmiche femminili, causate da queste bufale che condizionano poi negativamente le reazioni fisiologiche sessuali delle donne.

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