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Scegli tu: contraccezione responsabile

Scegli tu: contraccezione responsabile

di Emanuela _Cerri 14 giugno 2005

A cura della redazione SEX di Gialpower

 

contraccezione_1Solo una donna italiana su quattro tra i 15 e i 45 anni usa metodi sicuri; record negativo anche nel numero di figli. Tra le cause, secondo gli esperti, meno sesso e aumento di sterilità. Le italiane non amano la contraccezione sicura: secondo i risultati di un’indagine condotta su un campione di duemila donne tra i 15 e i 45 anni, solo la metà utilizza metodi anti-concezionali. E da una ricerca europea emerge che le connazionali sono agli ultimi posti in Europa per uso dei contraccettivi più sicuri. 

Nel Belpaese la scelta del metodo si basa essenzialmente sul “fai da te” specie tra le giovanissime, più della metà (55 per cento) delle 15-19enni. Quasi quattro intervistate su dieci scelgono o hanno scelto da sole quale metodo usare mentre il consiglio del medico di fiducia viene meno considerato rispetto a quello di amiche o sorelle maggiori. 

Nonostante la diffidenza verso i contraccettivi e il loro scarso uso, le italiane detengono però anche un altro record europeo negativo, quello della fertilità con 1,30 figli a testa e un tasso di crescita della popolazione tra i più bassi del mondo (-0,7). È l’ennesimo paradosso italiano, evidenziato nel corso della presentazione della campagna nazionale Scegli Tu, della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO). Per il prof. Antonio Ambrosini, presidente della SIGO e direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Padova, “i dati sembrano indicare che il contenimento della natalità italiana sia stato raggiunto nonostante lo scarso utilizzo di contraccettivi e mediante l’uso di metodiche inaffidabili: le italiane riescono dunque a controllare la propria fecondità nonostante paure e disinformazione”. “Per questo”, aggiunge il prof. Emilio Arisi, consigliere della SIGO e direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Trento “come Società scientifica che rappresenta tutti gli specialisti della salute sessuale delle donne, abbiamo deciso di intervenire dando avvio alla campagna di sensibilizzazione e informazione Scegli Tu che prevede varie iniziative tra cui incontri con medici, un sito internet dedicato all’argomento e soprattutto l’infoline 800.00.22.21, numero verde gratuito operativo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 al quale i ginecologi forniscono informazioni aggiornate su tutti i metodi contraccettivi. 

La campagna prende il via dopo un’indagine da cui emerge che poco più della metà delle italiane (53 per cento) fa ricorso a qualsiasi metodo contraccettivo: dopo la pillola il più diffuso è il preservativo, seguito dal coito interrotto e da altri sistemi quali spirale, diaframma e metodi naturali. Questo significa che il rimanente 47 per cento non previene la gravidanza: il 21 per cento non usa contraccettivi, il 26 per cento ha smesso di usarli. Il paradosso italiano che lega poca contraccezione a bassa natalità, secondo Emilio Arisi, solleva numerose domande: “Gli italiani fanno meno l’amore? Stanno sperimentando problemi di fertilità come la sterilità di coppia, sono in aumento gli aborti spontanei?” Certo è che questi ultimi sono passati da 56.000 nel 1982 a 70.000 nel 2001. Sembrerebbe però che le donne italiane abbiano una buona conoscenza dell’efficacia della contraccezione: da questo punto di vista ad esempio la pillola è considerata ottimale da 7 donne su 10. Il 61 per cento ritiene che le gravidanze indesiderate siano causate dal non uso di sistemi contraccettivi e il 26 per cento che siano dovute all’utilizzo di sistemi poco sicuri, come il coito interrotto. 

“Le 15-45enni hanno idee molto chiare circa l’affidabilità dei metodi” commenta il prof. Enrico Finzi, sociologo “ma ciò nonostante li utilizzano meno delle altre europee”. Finzi ne deduce che “l’Italia é più indietro di quel che vorrebbe e di quel che crede di essere, si trova a metà del guado tra arcaismo e modernità, con notevoli differenze regionali”. Scegli tu ha l’obiettivo, dunque, di fornire, accanto ad un’informazione non istituzionalizzata e quindi spesso contraddittoria perché gestita da varie fonti, un percorso guidato da esperti, che accompagnino chi ne avesse bisogno verso una scelta reale, senza dimenticare che il supporto del ginecologo è fondamentale. 

Info tratte da Donneonline.it e Scegli tu.it 
Linea diretta con la contraccezione numero verde 800 0022 21 (lunedì -venerdì dalle 9 alle 17)
La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia è l’associazione sovrana che riunisce gli specialisti in ostetricia e ginecologia operanti nella realtà italiana. Tra i molteplici obiettivi di SIGO è quello di «...favorire il raggiungimento di un più elevato livello di salute della donna, finalizzando a ciò le sue attività per l'intero fenomeno riproduttivo umano...». In questo senso S.I.G.O. intende fornire informazioni corrette sui metodi contraccettivi perché la scelta possa scaturire da una conoscenza ampia e condivisa.. E tu, partecipi alla scelta? Il tuo coinvolgimento è importante. Scegli il suo profilo ed entra con lei nella città delle donne... scoprirete insieme tutte le strade che portano alla scelta del vostro contraccettivo.

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rea giovedì, 6 settembre 2007

posta del cuore

ragazze date un okkiata

n° 5
hello venerdì, 12 gennaio 2007

La sessualità umana

La sessualità umana
Non di rado si rimprovera al cristianesimo di esser stato avversario della corporeità. Ciò però è sbagliato, perché la fede cristiana, ha sempre considerato l'uomo nella sua unione di spirito e materia.



• Qual è l’importanza umana della sessualità?

La sessualità umana è una conformazione strutturale della persona, che ne caratterizza il suo essere, e lo attualizza nella dimensione relazionale di apertura verso l’altro. L’uomo e la donna sono per costituzione rivolti l’uno all’altro: è proprio questa alterità e originalità che ne consentono la reciprocità e l’integrazione.

La persona umana è così profondamente influenzata, in ogni sua espressione, dalla sessualità, che questa deve essere considerata come uno dei fattori che danno alla vita di ciascuno i tratti principali che la distinguono. Dal sesso, infatti, la persona umana deriva le caratteristiche che, sul piano biologico, psicologico e spirituale la fanno uomo o donna, condizionando così l’iter del suo sviluppo verso la maturità e il suo inserimento nella società. La sessualità, con le sue manifestazioni, si colloca all’incrocio tra biologico e psichico, tra natura e cultura, tra identità personale e le sue condizioni naturali e culturali.

La sessualità si differenzia nell’uomo (mascolinità) e nella donna (femminilità): le differenze sessuali tra uomo e donna, pur manifestandosi certamente con attributi fisici, di fatto trascendono il puramente fisico e toccano il mistero stesso della persona. La persona è maschio o femmina dal suo concepimento e lo è in maniera irreversibile, in quanto il suo genotipo, cioè il complesso dei caratteri genetici di un individuo, si ritrova in tutte le cellule nucleate del suo corpo di uomo o di donna.

La sessualità pertanto non è:
- un aspetto accidentale o secondario della personalità
- una costruzione culturale o sociale
- un elemento passeggero, transitorio.

• La Fede cristiana come considera la sessualità?

La Fede cristiana accoglie e completa tutti gli aspetti positivi che già sul piano umano caratterizzano sessualmente la persona ed in particolare mette in stretta correlazione la sessualità con una certa concezione e attuazione dell’amore: “non quello della concupiscenza, che vede solo oggetti con cui soddisfare i propri appetiti, ma quello dell’amicizia e dell’oblatività, in grado di riconoscere e amare le persone per se stesse. È un amore capace di generosità, a somiglianza dell’amore di Dio; si vuol bene all’altro perché lo si riconosce degno di essere amato. È un amore che genera la comunione tra persone, poiché ciascuno considera il bene dell’altro come proprio. È un dono di sé fatto a colui che si ama, in cui si scopre, si attua la propria bontà nella comunione di persone e s’impara il valore di essere amato e di amare” (Sessualità umana: verità e significato, n.9).

