pianetadonna.it

Combat Porn

La pornografia come alleata delle nuove femministe. Le nuove forme di lotta per l'emancipazione femminile passano anche attraverso l'uso "estremo" del proprio corpo

di Emanuela _Cerri 11 settembre 2006

Chi volesse avere notizie degli ultimi epigoni del femminismo occidentale avrebbe maggiori possibilità di ottenerle affittando una videocassetta “vietata ai minori” o facendosi un giretto tra le milioni di pagine internet identificate come “xxx”, piuttosto che recandosi nelle piazze e nei luoghi del dissenso sociale, sempre meno frequentati dalle reduci delle lotte degli anni ’60 e ’70.
E’ questa la (forse) paradossale evoluzione di un movimento nato con le durissime lotte di inizio secolo per il riconoscimento dei diritti civili delle donne e sfociato nella rivoluzione sessuale, che, partita dai campus americani negli anni ’60, si è poi diffusa a macchia d’olio per il mondo proponendosi la liberazione del corpo e della sessualità dagli schemi della società patriarcale e la costruzione di un rapporto di genere radicalmente diverso.
Questi movimenti femministi identificavano qualsiasi forma commerciale che utilizzasse il corpo femminile quale mezzo per vendere un prodotto come la riproposizione del ruolo subordinato della donna, sfruttata come forza lavoro nelle case e destinata, nella società capitalistica, a essere un oggetto del desiderio inevitabilmente alienato e  separato da tutto ciò che caratterizza invece il genere femminile da un punto di vista intellettuale.
Inutile dire che in quegli anni, pur così liberali da un punto di vista dei costumi sessuali, la pornografia era vista come uno dei grandi mali da combattere.
“La pornografia è la teoria, lo stupro è la pratica”, si poteva leggere nei documenti femministi, e questa era la visione prevalente tra le femministe di tutto il mondo, per le quali la rappresentazione pornografica era da considerarsi equivalente al gesto di dar fuoco a una croce di fronte alla casa di un afro-americano o a quello di tracciare una svastica sulle vetrine di un negozio di proprietà di un ebreo: ovvero un’istigazione alla violenza, non più razziale, in questo caso, ma di genere.
Questa visione della pornografia iniziò a cambiare a partire dagli anni ’80.
La revisione del concetto di pornografia ebbe una lunga elaborazione teorica, sorretta e guidata dalle lotte dell’America liberal contro la censura e dagli innovativi studi accademici sulle rappresentazioni sociali, ma divenne d’attualità e si impose nella società grazie al lavoro di coloro che, pur avendo coltivato buone letture, si gettarono anima e corpo nella rivoluzione della pornografia: le attrici.
Pat Califia, Annie Sprinkle e Susie Bright, pur interpretando ognuna di esse in maniera diversa la loro missione, contribuirono a imporre un diverso modo di fare pornografia e, soprattutto, un diverso modo di leggerla e recepirla.
Nei film di Annie Sprinkle la protagonista, abbandonati i panni dell’oggetto sessuale, diventava una cacciatrice di uomini, mentre la sceneggiatura e la regia dei suoi film si incentravano maggiormente sull’orgasmo femminile piuttosto che sul piacere maschile, e la pornostar parlava agli spettatori in maniera diretta, guardando dritto in camera, e raccontando i dettagli della propria vita e le proprie emozioni e sentimenti.
Dagli inizi degli anni ’80 a oggi le idee e le pratiche del femminismo pornografico si sono ulteriormente radicalizzate e si sono legate alle nuove avanguardie artistiche che, operando sempre più in profondità sui corpi e sulle loro modificazioni, hanno di fatto reso ancora più labile il confine tra pornografia e performance artistica.
L’uso del proprio corpo, anche nelle forme meno socialmente accettate, è da intendersi come un mezzo di conoscenza di sé stessi, e pertanto la sessualità femminile, lungi dall’essere nuovamente cristallizzata in un’immagine di “purezza” politicamente corretta, deve essere messa in scena e raccontata in tutta la sua complessità.
La pornografia non è più oggi, per le teoriche del nuovo femminismo, un invito alla violenza di genere o una estrema forma di oggettivazione del corpo femminile, e il messaggio della pornografia deve essere considerato come “interpretabile”, così come avviene per ogni altra forma di comunicazione.
