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Prostitute: via dalle strade

Approvata una norma che mira a “ripulire” le strade da prostitute e clienti, permettendo il sesso a pagamento solo dentro 4 mura. Quindi: pesanti pesanti sanzioni per prostitute e clienti sorpresi per strada, ma via libera a sexy club

A cura di Sexyvia

 

prostituzione-2Siamo alle solite: il Governo balla la tarantella fra case chiuse, che non si possono aprire, e strade zeppe di prostitute. Il problema dei quartieri baluardi della prostituzione in strada è diventato una piaga sociale: gli abitanti si lamentano, i giovani hanno paura a uscire di casa, i genitori urlano all’immoralità, oddio il buongusto, dove è finito il decoro, aiuto ci sono i trans... 

Ma è inutile ripetere che il problema è di gran lunga un’altra cosa: donne sfruttate, minori allo sbando, protettori incontrollabili e violenti, clienti irrispettosi, famiglie sfasciate. E ancora: strade pericolose, ma non perché le prostitute o i trans ci possono aggredire, bensì perché chi li frequenta cambia direzione con la propria auto improvvisamente, senza inserire la freccia, o sbuca dal buio senza luci, senza contare che spesso chi sta ai bordi della strada per lavorare, nemmeno si distingue e chi passa semplicemente da lì, rischia di investire qualcuno. 

Bisogna trovare una soluzione a tutto questo, ma questa “benedetta” soluzione, chissà perché, non possono essere le case chiuse. Siamo pur sempre il Paese che nega l’evidenza e che si nasconde dietro l’ipocrisia e la presunzione di far sparire un fenomeno che esiste da prima del Big Bang (tanto per rimanere in tema con i progressi scientifici degli ultimi giorni). Quindi si apriranno magicamente le porte dei club del sesso: non più bordelli, non sia mai case chiuse, saranno club privati, con destinazione d’uso nota e clienti scelti. Via libera dunque agli “addetti ai lavori” di riorganizzare i traffici, ma non in strada. 

prostituzione-1Il disegno di legge del Ministro Mara Carfagna, presentato prima dell’estate, è infatti stato approvato e sostiene che la prostituzione è un reato solo in strada, fra quattro mura no: le sanzioni ipotizzate prevedono l'arresto, da 5 a 15 giorni, oltre che un'ammenda, da 200 euro a 3.000 euro. In arrivo anche un giro di vite contro la prostituzione minorile. Per chi sfrutta le baby prostitute, è previsto il carcere da 6 a 12 anni e multe da 15 mila a 150 mila euro. Si ricorrerà anche al rimpatrio assistito purché sia nell'interesse del minore. 

Soluzione? Falsa chimera? Compromesso? E sarà poi veramente applicata questa norma? Le strade torneranno “libere”? C’è chi la sua opinione ce l’ha ben chiara e non è per niente positiva: Pia Covre, fondatrice del Comitato per i diritti civili delle prostitute, non è per niente contenta del nuovo provvedimento. "Le nuove norme in materia di prostituzione che si vogliono introdurre vanno solo a colpire i più deboli"; la Covre sottolinea la "schizofrenia" del governo "che se da una parte vuole svuotare le carceri, dall'altra le andrà a riempire di prostitute e di clienti". Secondo un suo calcolo finiranno in carcere centinaia di persone tra prostitute e clienti, a causa di queste nuove norme. E poi, aggiunge, "perché mandare in galera persone che non commettono atti criminali ma vendono solo il loro corpo per vivere? Si vuole criminalizzare il sesso a pagamento". Sì, ma solo quello in strada, non è un controsenso? Allora il reato non è prostituirsi, ma occupare il suolo pubblico; parliamone allora, non nascondiamoci dietro i fantasmi. Fa inoltre notare la Covre, che "i clienti che possono pagare di più useranno Internet, i loro club, le loro case, mentre quelli più poveri che non hanno che la strada saranno puniti". 

E su questo punto rimango perplessa: è vero che si parla di un fenomeno che non si sradicherà mai, ma la libertà di andare a prostitute non deve essere addirittura un diritto garantito da sussidi dello Stato, non è qualcosa di indispensabile come avere una casa, nutrirsi, vestirsi, avere una pensione. Quindi non dovrebbe proprio dirsi una frase come “i clienti più poveri saranno puniti”. E’ pur sempre vero tuttavia, che la Covre dice una cosa verissima: nel bene o nel male che sia, a pagare di più sono sempre quelli che hanno meno.