Inoltre, nella visione cristiana, l’importanza della sessualità è ancor maggiormente motivata, perché l’essere immagine di Dio si manifesta, sin dall’inizio della storia umana, nella caratterizzazione sessuale: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gn 1,27) e pertanto quando un uomo e una donna uniscono il loro corpo e il loro spirito in un atteggiamento di totale apertura e donazione di sé, formano una nuova immagine di Dio. La loro unione in una sola carne non risponde semplicemente a una necessità biologica, ma all’intenzione del Creatore che li conduce a condividere la felicità di essere fatti a sua immagine.

Tale concezione umano-cristiana della sessualità impedisce che:
- le persone si usino come si usano le cose
- la sessualità venga considerata come una dimensione del tutto al di fuori delle norme morali, dove non ci sono in gioco valori o disvalori, ma solamente gusti personali sui quali a nessuno è lecito esprimere giudizi morali. La pretesa di porre la sessualità al di fuori e al di sopra di ogni ordine morale, in una sfera di diritti intangibili, è il frutto di una cultura radicale, di un individualismo estremo in cui i valori diventano il prodotto esclusivo di una erronea concezione della libertà del singolo.

• Esiste una superiorità di un sesso rispetto all’altro?

La Bibbia non dà alcun adito al concetto di una superiorità naturale del sesso maschile rispetto a quello femminile. Nonostante le loro differenze, i due sessi godono di una implicita eguaglianza e pari dignità: «Creando l’uomo “maschio e femmina”, Dio dona la dignità personale in eguale modo all’uomo e alla donna, arricchendoli dei diritti inalienabili e delle responsabilità che sono proprie della persona umana» (Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, 22).

Uguaglianza, sì, tra i sessi, ma nella distinzione, reciprocità e complementarità:
- ciascuno realizza in maniera peculiare la propria identità sessuale
- l’uomo e la donna hanno bisogno l’uno dell’altra per raggiungere una pienezza di vita.

• Qual è la positività del corpo umano?

La Fede cristiana ha una concezione positiva del corpo umano, dovuta al fatto che il corpo è dono di Dio creatore, è stato assunto da Cristo nell’Incarnazione, è tempio dello Spirito Santo ed è chiamato alla risurrezione alla fine di questo mondo.

L’amore umano abbraccia quindi la dimensione corporale e il corpo diventa così una espressione di un amore spirituale. La sessualità quindi non è qualcosa di puramente biologico, ma riguarda piuttosto il nucleo intimo della persona. L’uso della sessualità come donazione fisica ha la sua verità e raggiunge il suo pieno significato quando diventa espressione della donazione personale dell’uomo e della donna fino alla morte. Nello stesso tempo il cristiano è consapevole che alle origini del mondo c’è stato il peccato originale, il quale ha ferito questa positività del corpo. Tale positività è dunque per la persona un progetto da realizzare, anche con fatica e rinunce. Non si tratta però di un progetto impossibile, in quanto Cristo è venuto per rendere possibile la realizzazione di tale progetto.

• Come la Chiesa Cattolica valuta la masturbazione?

- La Chiesa cattolica afferma che “la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato. La ragione principale è che qualunque ne sia il motivo, l’uso deliberato della facoltà sessuale, al di fuori dei rapporti coniugali normali, contraddice essenzialmente la sua finalità” (CDF, Alcune questioni di etica sessuale, n. 9).
- Nella masturbazione, “il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della relazione sessuale richiesta dall’ordine morale, quella che realizza, in un contesto di vero amore, l’integro senso della mutua donazione e della procreazione umana.
- Al fine di formulare un equo giudizio sulla responsabilità morale dei soggetti e per orientare l’azione pastorale, si terrà conto dell’immaturità affettiva, della forza delle abitudini contratte, dello stato d’angoscia o degli altri fattori psichici o sociali che possono attenuare, se non addirittura ridurre al minimo, la colpevolezza morale” (CCC, n. 2352).

• Qual è il criterio principale della moralità dell’atto sessuale?

L'onestà morale di questo atto è il rispetto della sua finalità, che è duplice: quella unitiva e procreativa. Con il suo significato unitivo, si evidenzia che nell’atto sessuale: sono coinvolte inscindibilmente entrambi le dimensioni personali: quella corporale e quella spirituale.

Nel dono del corpo, l’uomo e la donna si riconoscono e si accolgono come donazione e accoglienza, come comunione integrale e definitiva ed esprimono, in modo esclusivo, il dono reciproco e disinteressato di un certo tipo di amore: quello totale, fedele e indissolubile l’uno per l’altra. Poiché il rapporto sessuale coinvolge tutte le dimensioni della persona (fisiche, psichiche, affettive, spirituali…) coinvolge anche tutte queste caratteristiche dell’amore.

Nello stesso tempo, col significato procreativo, si esprime simultaneamente l’apertura al dono della vita: il figlio, accolto come persona, dono, promessa, compito. Tra questi due significati dell’atto sessuale esiste una connessione inscindibile, che Dio ha voluto e che l’uomo non può lecitamente rompere di sua iniziativa. “Salvaguardando ambedue questi aspetti essenziali, unitivo e procreativo, l’atto coniugale conserva integralmente il senso del mutuo e vero amore ed il suo ordinamento all’altissima vocazione dell’uomo alla paternità” (Donum vitae, n.4). Il tentativo di separare l’esercizio della sessualità dalla sua responsabile apertura alla vita, così come quello, simmetricamente antitetico, di sradicare la procreazione umana dal contesto sponsale tra l’uomo e la donna, costituiscono gravissime ferite alla verità dell’amore e alla dignità delle persone.

• Perché la Fede cristiana riserva l’atto sessuale solo all’interno del sacramento del matrimonio?

La Fede cristiana riserva l’atto sessuale solo all’interno del sacramento del matrimonio perché solo nel matrimonio si possono realizzare pienamente e inscindibilmente i due significati dell’atto sessuale. Al di fuori del matrimonio, l’atto sessuale non realizza, o realizza solo parzialmente, la ricchezza e la bellezza di tali suoi significati. A questo amore coniugale, e soltanto a questo, appartiene la donazione sessuale, che si realizza in modo veramente umano, solo se è parte integrante dell’amore con cui l’uomo e la donna si impegnano totalmente l’uno verso l’altra fino alla morte. Per realizzare tale obbiettivo i coniugi possono contare sulla grazia divina che è propria e specifica del sacramento del matrimonio. Ma è necessario pure l’impegno personale di ciascuno dei coniugi. Per questo non sempre si realizza tale obbiettivo.

Quando i due sposi rispettano e perseguono i due significati nel loro rapporto coniugale essi:
- lodano e ringraziano Dio
- lo benedicono
- manifestano e incarnano l’amore disinteressato, fedele e indissolubile di Dio
- si santificano a vicenda
- fanno crescere nella santità la propria famiglia, la Chiesa e l’umanità.

• Quale importanza ha l’astenersi dall’atto sessuale fuori del matrimonio, e talvolta anche nel matrimonio?

È importante non tanto nel suo aspetto di rinuncia o di sacrificio, quanto di rispetto della propria sessualità, considerata e vissuta nelle dimensioni e nei valori umano-cristiani sopra descritti. L’astenersi dai rapporti sessuali (continenza), oltre che evitare il rischio di una procreazione indesiderata, rappresenta un autentico segno di attenzione, rispetto, amore autentico e pieno dell’altra persona.

L’attesa può accrescere, purificare e perfezionare il desiderio della mutua donazione e sviluppare una onesta e casta gestualità affettiva coniugale ma può anche costituire un buon allenamento per rispettare la fedeltà coniugale all’interno del matrimonio, sopratutto durante i periodi di assenza temporanea e/o prolungata del coniuge, o durante i momenti di indisposizione o malattia dell’uno o dell’altro.

Ciò esige certamente un continuo sforzo, ma, grazie al suo benefico influsso, la persona può sviluppare integralmente la propria personalità, arricchendola di valori spirituali favorendo l’attenzione verso l’altro in modo da bandire l’egoismo, nemico del vero amore.