Allo stesso modo le pornostar, scrivendo e dirigendo i propri film, abbandonano il cliché della passività femminile e si appropriano di un proprio ruolo forte, a volte di vero e proprio dominio, per esprimere sé stesse e la proprio sessualità, liberata a tal punto da poter essere “commercializzata” a fini artistici o, più prosaicamente, di guadagno.
Nell’era della comunicazione digitale, grazie a  Internet e alla telefonia mobile, l’accesso alla pornografia, da parte di tutte le fasce di popolazione, è diventato quasi totale. E allo stesso modo la diffusione di videocamere e macchine fotografiche digitali permettono oggi a milioni di persone di riprendere e diffondere le proprie immagini più private.
Questa nuova socializzazione pornografica, presente in quasi tutte le abitazioni collegate a Internet, ha cambiato usi e costumi sessuali e soprattutto il modo delle donne di “leggere” il porno.
E mentre centinaia di migliaia di semplici studentesse o casalinghe guadagnano migliaia di euro al mese mostrando i propri corpi su videochat a pagamento, e altre centinaia di migliaia di altre ragazze “postano” le loro foto sempre più piccanti su blog e siti internet, le nuove avanguardie del femminismo si impossessano della rete per raccontare nuovi modelli di femminilità.
La pornostar francese Ovidie pubblica a soli 21 anni un “PornoManifesto” nel quale afferma di difendere e portare avanti la sua precoce militanza femminista attraverso il suo ruolo di attrice hard, e centinaia di altre giovani femministe, per lo più britanniche e statunitensi, pubblicano i loro scritti sui blog insieme a foto e video ad altissimo contenuto erotico.
Studentesse di filosofia, attiviste politiche, artiste o semplici impiegate: nessuna discriminante viene posta tra uno stile di vita, superficialmente agli antipodi, e la loro pratica porno-femminista.
E nel frattempo prosperano su internet i siti erotici e pornografici dedicati al mondo alternativo, goth, fetish, punk o dark, a conferma di un interesse sempre maggiore per una donna non più oggetto sessuale ma pienamente soggetto sessuale, meno femminile (secondo i canoni tradizionali) e più aggressiva.
Anche questa fase del femminismo sarà destinata ad essere superata da nuove teorie, e probabilmente questo legame tra lotta per l’emancipazione di genere e la pornografia verrà visto tra qualche anno solo come una stramberia passeggera.
Però il contributo reciproco tra questi due universi ha permesso la nascita di un pensiero innovativo, che sembra aver finalmente iniziato ad abbandonare le riproposizioni, in chiave formalmente progressista, di un pensiero sociale in realtà tradizionalista e conservatore.
Perché la pornografia, che se ne pensi bene o se ne pensi male, è da sempre uno dei luoghi più rappresentativi nel quale una società si specchia, per la sua natura di rappresentazione pubblica dei desideri che si vorrebbero tenere maggiormente privati.
E il desiderio delle donne, in questo particolare momento storico, sembra essere quello della piena liberazione del proprio corpo, sottoponendolo a un progetto di vita pronto ad assumersi i rischi di una lotta che sfrutta le armi storiche del nemico per ribellarsi e sconfiggerlo.

Hai trovato interessante questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

15
Commenti

Pagina 1 di 2:
1 2 > »
f domenica, 12 agosto 2007

234523

f

n° 10
Helga lunedì, 2 luglio 2007

234523

http://haldimand-hills-st-anne.unicyclevictoria.com/index.html

n° 9
Helga lunedì, 25 giugno 2007

234523

http://lexaworld.info/dating-services-and-reno/index.html

n° 8
sdgdag domenica, 29 luglio 2007

sdgdag

Hi! I sdrtg rst rt wert

Bush lunedì, 18 giugno 2007

234523

http://firststopsystems.info/2gb-sandisk/index.html

n° 7
Bush domenica, 17 giugno 2007

234523

http://wanword.info/armband-zen/creative-zen-micro-armband.html

n° 6
Chiudi
Aggiungi un commento a Combat Porn...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
  • Pubblica su Facebook:
* campi obbligatori
Pagina 1 di 2:
1 2 > »