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Il complesso del pene

I maschi sono sempre attanagliati dai mille complessi sul loro pene, senza sapere che le dimensioni e le "prestazioni" non contano: ce lo spiega il dottor Vincenzo Puppo

A cura di Antonella Marchisella

 

Il “complesso del pene” è un argomento da affrontare senza riserve con tutti i ragazzi : noi di Girlpower abbiamo chiesto al sessuologo Vincenzo Puppo di parlarci di questo per smantellare le incertezze e le paure soprattutto di chi è alle prese con le prime esperienze sessuali.

 

Dalle parole del Dottor Puppo: 
"Innanzitutto bisogna insegnare ai ragazzi che non possono e non devono identificarsi con il loro organo genitale, spiegando che/ il pene è solo una parte del loro corpo/ e non deve diventare il centro della loro vita sessuale: pensate ai moltissimi uomini, di qualsiasi età, che dopo qualche episodio di mancata erezione non si sentono più veri uomini, nascondendo il proprio senso di inferiorità e le conseguenti sofferenze per anni, oltre che al proprio medico anche al partner, per la paura infondata della derisione o per la vergogna o per il timore di essere lasciati, talvolta fino a un complesso che impedisce l’instaurarsi di un rapporto di coppia.

 

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Questo si può prevenire insegnando che il pene e la sua erezione non possono e non devono essere, a qualsiasi età, i fattori determinanti per qualificare il vero uomo e per sentirsi uomini: il pene non deve essere più il simbolo della potenza maschile e i termini “pene” e “maschio” non devono essere più sinonimi: anche le donne hanno un pene, quindi anche quest’ultimo deve essere considerato un termine “neutro”, da usare sia per i maschi che per le femmine, come ad esempio le mammelle, la prostata, l’eiaculazione, la vagina ecc. Non deve essere nemmeno l’elemento fondamentale, centrale, per fare l’amore, cioè se “lui” non funziona o se ha avuto la sua “soddisfazione” poi non si può fare niente, questo non solo è falso, ma è anche il motivo delle tante sofferenze e privazioni sessuali degli uomini (e delle partner), che si instaurano particolarmente nell’età anziana.

Inoltre l’esagerata importanza data all’erezione del pene porta più facilmente a considerare la donna come un oggetto passivo e un “buco” da possedere, caricando sulle spalle dell’uomo, anzi sul suo pene, tutta la responsabilità del rapporto sessuale, costringendo l’uomo a interpretare un ruolo spesso non voluto né desiderato: quello di maschio sicuro e virile, sempre pronto e che sa sempre cosa fare. Ruolo che non è la conseguenza di una libera scelta ed è la principale causa delle iniziali ansie e paure dei ragazzi di non essere all’altezza, che talvolta non vengono mai superate.


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Si deve eliminare questo “culto del pene” che purtroppo si incomincia a inculcare nella mente dei bambini già dall’infanzia, ma anche la conseguente “cultura del buco”, per liberare gli uomini dal copione imposto da un ruolo artificioso dovuto solo all’ignoranza, così non saranno più costretti a recitare e potranno essere se stessi anche quando fanno l’amore. Potranno provare ed esprimere sentimenti ed emozioni, anche piangere, senza più la paura di essere definiti “femminucce”: termine dispregiativo, che non ha più nessuna giustificazione di esistere nella società odierna. La vera libertà è poter essere sempre se stessi, senza farsi condizionare dalle differenze sessuali che vengono imposte ai bambini solo da stereotipi culturali, infatti certe caratteristiche, che definiscono la mascolinità o la femminilità, possono appartenere ad entrambi i sessi senza problemi e senza ripercussioni sull’identità di genere (sono le reazioni delle persone vicine che possono condizionare negativamente) e quindi essere definite “neutre” senza una loro esclusività per il sesso maschile o femminile (infatti non esiste una “componente” maschile e una femminile dentro di noi come invece molti pensano…, perché confondere i ragazzi con questa presunta “bisessualità” presente in ogni persona?).

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È importante non usare più il termine “impotente”, specialmente in televisione, giornali, libri, scuola, meglio dire “disfunzione erettile” perché anche così è sempre possibile fare l’amore: il vero uomo “potente”, è quello che è capace di amare veramente, che sa fare l’amore e sa far godere il partner anche e soprattutto senza il suo pene in erezione!

Un problema frequente per i ragazzi che sono alla prima volta è rappresentato dalle dimensioni del pene. Spesso i ragazzi hanno paura di averlo troppo piccolo e di fare brutta figura e anche se dicono che le dimensioni non contano il dubbio rimane sempre e le spiegazioni in tal senso non sono esaurienti (purtroppo chi lo ha più grosso è considerato più uomo). Ragazzi state tranquilli, le misure del pene non sono importanti nel fare l’amore, non perché la vagina si adatta a quello che entra come dicono, ma per un motivo più semplice: le dimensioni non hanno importanza perché il pene serve veramente poco da solo a provocare l’orgasmo nella donna.

 

Non è quello che dobbiamo sapere usare bene, ma sono specialmente le mani che un uomo deve sapere come muovere e cosa toccare. Fare l’amore con un pene “piccolo” o “grosso” (distinzione assurda, serve solo a creare angosce inutili) non fa differenza per questo motivo e questo lo devono capire anche le donne. Questo complesso non deve esistere più, importante invece è saperlo controllare per non eiaculare solo dopo pochi secondi o pochi minuti, anche se per le donne, dal punto di vista orgasmico, non è molto importante la durata del rapporto vaginale".

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