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Una pillola per dire addio al ciclo?

Alcuni farmaci in via di sperimentazione consentono di bloccare completamente (o quasi) il flusso mestruale. Ma a quale prezzo?

Da alcuni anni, negli Stati Uniti sono in commercio diverse pillole contraccettive in grado di bloccare quasi completamente il flusso mestruale. Il Seasonal, ad esempio, disponibile già dal 2003, prevede l’assunzione consecutiva di 84 pillole a base di estrogeno e progestinico, seguita da 7 giorni di assunzione di un placebo, periodo nel quale compare la mestruazione. Facendo i conti, il Seasonal consente di avere solo 4 cicli mestruali all’anno. L’ideale per modelle, atlete o chiunque abbia la necessità di risolvere drasticamente il problema mestruazione che, in sostanza, comporta il più delle volte: sindrome premestruale con emicrania, cefalea, irritabilità e malesseri vari sia psicologici sia fisici, anemia e debolezza e, secondo alcuni ricercatori, anche maggiore vulnerabilità a lesioni ai tendini e ai muscoli.
Chi, poi, considera troppi anche 4 cicli mestruali all’anno, dovrà aspettare l’immissione in commercio di un nuovo farmaco, il Lybrel, che può essere assunto ininterrottamente 365 giorni all’anno, con il risultato di bloccare del tutto le mestruazioni.

La vera rivoluzione è cominciata con la pillola, con l’idea quindi che esista la possibilità di gestire a proprio piacimento, programmare e controllare ogni aspetto del ciclo mestruale. Infatti, quella che provoca la pillola, durante il periodo di sospensione, non è una vera e propria mestruazione (ossia la normale reazione dell’organismo al mancato annidamento dell’ovulo fecondato), ma è quello che i medici definiscono “emorragia da privazione”, causata dallo sfaldamento delle cellule che rivestono l’utero, non più nutrite dagli ormoni contenuti nella pillola.
Eliminando il periodo di sospensione, però, quindi prendendo ininterrottamente la pillola contraccettiva, si riesce ad eliminare anche quella mestruazione “fittizia”. Lo fanno moltissime atlete, in vista di un impegno sportivo, ma anche donne che non vogliono rovinarsi le vacanze o un appuntamento galante.
Si va, quindi, verso la totale eliminazione delle mestruazioni, eccetto i casi in cui, ovviamente, la donna stia cercando di avere un figlio. Molti medici e ricercatori impegnati in queste sperimentazioni si chiedono quale sia il vero significato delle mestruazioni: il ginecologo brasiliano Coutinho afferma, addirittura, nel suo saggio Is mestruation obsolete?, che le mestruazioni siano un evento malsano e pericoloso in grado di esporre la donna a diversi problemi e rischi, un evento, insomma, sostanzialmente inutile, tranne che per la procreazione. Allora perché non bloccare il ciclo mestruale per permettere alla donna di liberarsi di questo inutile orpello?, si domanda lo studioso.

Fino ad alcune decine di anni fa, la donna aveva fino a 100- 150 in tutta la vita, ora si è arrivati a 500 cicli. In passato, infatti, la speranza di vita media era ridotta, la donna si sviluppava più tardi, moriva più giovane e passava gran parte del suo periodo fertile in gravidanza o in allattamento.
Adesso, i ritmi di vita sono cambiati: lo stereotipo della donna in carriera ha preso piede e i ricercatori pensano che la donna stessa, se solo fosse possibile (e oggi sappiamo che lo è), desidererebbe lei per prima bloccare le mestruazioni che hanno senso, appunto, solo quando si sta cercando di avere un bambino.
Ma i rischi, gli effetti collaterali? E’ possibile che assumere la pillola ininterrottamente per diversi anni non provochi nessun effetto collaterale o disturbo non ancora accertato dagli studi? La normale pillola contraccettiva esiste da più di mezzo secolo, eppure continuano ancora oggi i dibattiti sulla sua possibile tossicità a lungo andare: alcuni medici consigliano di assumerla solo per brevi periodi e di preferire altri metodi contraccettivi.
Ovviamente, nel caso della pillola che blocca il ciclo, la questione è più delicata: cosa comporta la non sospensione della pillola e quindi il mancato sfaldamento delle cellule endometriali dell’utero? Sono domande che al momento non hanno risposta. Ma soprattutto, sarà interessante assistere e studiare la reazione delle donne, le vere protagoniste di questa “rivoluzione sociale”.
Per secoli, il ciclo mestruale è stato un tabù: la donna mestruata era considerata impura, sporca e indegna di vivere in comunità. Nello stesso, però, in molte tribù gli uomini si praticavano ferite rituali, in modo da acquisire i poteri magici che le donne acquistavano automaticamente nei giorni del ciclo. Al sangue, poi, venivano attribuiti poteri magici e taumaturgici: si pensava che il sangue mestruale potesse curare alcune malattie ed essere usato efficacemente in filtri e incantesimi d’amore.
Insomma, il ciclo mestruale considerato da un lato impuro e infetto, dall’altro come qualcosa di positivo, in grado di curare e generare vita, il principale segno di femminilità.

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