• Che cos’è la castità?

La castità è l’affermazione gioiosa di chi sa vivere il dono di sé, libero da ogni schiavitù egoistica. Ciò fa maturare la propria persona e la riempie di pace interiore, rendendola capace di rispettare gli altri, perché fa vedere in essi persone da rispettare in quanto create a immagine di Dio e per la grazia figli di Dio. È anche la custodia di un dono ricevuto, prezioso e ricco, quello dell’amore, in vista del dono di sé che si realizza nella vocazione specifica di ognuno. La castità è dunque quella energia spirituale che sa difendere l’amore dai pericoli dell’egoismo e dell’aggressività e sa promuoverlo verso la sua piena realizzazione.

• Perché è importante la castità?

Perché essa consente di vivere la propria dignità di persona in pienezza, coinvolgendo le qualità fisiche-psichiche-affettive, spirito e corpo, in un progetto globale di vita: due in uno, un cuor solo e un’anima sola, una comunione di vita e di amore. Inoltre consente di vivere la propria sessualità all’interno dell’amore, inteso come gioiosa e reciproca comunione di tutto ciò che si è e si ha, come donazione disinteressata, totale e definitiva di sé all’altro.

“Il dominio di sé è un’opera di lungo respiro. Non lo si potrà mai ritenere acquisito una volta per tutte. Suppone un impegno da ricominciare ad ogni età della vita. Lo sforzo richiesto può essere maggiore in certi periodi, quelli, per esempio, in cui si forma la personalità, l’infanzia e l’adolescenza” (CCC, n. 2342)

• Quali caratteristiche ha la castità?

La castità, che va attuata sia nel matrimonio sia nella verginità, richiede un’educazione graduale e integrale della volontà, dei sentimenti, delle emozioni. “Conosce leggi di crescita, la quale passa attraverso tappe segnate dall’imperfezione e assai spesso dal peccato. L’uomo virtuoso e casto si costruisce giorno per giorno, con le sue numerose libere scelte: per questo egli conosce, ama e compie il bene morale secondo tappe di crescita. Rende colui che la pratica un testimone, presso il prossimo, della fedeltà e della tenerezza di Dio. Indica al discepolo come seguire ed imitare Colui che ci ha scelti come suoi amici, si è totalmente donato a noi e ci ha reso partecipi della sua condizione divina. La castità è promessa di immortalità”. (CCC, nn. 2343, 2345- 2346)

La castità salvaguarda la sessualità dalle sue manipolazioni, la protegge dalla sua banalizzazione e la riscopre come mistero addirittura divino, incontro con l’altro, che è annuncio dell’incontro con Dio. In questo modo la castità evita di ridurre la persona a puro possesso, come se la persona fosse un oggetto, ed impedisce che si ceda ad interessi individualistici, egoistici che possono produrre frutti amari di sfruttamento e violenza. La castità non è pertanto né il rifiuto della sessualità né la disistima dei valori e delle esigenze della sessualità.

• Tutti sono chiamati a vivere la castità?

Ogni persona è chiamata alla castità, secondo il proprio stato di vita. Le esigenze di questa virtù s’impongono a tutti: ai giovani, alle coppie sposate, ai singoli, alle persone consacrate. Le persone sposate sono chiamate a vivere la castità coniugale; le altre praticano la castità nella continenza in quanto gli atti legati alla genitalità sono moralmente buoni solo all’interno del matrimonio, nel quale il loro esercizio resta comunque regolato da questa stessa virtù di castità.

"I fidanzati sono chiamati a vivere la castità nella continenza. Messi così alla prova, scopriranno il reciproco rispetto, si alleneranno alla fedeltà e alla speranza di riceversi l’un l’altro da Dio. Riserveranno al tempo del matrimonio le manifestazioni di tenerezza proprie dell’amore coniugale. Si aiuteranno vicendevolmente a crescere nella castità” (CCC, nn. 2349 -2350).

La tradizione cristiana ha sempre affermato il valore della verginità e del celibato, che promuovono rapporti di casta amicizia tra persone, e nel contempo sono segno della realizzazione escatologica di tutto l’amore creato nell’amore increato della Beata Trinità.

• È facile vivere la castità?

La fedeltà alle esigenze di una vita casta può essere difficile e richiedere sacrifici. Ma difficile non vuol dire impossibile. La castità è frutto della grazia di Dio (attraverso la preghiera e i sacramenti), dell’impegno personale e dello sforzo culturale, che tutta la società deve mettere in atto. È vero che, nella nostra civiltà erotizzata, molti insinuano che resistere a pulsioni considerate irresistibili può provocare squilibri psichici. Ma ciò significa non vedere quanto la persona possa crescere assumendo coraggiosamente le sue responsabilità e dominando le proprie spinte istintive.

• Come educare alla castità?

L'educazione alla castità comporta un impegno che parte dalla più tenera età, attraverso i genitori in un primo momento e gli educatori in seguito, sostenendo la crescita della persona con il dialogo personalizzato, l’esempio e la preghiera. L’informazione sessuale va sempre collocata nel contesto dell’educazione all’amore, e deve essere sempre positiva e prudente, chiara e delicata.

La Chiesa cattolica sostiene che l’educazione sessuale, diritto e dovere fondamentale dei genitori, deve attuarsi sempre sotto la loro guida sollecita, sia in casa sia nei centri educativi da essi scelti e controllati. In questo senso la Chiesa ribadisce la legge della sussidiarietà, che la scuola è tenuta ad osservare quando coopera all’educazione sessuale, collocandosi nello spirito stesso che anima i genitori e il rispetto dei diritti della persona, in particolare quello di ricevere un’informazione ed un’educazione che rispettino le dimensioni morali e spirituali della vita umana

Educare alla castità comporta anche la purezza del pensiero, dell’intenzione e dello sguardo, mediante la disciplina dei sentimenti e dell’immaginazione, e mediante il rifiuto di ogni compiacenza nei pensieri impuri, ma anche l’educazione a tutte le altre virtù umane e cristiane e, in modo particolare, all’amore cristiano che è caratterizzato dal rispetto, dall’altruismo e dal servizio e che in definitiva è chiamato carità e il rifiuto dell’”esaltazione del corpo”, tipica della “morale laica”, con cui si trovano a fare i conti gli adolescenti e i giovani, sommersi da messaggi e immagini di un corpo giovane, bello, desiderabile, che non invecchia, pronto a godere nelle modalità più svariate, che può essere costantemente rinnovato in palestra, beauty center, interventi di chirurgia estetica.

• Perché è importante il pudore?

“La purezza esige il pudore. Esso è una parte integrante della temperanza. Il pudore preserva l’intimità della persona. Consiste nel rifiuto di svelare ciò che deve rimanere nascosto. È ordinato alla castità, di cui esprime la delicatezza. Regola gli sguardi e i gesti in conformità alla dignità delle persone e della loro unione. Il pudore custodisce il mistero delle persone e del loro amore. Suggerisce la pazienza e la moderazione nella relazione amorosa; richiede che siano rispettate le condizioni del dono e dell’impegno definitivo dell’uomo e della donna tra loro. Il pudore è modestia. Ispira la scelta dell’abbigliamento. Conserva il silenzio o il riserbo là dove traspare il rischio di una curiosità morbosa. Diventa discrezione.

Esiste non soltanto un pudore dei sentimenti, ma anche del corpo. Insorge, per esempio, contro l’esposizione del corpo umano in funzione di una curiosità morbosa in certe pubblicità, o contro la sollecitazione di certi mass-media a spingersi troppo in là nella rivelazione di confidenze intime. Il pudore detta un modo di vivere che consente di resistere alle suggestioni della moda e alle pressioni delle ideologie dominanti. Le forme che il pudore assume variano da una cultura all’altra. Dovunque, tuttavia, esso appare come il presentimento di una dignità spirituale propria dell’uomo. Nasce con il risveglio della coscienza del soggetto. Insegnare il pudore ai fanciulli e agli adolescenti è risvegliare in essi il rispetto della persona umana” (CCC, nn. 2521-2554).

