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Sessualità e intimità

Come possono essere coniugate all'interno di una coppia sessualità e intimità? Abbiamo parlato di questo e di altri aspetti della sessualità con la dottoressa Maura Santandrea, psicologa e psicoterapeuta

di Redazione GirlPower 27 novembre 2009

A cura di Antonella Marchisella

 

intimita_1Spesso tendiamo a fraintendere la sessualità con l'intimità, che pur essendo strettamente correlate, non sempre l'esistenza dell'una include la presenza dell'altra. Per parlare meglio di questo concetto abbiamo intervistato la Dottoressa Maura Santandrea, Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale, alla quale abbiamo posto anche quesiti che riguardano la dipendenza da sesso e il sesso di gruppo. 

Dottoressa Santandrea, ci parli brevemente della Sua attività 
Io sono una psicoterapeuta sistemico-relazionale, ciò significa che nel mio lavoro prediligo una “chiave di lettura relazionale” delle problematiche sollevate dai pazienti durante le terapie individuali, di coppia o familiari di cui mi occupo, strutturando insieme a loro un percorso terapeutico concreto, basato sull’esperienza (questo tipo di terapia infatti viene chiamata anche “esperenziale”) e sul cambiamento a breve termine. Utilizzare una “chiave di lettura relazionale” significa riconoscere l’importanza che le relazioni interpersonali assumono nella vita di ognuno tanto da contribuire al benessere o ad un evidente malessere dell’individuo. I rapporti e i legami con i nostri familiari, con il nostro partner, con i nostri amici o colleghi di lavoro possono rivestire un ruolo più o meno significativo nella ricerca del nostro equilibrio personale oltre che nello sviluppo della propria identità. Per questo motivo stabilire delle relazioni chiare, nel rispetto dei confini reciproci, in cui ci si possa permettere di esprimere le personali esigenze, di comprendere e ricevere comprensione, di concedere o ricevere fiducia, di confrontarsi e palesare i propri dubbi o desideri, ci offre la possibilità di stabilire rapporti maturi e gratificanti. 

intimita_2Parliamo di sessualità e crisi di coppia. Lei discorre di "sessualità e intimità" nel Suo sito internet. Ci dia una definizione di questi due termini che spesso fraintendiamo. 
Sessualità e intimità sono entrambi degli aspetti fondamentali nella relazione tra due partners, ma non sempre riescono a coesistere e, in questi casi, con grande probabilità ci saranno ripercussioni sulla salute della coppia.L’intimità rappresenta quel profondo legame affettivo che si basa su due componenti in particolare: una genuina condivisione e un’autentica reciprocità emotiva ed affettiva, ovvero “il senso del noi”. Dunque l’intimità prevede il confronto, la libertà di esprimersi, l’accettazione e il rispetto delle differenze, la disponibilità e fiducia nel mostrare all’altro anche le nostre zone fragili e la nostra vulnerabilità, senza la paura di essere giudicati o colpiti da colui o colei a cui doniamo questa parte di noi. La consapevolezza che un legame profondo può implicare gioia e dolore, ferite e gratificazioni, implica il coraggio di rischiare nella relazione, credendo sinceramente nella possibilità di rendere l’altro partecipe dei nostri vissuti emotivi e di mostrarsi disponibili a partecipare a quelli dell’altro. L’intimità è una qualità esclusiva ed escludente l’esterno e determina pertanto il senso di appartenenza di ognuno alla coppia come dimensione costituita sulla base di un incontro con caratteristiche uniche e proprie regole sia implicite che esplicite. È importante specificare però che questo legame non si basa sull’ “uguaglianza del modo di sentire”di due persone, in una sorta di unione fusionale tra i due partners , ma si fonda sul rispetto delle differenze del partner, rispetto che ci predispone ad accogliere “il modo di sentire dell’altro” senza pretendere o agire la simbiosi relazionale che, inevitabilmente, compromette il benessere della coppia. Per quanto riguarda la sessualità, essa può essere considerata, se è soddisfacente, una risposta positiva all’intimità del legame, una conferma reciproca che riconosce e valorizza ognuno sia come individuo che come componente e artefice della coppia. L’intimità favorisce una sessualità più appagante, disinibita, interattiva perché consente una maggiore apertura alla comunicazione. Capita frequentemente che un rapporto di coppia logorato dal conflitto, assenza di fiducia, giudizio reciproco e distacco emotivo presupponga una considerevole compromissione del funzionamento della sfera sessuale. 