Il pudore comporta il rispetto dell’intimità: se un bambino o un giovane vede che si rispetta la sua giusta intimità, allora saprà che ci si aspetta che anch’egli dimostri lo stesso atteggiamento nei confronti degli altri. In questo modo, egli impara a coltivare il proprio senso di responsabilità di fronte a Dio, sviluppando la sua vita interiore e il gusto della libertà personale, che lo rendono capace di amare meglio Dio e gli altri.



IL MAGISTERO DELLA CHIESA

• CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (CCC), nn. 2331- 2400
• CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE:
Persona humana, Alcune questioni di etica sessuale, 1975
• COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE:
Comunione e servizio, la persona umana creata a immagine di Dio, 2004
• PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA:
Sessualità umana: verità e significato, 1995

n° 4
B venerdì, 16 marzo 2007

Re: nuova pillola a basso prezzo

Importante è vivere la propria sessualità....
meglio ancora se protetti con una nuova pillola proposta dalla mia ginecologa 20 gammma quindi leggera ma leggera soprattutto x le ns tasche solo 6,75E. Si chiama ESTINETTE!!!! passa te a lei e potrete fare dei vs soldi quello che piu' volete
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> • Qual è l’importanza umana della sessualità?
>
> La sessualità umana è una conformazione strutturale
> della persona, che ne caratterizza il suo essere, e
> lo attualizza nella dimensione relazionale di
> apertura verso l’altro. L’uomo e la donna sono per
> costituzione rivolti l’uno all’altro: è proprio
> questa alterità e originalità che ne consentono la
> reciprocità e l’integrazione.
>
> La persona umana è così profondamente influenzata,
> in ogni sua espressione, dalla sessualità, che
> questa deve essere considerata come uno dei fattori
> che danno alla vita di ciascuno i tratti principali
> che la distinguono. Dal sesso, infatti, la persona
> umana deriva le caratteristiche che, sul piano
> biologico, psicologico e spirituale la fanno uomo o
> donna, condizionando così l’iter del suo sviluppo
> verso la maturità e il suo inserimento nella
> società. La sessualità, con le sue manifestazioni,
> si colloca all’incrocio tra biologico e psichico,
> tra natura e cultura, tra identità personale e le
> sue condizioni naturali e culturali.
>
> La sessualità si differenzia nell’uomo
> (mascolinità) e nella donna (femminilità): le
> differenze sessuali tra uomo e donna, pur
> manifestandosi certamente con attributi fisici, di
> fatto trascendono il puramente fisico e toccano il
> mistero stesso della persona. La persona è maschio
> o femmina dal suo concepimento e lo è in maniera
> irreversibile, in quanto il suo genotipo, cioè il
> complesso dei caratteri genetici di un individuo,
> si ritrova in tutte le cellule nucleate del suo
> corpo di uomo o di donna.
>
> La sessualità pertanto non è:
> - un aspetto accidentale o secondario della
> personalità
> - una costruzione culturale o sociale
> - un elemento passeggero, transitorio.
>
> • La Fede cristiana come considera la sessualità?
>
> La Fede cristiana accoglie e completa tutti gli
> aspetti positivi che già sul piano umano
> caratterizzano sessualmente la persona ed in
> particolare mette in stretta correlazione la
> sessualità con una certa concezione e attuazione
> dell’amore: “non quello della concupiscenza, che
> vede solo oggetti con cui soddisfare i propri
> appetiti, ma quello dell’amicizia e
> dell’oblatività, in grado di riconoscere e amare le
> persone per se stesse. È un amore capace di
> generosità, a somiglianza dell’amore di Dio; si
> vuol bene all’altro perché lo si riconosce degno di
> essere amato. È un amore che genera la comunione
> tra persone, poiché ciascuno considera il bene
> dell’altro come proprio. È un dono di sé fatto a
> colui che si ama, in cui si scopre, si attua la
> propria bontà nella comunione di persone e s’impara
> il valore di essere amato e di amare” (Sessualità
> umana: verità e significato, n.9).
>
> Inoltre, nella visione cristiana, l’importanza
> della sessualità è ancor maggiormente motivata,
> perché l’essere immagine di Dio si manifesta, sin
> dall’inizio della storia umana, nella
> caratterizzazione sessuale: «Dio creò l’uomo a sua
> immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e
> femmina li creò» (Gn 1,27) e pertanto quando un
> uomo e una donna uniscono il loro corpo e il loro
> spirito in un atteggiamento di totale apertura e
> donazione di sé, formano una nuova immagine di Dio.
> La loro unione in una sola carne non risponde
> semplicemente a una necessità biologica, ma
> all’intenzione del Creatore che li conduce a
> condividere la felicità di essere fatti a sua
> immagine.
>
> Tale concezione umano-cristiana della sessualità
> impedisce che:
> - le persone si usino come si usano le cose
> - la sessualità venga considerata come una
> dimensione del tutto al di fuori delle norme
> morali, dove non ci sono in gioco valori o
> disvalori, ma solamente gusti personali sui quali a
> nessuno è lecito esprimere giudizi morali. La
> pretesa di porre la sessualità al di fuori e al di
> sopra di ogni ordine morale, in una sfera di
> diritti intangibili, è il frutto di una cultura
> radicale, di un individualismo estremo in cui i
> valori diventano il prodotto esclusivo di una
> erronea concezione della libertà del singolo.
>
> • Esiste una superiorità di un sesso rispetto
> all’altro?
>
> La Bibbia non dà alcun adito al concetto di una
> superiorità naturale del sesso maschile rispetto a
> quello femminile. Nonostante le loro differenze, i
> due sessi godono di una implicita eguaglianza e
> pari dignità: «Creando l’uomo “maschio e femmina”,
> Dio dona la dignità personale in eguale modo
> all’uomo e alla donna, arricchendoli dei diritti
> inalienabili e delle responsabilità che sono
> proprie della persona umana» (Giovanni Paolo II,
> Familiaris consortio, 22).
>
> Uguaglianza, sì, tra i sessi, ma nella distinzione,
> reciprocità e complementarità:
> - ciascuno realizza in maniera peculiare la propria
> identità sessuale
> - l’uomo e la donna hanno bisogno l’uno dell’altra
> per raggiungere una pienezza di vita.
>
> • Qual è la positività del corpo umano?
>
> La Fede cristiana ha una concezione positiva del
> corpo umano, dovuta al fatto che il corpo è dono di
> Dio creatore, è stato assunto da Cristo
> nell’Incarnazione, è tempio dello Spirito Santo ed
> è chiamato alla risurrezione alla fine di questo
> mondo.
>
> L’amore umano abbraccia quindi la dimensione
> corporale e il corpo diventa così una espressione
> di un amore spirituale. La sessualità quindi non è
> qualcosa di puramente biologico, ma riguarda
> piuttosto il nucleo intimo della persona. L’uso
> della sessualità come donazione fisica ha la sua
> verità e raggiunge il suo pieno significato quando
> diventa espressione della donazione personale
> dell’uomo e della donna fino alla morte. Nello
> stesso tempo il cristiano è consapevole che alle
> origini del mondo c’è stato il peccato originale,
> il quale ha ferito questa positività del corpo.
> Tale positività è dunque per la persona un progetto
> da realizzare, anche con fatica e rinunce. Non si
> tratta però di un progetto impossibile, in quanto
> Cristo è venuto per rendere possibile la
> realizzazione di tale progetto.
>
> • Come la Chiesa Cattolica valuta la masturbazione?
>
> - La Chiesa cattolica afferma che “la masturbazione
> è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato.
> La ragione principale è che qualunque ne sia il
> motivo, l’uso deliberato della facoltà sessuale, al
> di fuori dei rapporti coniugali normali,
> contraddice essenzialmente la sua finalità” (CDF,
> Alcune questioni di etica sessuale, n. 9).
> - Nella masturbazione, “il godimento sessuale vi è
> ricercato al di fuori della relazione sessuale
> richiesta dall’ordine morale, quella che realizza,
> in un contesto di vero amore, l’integro senso della
> mutua donazione e della procreazione umana.
> - Al fine di formulare un equo giudizio sulla
> responsabilità morale dei soggetti e per orientare
> l’azione pastorale, si terrà conto dell’immaturità
> affettiva, della forza delle abitudini contratte,
> dello stato d’angoscia o degli altri fattori
> psichici o sociali che possono attenuare, se non
> addirittura ridurre al minimo, la colpevolezza
> morale” (CCC, n. 2352).
>
> • Qual è il criterio principale della moralità
> dell’atto sessuale?
>
> L'onestà morale di questo atto è il rispetto della
> sua finalità, che è duplice: quella unitiva e
> procreativa. Con il suo significato unitivo, si
> evidenzia che nell’atto sessuale: sono coinvolte
> inscindibilmente entrambi le dimensioni personali:
> quella corporale e quella spirituale.
>
> Nel dono del corpo, l’uomo e la donna si
> riconoscono e si accolgono come donazione e
> accoglienza, come comunione integrale e definitiva
> ed esprimono, in modo esclusivo, il dono reciproco
> e disinteressato di un certo tipo di amore: quello
> totale, fedele e indissolubile l’uno per l’altra.
> Poiché il rapporto sessuale coinvolge tutte le
> dimensioni della persona (fisiche, psichiche,
> affettive, spirituali…) coinvolge anche tutte
> queste caratteristiche dell’amore.
>
> Nello stesso tempo, col significato procreativo, si
> esprime simultaneamente l’apertura al dono della
> vita: il figlio, accolto come persona, dono,
> promessa, compito. Tra questi due significati
> dell’atto sessuale esiste una connessione
> inscindibile, che Dio ha voluto e che l’uomo non
> può lecitamente rompere di sua iniziativa.
> “Salvaguardando ambedue questi aspetti essenziali,
> unitivo e procreativo, l’atto coniugale conserva
> integralmente il senso del mutuo e vero amore ed il
> suo ordinamento all’altissima vocazione dell’uomo
> alla paternità” (Donum vitae, n.4). Il tentativo di
> separare l’esercizio della sessualità dalla sua
> responsabile apertura alla vita, così come quello,
> simmetricamente antitetico, di sradicare la
> procreazione umana dal contesto sponsale tra l’uomo
> e la donna, costituiscono gravissime ferite alla
> verità dell’amore e alla dignità delle persone.
>
> • Perché la Fede cristiana riserva l’atto sessuale
> solo all’interno del sacramento del matrimonio?
>
> La Fede cristiana riserva l’atto sessuale solo
> all’interno del sacramento del matrimonio perché
> solo nel matrimonio si possono realizzare
> pienamente e inscindibilmente i due significati
> dell’atto sessuale. Al di fuori del matrimonio,
> l’atto sessuale non realizza, o realizza solo
> parzialmente, la ricchezza e la bellezza di tali
> suoi significati. A questo amore coniugale, e
> soltanto a questo, appartiene la donazione
> sessuale, che si realizza in modo veramente umano,
> solo se è parte integrante dell’amore con cui
> l’uomo e la donna si impegnano totalmente l’uno
> verso l’altra fino alla morte. Per realizzare tale
> obbiettivo i coniugi possono contare sulla grazia
> divina che è propria e specifica del sacramento del
> matrimonio. Ma è necessario pure l’impegno
> personale di ciascuno dei coniugi. Per questo non
> sempre si realizza tale obbiettivo.
>
> Quando i due sposi rispettano e perseguono i due
> significati nel loro rapporto coniugale essi:
> - lodano e ringraziano Dio
> - lo benedicono
> - manifestano e incarnano l’amore disinteressato,
> fedele e indissolubile di Dio
> - si santificano a vicenda
> - fanno crescere nella santità la propria famiglia,
> la Chiesa e l’umanità.
>
> • Quale importanza ha l’astenersi dall’atto
> sessuale fuori del matrimonio, e talvolta anche nel
> matrimonio?
>
> È importante non tanto nel suo aspetto di rinuncia
> o di sacrificio, quanto di rispetto della propria
> sessualità, considerata e vissuta nelle dimensioni
> e nei valori umano-cristiani sopra descritti.
> L’astenersi dai rapporti sessuali (continenza),
> oltre che evitare il rischio di una procreazione
> indesiderata, rappresenta un autentico segno di
> attenzione, rispetto, amore autentico e pieno
> dell’altra persona.
>
> L’attesa può accrescere, purificare e perfezionare
> il desiderio della mutua donazione e sviluppare una
> onesta e casta gestualità affettiva coniugale ma
> può anche costituire un buon allenamento per
> rispettare la fedeltà coniugale all’interno del
> matrimonio, sopratutto durante i periodi di assenza
> temporanea e/o prolungata del coniuge, o durante i
> momenti di indisposizione o malattia dell’uno o
> dell’altro.
>
> Ciò esige certamente un continuo sforzo, ma, grazie
> al suo benefico influsso, la persona può sviluppare
> integralmente la propria personalità, arricchendola
> di valori spirituali favorendo l’attenzione verso
> l’altro in modo da bandire l’egoismo, nemico del
> vero amore.
>
> • Che cos’è la castità?
>
> La castità è l’affermazione gioiosa di chi sa
> vivere il dono di sé, libero da ogni schiavitù
> egoistica. Ciò fa maturare la propria persona e la
> riempie di pace interiore, rendendola capace di
> rispettare gli altri, perché fa vedere in essi
> persone da rispettare in quanto create a immagine
> di Dio e per la grazia figli di Dio. È anche la
> custodia di un dono ricevuto, prezioso e ricco,
> quello dell’amore, in vista del dono di sé che si
> realizza nella vocazione specifica di ognuno. La
> castità è dunque quella energia spirituale che sa
> difendere l’amore dai pericoli dell’egoismo e
> dell’aggressività e sa promuoverlo verso la sua
> piena realizzazione.
>
> • Perché è importante la castità?
>
> Perché essa consente di vivere la propria dignità
> di persona in pienezza, coinvolgendo le qualità
> fisiche-psichiche-affettive, spirito e corpo, in un
> progetto globale di vita: due in uno, un cuor solo
> e un’anima sola, una comunione di vita e di amore.
> Inoltre consente di vivere la propria sessualità
> all’interno dell’amore, inteso come gioiosa e
> reciproca comunione di tutto ciò che si è e si ha,
> come donazione disinteressata, totale e definitiva
> di sé all’altro.
>
> “Il dominio di sé è un’opera di lungo respiro. Non
> lo si potrà mai ritenere acquisito una volta per
> tutte. Suppone un impegno da ricominciare ad ogni
> età della vita. Lo sforzo richiesto può essere
> maggiore in certi periodi, quelli, per esempio, in
> cui si forma la personalità, l’infanzia e
> l’adolescenza” (CCC, n. 2342)
>
> • Quali caratteristiche ha la castità?
>
> La castità, che va attuata sia nel matrimonio sia
> nella verginità, richiede un’educazione graduale e
> integrale della volontà, dei sentimenti, delle
> emozioni. “Conosce leggi di crescita, la quale
> passa attraverso tappe segnate dall’imperfezione e
> assai spesso dal peccato. L’uomo virtuoso e casto
> si costruisce giorno per giorno, con le sue