Intimità non è dunque "uguaglianza del modo di sentire di due persone". Secondo Lei dire tutto al proprio partner,ovvero confidarsi pienamente, è il tranello massonico dell'illusoria convinzione di possedere la mente dell'altro? (dirsi tutto pensando così di possedere la mente del nostro partner)
Un rapporto autentico non si fonda sulla tendenza “a dirsi tutto” in generale, ma a dire all’altro tutto ciò che sentiamo di voler condividere con lui/lei e che reputiamo utile condividere. Inoltre il concetto di possesso può essere nocivo alla relazione di coppia verso la quale sarebbe auspicabile sperimentare una senso di appartenenza più che un senso di possesso. Nel momento in cui un partner mira a possedere la mente dell’altro, sta disconfermando il proprio compagno/a come individuo a se stante, svalutando le differenze tra loro e quindi la ricchezza della coppia. Puntare a possedere la mente dell’altro equivale allo stesso tempo anche ad autosvalutarsi perché presuppone l’assunto di base per cui si è degni di stare solo con partners che hanno una personalità così immatura da permettere che l’altro la invada e la possegga o un assunto di base per cui non si è in grado di apprezzare la diversità per timore che questa magari possa mettere in evidenza alcune proprie carenze, quindi l’impossibilità ad un totale controllo sull’altro è avvertita come una grave minaccia al proprio equilibrio. Perseguire il possesso della mente dell’altro diventa allora un’infelice alternativa ad accettare la sfida di crescere in una coppia matura. 

Quali sono le motivazioni che possono spingere ad atteggiamenti sessuali spinti come il sesso di gruppo? E quest'ultimo può avere insita una componente masochistica o distruttiva?
Il sesso di gruppo non prevede l’intimità finalizzata al consolidamento di legame speciale ed esclusivo. Può presupporre una componente masochistica perché la persona non si percepisce come degna di rispetto e di valore all’interno di un rapporto duraturo, continuativo e gratificante, nel quale sperimentare la crescita “insieme all’altro”, una progettualità complice, una condivisione esclusiva. Molto spesso sono pratiche legate alla percezione solo di una dimensione presente del rapporto, senza una prospettiva futura che, per una persona che voglia sentirsi parte della coppia, rappresenta invece una rassicurante fonte di conferma reciproca e di stabilità emotivo-affettiva. Quindi, in quest’ottica, il rapporto diventa anche “distruttivo” soprattutto per l’assenza di una “capacità a costruire”, oltre che per una attitudine a “demolire” il senso del Sé e del Noi. Il modo in cui gli altri si comportano con noi, contribuisce alla formazione dell’immagine che noi abbiamo rispetto a noi stessi e spesso, in relazioni invischiate o strumentali, noi non abbiamo la possibilità di esperire una buona immagine di noi e del nostro valore. 

Che cosa ci può dire a proposito della dipendenza da sesso? E come si può uscirne? 
La dipendenza dal sesso, come qualsiasi altra forma di dipendenza, rappresenta uno stato psicologico a causa del quale la persona non riesce più a controllare alcuni comportamenti specifici, in questo caso inerenti alla sfera della sessualità, divenuti abitudinari . La condizione mentale di dipendenza presuppone alcuni aspetti importanti: 
1) la dimensione del controllo, che in questo caso diventa “perdita di controllo o incapacità a controllare un nostro comportamento” 
2) la conseguente sensazione di impotenza sperimentata nel constatare che non abbiamo potere sulle nostre azioni 
3) l’abitudine ad adottare certe condotte che alimenta e rafforza il comportamento disadattivo
Tale dipendenza presuppone anche una componente ossessiva che spesso può creare disagio alla persona che ne è affetta ed è proprio in questo momento, ovvero quando l’individuo sente l’esigenza di cambiare alcuni aspetti del suo comportamento, che la persona arriva in terapia. Ma è pur vero che la scelta di richiedere una terapia spesso non viene contemplata fin da subito perché la dipendenza da sesso può non essere riconosciuta dal soggetto in questione, ma scambiata come un atteggiamento edonistico che, a volte, contribuisce a rafforzare un certo status sociale. Questa convinzione viene messa in discussione solo quando le relazioni in cui l’individuo dipendente si imbatte per soddisfare il suo bisogno di sesso, cominciano a provocare disagio, sofferenza, umiliazione. La dipendenza da sesso può manifestarsi sia attraverso la ricerca di rapporti occasionali che all’interno di una relazione di coppia stabile. Mentre nel primo caso sarebbe indicata una terapia individuale, nel secondo risulterebbe più utile una terapia di coppia. 

Per saperne di più puoi visitare il sito internet della Dottoressa Maura Santandrea www.psicoterapeuta-roma.com oppure richiedere una consulenza presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia in Vicolo del Cinque 55 a Trastevere, Roma.

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