> numerose libere scelte: per questo egli conosce,
> ama e compie il bene morale secondo tappe di
> crescita. Rende colui che la pratica un testimone,
> presso il prossimo, della fedeltà e della tenerezza
> di Dio. Indica al discepolo come seguire ed imitare
> Colui che ci ha scelti come suoi amici, si è
> totalmente donato a noi e ci ha reso partecipi
> della sua condizione divina. La castità è promessa
> di immortalità”. (CCC, nn. 2343, 2345- 2346)
>
> La castità salvaguarda la sessualità dalle sue
> manipolazioni, la protegge dalla sua banalizzazione
> e la riscopre come mistero addirittura divino,
> incontro con l’altro, che è annuncio dell’incontro
> con Dio. In questo modo la castità evita di ridurre
> la persona a puro possesso, come se la persona
> fosse un oggetto, ed impedisce che si ceda ad
> interessi individualistici, egoistici che possono
> produrre frutti amari di sfruttamento e violenza.
> La castità non è pertanto né il rifiuto della
> sessualità né la disistima dei valori e delle
> esigenze della sessualità.
>
> • Tutti sono chiamati a vivere la castità?
>
> Ogni persona è chiamata alla castità, secondo il
> proprio stato di vita. Le esigenze di questa virtù
> s’impongono a tutti: ai giovani, alle coppie
> sposate, ai singoli, alle persone consacrate. Le
> persone sposate sono chiamate a vivere la castità
> coniugale; le altre praticano la castità nella
> continenza in quanto gli atti legati alla
> genitalità sono moralmente buoni solo all’interno
> del matrimonio, nel quale il loro esercizio resta
> comunque regolato da questa stessa virtù di castità.
>
> "I fidanzati sono chiamati a vivere la castità
> nella continenza. Messi così alla prova,
> scopriranno il reciproco rispetto, si alleneranno
> alla fedeltà e alla speranza di riceversi l’un
> l’altro da Dio. Riserveranno al tempo del
> matrimonio le manifestazioni di tenerezza proprie
> dell’amore coniugale. Si aiuteranno vicendevolmente
> a crescere nella castità” (CCC, nn. 2349 -2350).
>
> La tradizione cristiana ha sempre affermato il
> valore della verginità e del celibato, che
> promuovono rapporti di casta amicizia tra persone,
> e nel contempo sono segno della realizzazione
> escatologica di tutto l’amore creato nell’amore
> increato della Beata Trinità.
>
> • È facile vivere la castità?
>
> La fedeltà alle esigenze di una vita casta può
> essere difficile e richiedere sacrifici. Ma
> difficile non vuol dire impossibile. La castità è
> frutto della grazia di Dio (attraverso la preghiera
> e i sacramenti), dell’impegno personale e dello
> sforzo culturale, che tutta la società deve mettere
> in atto. È vero che, nella nostra civiltà
> erotizzata, molti insinuano che resistere a
> pulsioni considerate irresistibili può provocare
> squilibri psichici. Ma ciò significa non vedere
> quanto la persona possa crescere assumendo
> coraggiosamente le sue responsabilità e dominando
> le proprie spinte istintive.
>
> • Come educare alla castità?
>
> L'educazione alla castità comporta un impegno che
> parte dalla più tenera età, attraverso i genitori
> in un primo momento e gli educatori in seguito,
> sostenendo la crescita della persona con il dialogo
> personalizzato, l’esempio e la preghiera.
> L’informazione sessuale va sempre collocata nel
> contesto dell’educazione all’amore, e deve essere
> sempre positiva e prudente, chiara e delicata.
>
> La Chiesa cattolica sostiene che l’educazione
> sessuale, diritto e dovere fondamentale dei
> genitori, deve attuarsi sempre sotto la loro guida
> sollecita, sia in casa sia nei centri educativi da
> essi scelti e controllati. In questo senso la
> Chiesa ribadisce la legge della sussidiarietà, che
> la scuola è tenuta ad osservare quando coopera
> all’educazione sessuale, collocandosi nello spirito
> stesso che anima i genitori e il rispetto dei
> diritti della persona, in particolare quello di
> ricevere un’informazione ed un’educazione che
> rispettino le dimensioni morali e spirituali della
> vita umana
>
> Educare alla castità comporta anche la purezza del
> pensiero, dell’intenzione e dello sguardo, mediante
> la disciplina dei sentimenti e dell’immaginazione,
> e mediante il rifiuto di ogni compiacenza nei
> pensieri impuri, ma anche l’educazione a tutte le
> altre virtù umane e cristiane e, in modo
> particolare, all’amore cristiano che è
> caratterizzato dal rispetto, dall’altruismo e dal
> servizio e che in definitiva è chiamato carità e il
> rifiuto dell’”esaltazione del corpo”, tipica della
> “morale laica”, con cui si trovano a fare i conti
> gli adolescenti e i giovani, sommersi da messaggi e
> immagini di un corpo giovane, bello, desiderabile,
> che non invecchia, pronto a godere nelle modalità
> più svariate, che può essere costantemente
> rinnovato in palestra, beauty center, interventi di
> chirurgia estetica.
>
> • Perché è importante il pudore?
>
> “La purezza esige il pudore. Esso è una parte
> integrante della temperanza. Il pudore preserva
> l’intimità della persona. Consiste nel rifiuto di
> svelare ciò che deve rimanere nascosto. È ordinato
> alla castità, di cui esprime la delicatezza. Regola
> gli sguardi e i gesti in conformità alla dignità
> delle persone e della loro unione. Il pudore
> custodisce il mistero delle persone e del loro
> amore. Suggerisce la pazienza e la moderazione
> nella relazione amorosa; richiede che siano
> rispettate le condizioni del dono e dell’impegno
> definitivo dell’uomo e della donna tra loro. Il
> pudore è modestia. Ispira la scelta
> dell’abbigliamento. Conserva il silenzio o il
> riserbo là dove traspare il rischio di una
> curiosità morbosa. Diventa discrezione.
>
> Esiste non soltanto un pudore dei sentimenti, ma
> anche del corpo. Insorge, per esempio, contro
> l’esposizione del corpo umano in funzione di una
> curiosità morbosa in certe pubblicità, o contro la
> sollecitazione di certi mass-media a spingersi
> troppo in là nella rivelazione di confidenze
> intime. Il pudore detta un modo di vivere che
> consente di resistere alle suggestioni della moda e
> alle pressioni delle ideologie dominanti. Le forme
> che il pudore assume variano da una cultura
> all’altra. Dovunque, tuttavia, esso appare come il
> presentimento di una dignità spirituale propria
> dell’uomo. Nasce con il risveglio della coscienza
> del soggetto. Insegnare il pudore ai fanciulli e
> agli adolescenti è risvegliare in essi il rispetto
> della persona umana” (CCC, nn. 2521-2554).
>
> Il pudore comporta il rispetto dell’intimità: se un
> bambino o un giovane vede che si rispetta la sua
> giusta intimità, allora saprà che ci si aspetta che
> anch’egli dimostri lo stesso atteggiamento nei
> confronti degli altri. In questo modo, egli impara
> a coltivare il proprio senso di responsabilità di
> fronte a Dio, sviluppando la sua vita interiore e
> il gusto della libertà personale, che lo rendono
> capace di amare meglio Dio e gli altri.
>
>
>
> IL MAGISTERO DELLA CHIESA
>
> • CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (CCC), nn.
> 2331- 2400
> • CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE:
> Persona humana, Alcune questioni di etica sessuale,
> 1975
> • COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE:
> Comunione e servizio, la persona umana creata a
> immagine di Dio, 2004
> • PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA:
> Sessualità umana: verità e significato, 1995
>
>
>
>

giovanna sabato, 2 luglio 2005

possibili cause

sono 8 mesi che ho rapporti completi cn il mio ragazzo.quasi tutti protetti,dato che abbiamo usato il preservativo,eppure non posso definirmi soddisfatta,in quanto io ho avuto modo di capire che non è certamente ilmetodo di contraccezione piu' sicuro.infatti piu' volte abbiamo avuto problemi e paure.essendo molto giovani e studenti entrambi,abbiamo deciso di usufruire del servizio di consultorio che ogni asl offre.abbiamo superato l'imbarazzo iniziale,dovuto ai pregiudizi che i miei cittadini e purtroppo anche i medici continuano ad avere nonostante i tempi siano cambiati,ho deciso di prendere la pillola.il medico mi assegna le analisi.tutto questo è successo a febbraio.da febbraio in poi sono andata ogni 2 settimane al consultorio per parlare con il ginecologo e finalente poter parlare di un nuovo metodo di contracccezione..la mia visita l' ho ottenuta ben 4 mesi piu tardi.a giugno!e non perche' il consultorio sia sovraffollato,ma bensi' perche' non vi ho mai trovato il medico!finalmente ho ottenuto la mia visita..scopro che nel fratttempo è cambiato medico.questa osserva la mia cartella clinica e le analisi,e sapete cosa mi dice di portare mia madre perche' le vuole parlare perche' le mie analisi non vanno per niente bene, che ho i valori tropp alti di birilubina e di un altra cosa che sinceramente non ricordo...e mi dice che mi posso scordare la pillola co certi valori.ora io che volevo prevenire eventuali inaspettate gravidanze, non posso farlo,perche' la dottoressa vuole parlare con mia madre..e io che ho 16 anni,come glielo spiego a mia maadre di venire da un ginecologo dove ho gia una cartella clinica?ma il problema non è tanto questo....ma perchè io devo avere paura ogni 28 giorni di non essere stati cauti abbastanza?perche' non posso avere la sicurezza di avere avuto tutti raporti protetti al massimo?bhe adesso forse vi ho spiegato l perche' molte ragazze in italia non usano metodi contraccettivi efficaci, per prima cosa,è perche' il sistema sanitario non funziona per come dovrebbe,ma per seconda cosa,è perchè molte ragazze si sentono quasi prese in giro e giudicate per le proprie azioni.scusate se vi ho annoiato con la mia storia,ma questa è la realta' che ho vivo nella mia citta'.

n° 3
kikka domenica, 4 febbraio 2007

attenta!!

scusa se mi intrometto....
ma i valori della birilubina sono IMPORTANTISSIMI...
DEVONO essere nella norma e se non lo sono vanno tenuti sotto stretto controllo...
non è per spaventarti ma la dotteressa ha fatto MOLTO bene a dirti di voler parlare con tua madre....non prendere alla leggera il problema!!
se non ti va di portarla dal ginecologo dille che vuoi fare delle analisi di controllo così potete ricontrallare i valori...
te lo consiglio!!
ciao!!

maria giovedì, 23 marzo 2006

Re: possibili cause

senta buon pomeriggio volevo un informazione siccome io ho quasi 16 anni lo compio a luglio la prima mesturazione mi e comparsa quasi due anni fa pero per un anno non mi sn piu venute ho anke effettuato i controlli era sempre tutto apposto,ora il 13 gennaio2005 mi sn rivenute mi vengono tutti i mesi pero sempre in ritardo cn 10 oppure a volte cn 20 gg di ritardo...nn capiscoil xke ho qualche problema?se si di che tipo?in questo mese dovevano venirmi il 09 marzo e oggi ne abbiamo 23 e ancora devono venirmi ho la pancia gonfia e ieri avevo i decimi di febbre xke?grazie se potete rispondetemi!arrivedervi

luna venerdì, 22 luglio 2005

Re: possibili cause

> sono 8 mesi che ho rapporti completi cn il mio
> ragazzo.quasi tutti protetti,dato che abbiamo usato
> il preservativo,eppure non posso definirmi
> soddisfatta,in quanto io ho avuto modo di capire
> che non è certamente ilmetodo di contraccezione
> piu' sicuro.infatti piu' volte abbiamo avuto
> problemi e paure.essendo molto giovani e studenti
> entrambi,abbiamo deciso di usufruire del servizio
> di consultorio che ogni asl offre.abbiamo superato
> l'imbarazzo iniziale,dovuto ai pregiudizi che i
> miei cittadini e purtroppo anche i medici
> continuano ad avere nonostante i tempi siano
> cambiati,ho deciso di prendere la pillola.il medico
> mi assegna le analisi.tutto questo è successo a
> febbraio.da febbraio in poi sono andata ogni 2
> settimane al consultorio per parlare con il
> ginecologo e finalente poter parlare di un nuovo
> metodo di contracccezione..la mia visita l' ho
> ottenuta ben 4 mesi piu tardi.a giugno!e non
> perche' il consultorio sia sovraffollato,ma bensi'
> perche' non vi ho mai trovato il medico!finalmente
> ho ottenuto la mia visita..scopro che nel
> fratttempo è cambiato medico.questa osserva la mia
> cartella clinica e le analisi,e sapete cosa mi dice
> di portare mia madre perche' le vuole parlare
> perche' le mie analisi non vanno per niente bene,
> che ho i valori tropp alti di birilubina e di un
> altra cosa che sinceramente non ricordo...e mi dice
> che mi posso scordare la pillola co certi
> valori.ora io che volevo prevenire eventuali
> inaspettate gravidanze, non posso farlo,perche' la
> dottoressa vuole parlare con mia madre..e io che ho
> 16 anni,come glielo spiego a mia maadre di venire
> da un ginecologo dove ho gia una cartella
> clinica?ma il problema non è tanto questo....ma
> perchè io devo avere paura ogni 28 giorni di non
> essere stati cauti abbastanza?perche' non posso
> avere la sicurezza di avere avuto tutti raporti
> protetti al massimo?bhe adesso forse vi ho spiegato
> l perche' molte ragazze in italia non usano metodi
> contraccettivi efficaci, per prima cosa,è perche'
> il sistema sanitario non funziona per come
> dovrebbe,ma per seconda cosa,è perchè molte ragazze
> si sentono quasi prese in giro e giudicate per le
> proprie azioni.scusate se vi ho annoiato con la mia
> storia,ma questa è la realta' che ho vivo nella mia
> citta'.


Capisco che tu ti possa sentire in qualche modo "tradita" dal medico che ha chiesto di parlare con tua madre ma, fidati, è molto importante avere i valori del sangue regolari!Io prendo la pillola da 1 anno e faccio le analisi del sangue regolarmente per evitare di avere-inconsapevolmente-valori sballati...questo perchè la pillola è molto comoda e sicura(e ha molti benefici),ma ha anche molti effetti collaterali, che possono diventare davvero seri se interessano il sangue!!Quindi, credimi, provvedi!

giu lunedì, 17 settembre 2007

Re: possibili cause

>> sono 8 mesi che ho rapporti completi cn il mio
>> ragazzo.quasi tutti protetti,dato che abbiamo
>usato
>> il preservativo,eppure non posso definirmi
>> soddisfatta,in quanto io ho avuto modo di capire
>> che non è certamente ilmetodo di contraccezione
>> piu' sicuro.infatti piu' volte abbiamo avuto
>> problemi e paure.essendo molto giovani e studenti
>> entrambi,abbiamo deciso di usufruire del servizio
>> di consultorio che ogni asl offre.abbiamo superato
>> l'imbarazzo iniziale,dovuto ai pregiudizi che i
>> miei cittadini e purtroppo anche i medici
>> continuano ad avere nonostante i tempi siano
>> cambiati,ho deciso di prendere la pillola.il
>medico
>> mi assegna le analisi.tutto questo è successo a
>> febbraio.da febbraio in poi sono andata ogni 2
>> settimane al consultorio per parlare con il
>> ginecologo e finalente poter parlare di un nuovo
>> metodo di contracccezione..la mia visita l' ho
>> ottenuta ben 4 mesi piu tardi.a giugno!e non
>> perche' il consultorio sia sovraffollato,ma bensi'
>> perche' non vi ho mai trovato il medico!finalmente
>> ho ottenuto la mia visita..scopro che nel
>> fratttempo è cambiato medico.questa osserva la mia
>> cartella clinica e le analisi,e sapete cosa mi
>dice
>> di portare mia madre perche' le vuole parlare
>> perche' le mie analisi non vanno per niente bene,
>> che ho i valori tropp alti di birilubina e di un
>> altra cosa che sinceramente non ricordo...e mi
>dice
>> che mi posso scordare la pillola co certi
>> valori.ora io che volevo prevenire eventuali
>> inaspettate gravidanze, non posso farlo,perche' la
>> dottoressa vuole parlare con mia madre..e io che
>ho
>> 16 anni,come glielo spiego a mia maadre di venire
>> da un ginecologo dove ho gia una cartella
>> clinica?ma il problema non è tanto questo....ma
>> perchè io devo avere paura ogni 28 giorni di non
>> essere stati cauti abbastanza?perche' non posso
>> avere la sicurezza di avere avuto tutti raporti
>> protetti al massimo?bhe adesso forse vi ho
>spiegato
>> l perche' molte ragazze in italia non usano metodi
>> contraccettivi efficaci, per prima cosa,è perche'
>> il sistema sanitario non funziona per come
>> dovrebbe,ma per seconda cosa,è perchè molte
>ragazze
>> si sentono quasi prese in giro e giudicate per le
>> proprie azioni.scusate se vi ho annoiato con la
>mia
>> storia,ma questa è la realta' che ho vivo nella
>mia
>> citta'.
>
>
>Capisco che tu ti possa sentire in qualche modo
>"tradita" dal medico che ha chiesto di parlare con
>tua madre ma, fidati, è molto importante avere i
>valori del sangue regolari!Io prendo la pillola da
>1 anno e faccio le analisi del sangue regolarmente
>per evitare di avere-inconsapevolmente-valori
>sballati...questo perchè la pillola è molto comoda
>e sicura(e ha molti benefici),ma ha anche molti
>effetti collaterali, che possono diventare davvero
>seri se interessano il sangue!!Quindi, credimi,
>provvedi!
>

giu lunedì, 17 settembre 2007

Re: possibili cause

>> sono 8 mesi che ho rapporti completi cn il mio
>> ragazzo.quasi tutti protetti,dato che abbiamo
>usato
>> il preservativo,eppure non posso definirmi
>> soddisfatta,in quanto io ho avuto modo di capire
>> che non è certamente ilmetodo di contraccezione
>> piu' sicuro.infatti piu' volte abbiamo avuto
>> problemi e paure.essendo molto giovani e studenti
>> entrambi,abbiamo deciso di usufruire del servizio
>> di consultorio che ogni asl offre.abbiamo superato
>> l'imbarazzo iniziale,dovuto ai pregiudizi che i
>> miei cittadini e purtroppo anche i medici
>> continuano ad avere nonostante i tempi siano
>> cambiati,ho deciso di prendere la pillola.il
>medico
>> mi assegna le analisi.tutto questo è successo a
>> febbraio.da febbraio in poi sono andata ogni 2
>> settimane al consultorio per parlare con il
>> ginecologo e finalente poter parlare di un nuovo
>> metodo di contracccezione..la mia visita l' ho
>> ottenuta ben 4 mesi piu tardi.a giugno!e non
>> perche' il consultorio sia sovraffollato,ma bensi'
>> perche' non vi ho mai trovato il medico!finalmente
>> ho ottenuto la mia visita..scopro che nel
>> fratttempo è cambiato medico.questa osserva la mia
>> cartella clinica e le analisi,e sapete cosa mi
>dice
>> di portare mia madre perche' le vuole parlare
>> perche' le mie analisi non vanno per niente bene,
>> che ho i valori tropp alti di birilubina e di un
>> altra cosa che sinceramente non ricordo...e mi
>dice
>> che mi posso scordare la pillola co certi
>> valori.ora io che volevo prevenire eventuali
>> inaspettate gravidanze, non posso farlo,perche' la
>> dottoressa vuole parlare con mia madre..e io che
>ho
>> 16 anni,come glielo spiego a mia maadre di venire
>> da un ginecologo dove ho gia una cartella
>> clinica?ma il problema non è tanto questo....ma
>> perchè io devo avere paura ogni 28 giorni di non
>> essere stati cauti abbastanza?perche' non posso
>> avere la sicurezza di avere avuto tutti raporti
>> protetti al massimo?bhe adesso forse vi ho
>spiegato
>> l perche' molte ragazze in italia non usano metodi
>> contraccettivi efficaci, per prima cosa,è perche'
>> il sistema sanitario non funziona per come
>> dovrebbe,ma per seconda cosa,è perchè molte
>ragazze
>> si sentono quasi prese in giro e giudicate per le
>> proprie azioni.scusate se vi ho annoiato con la
>mia
>> storia,ma questa è la realta' che ho vivo nella
>mia
>> citta'.
>
>
>Capisco che tu ti possa sentire in qualche modo
>"tradita" dal medico che ha chiesto di parlare con
>tua madre ma, fidati, è molto importante avere i
>valori del sangue regolari!Io prendo la pillola da
>1 anno e faccio le analisi del sangue regolarmente
>per evitare di avere-inconsapevolmente-valori
>sballati...questo perchè la pillola è molto comoda
>e sicura(e ha molti benefici),ma ha anche molti
>effetti collaterali, che possono diventare davvero
>seri se interessano il sangue!!Quindi, credimi,
>provvedi!
>

None martedì, 11 dicembre 2007

Re: possibili cause

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Sydhan sabato, 4 marzo 2006

Re: possibili cause

Cara Giovanna...mi dispiace per la lunga attesa e per i tuoi valori sballati. E' vero che il sistema sanitario non funziona come dovrebbe, ed è un grande problema, specialmente per quanto riguarda i consultori.
Ma, detto questo, vorrei farti notare che il preservativo è il metodo più sicuro dopo la pillola, escludendo la spirale che per una ragazza giovane come te non è indicata. Il non poter prendere la pillola (con i valori sballati sarebbe una follia) non giustifica il non usare metodi contraccettivi efficaci, perchè il profilatto lo è!

erikuccia martedì, 5 dicembre 2006

Re: possibili cause

raga ma io ho paura a fare le analisi, svengo ogni volta... ho paurissima.. ma vorrie a tt i costi prendere la pillola, st insieme al mio ragazz da qsi 2 anni, di paure ce ne sn state tnt.. ma son state superate!! il mio ragazz e un po cntrario x la pillola pk e smpre un farmaco ke dvrei assumere, anke se dvrebb ess molto piu bello farlo snz ... noi usiamo smpr il preservativo,a vlte sl dopo aver "giokellerato" 1po...anke se e sbagliato lo so! voi cosa m cnsigliate d fare? (il my raga e cntrario pure a farl snz, come facc sempre..ma poi l ho cnvinto ;) ) heeeeeelp!

monika venerdì, 16 giugno 2006

Re: possibili cause

anch'io uso la pillola e mi è capitato di avere valori sballati, ma nel mio caso si trattava della antitrombina. ho dovuto smettere di prenderla per circa 2 mesi, ho rifatto le analisi del sangue, i risultati sono stati buoni e adesso la prendo di nuovo.
forse dovresti smettere per un po' e penso che dovresti anche cambiare medico perchè un atteggiamento così è decisamente fuori luogo.
auguri! :)

Beltane venerdì, 24 giugno 2005

chiesa e mentalità medievale

La mia opinione è che, l'arretratezza rilevata dalla scarsa considerazione per i metodi contraccetivi, sia la conseguenza della visione cattolica e decisamente medievalesca della contraccezione e dei rapporti pre-matrimoniali nel nostro paese.
Insomma, come si può accusare la povere ragazzine italiane, quando abbiamo i maggiori esponenti del terzo stato che inveiscono ogni giorno contro pillola e preservativo, e contro il sesso non procreativo in generale?
Credo che se da un lato la chiesa contribuisca a diffondere valori e spunti di riflessione importanti, dall'altro, assieme alla cultura popolare, che soprattutto al sud è molto severa, essa contribuisca a far vivere alla ragazze italiane il sesso come un aspetto problematico, denso di preoccupazioni, che in realtà potrebbero essere risolte in maniera semplice.
Nei paesi del Nord-europa non esiste la "verginità" e paradossalmente ad un ragazzo italiano potrebbe capitare di vedersi svegliare dai genitori della propria fidanzata danese con la colazione a letto nel letto della figlia (così mi è stato riferito!). Al di la dei casi singoli, credo che se il sesso venisse visto come una cosa naturale, legata a degli aspetti sanitari che vanno risolti dal medico come tutti i problemi di salute, senza vergogna e con il supporto dei genitori, e scomparisse la visione del sesso come questo spauracchio demoniaco, allora, solo con questa serenità, si potrà diffondere una corretta cultura scientifica e medica della contraccezione.
Accanto ai metodi contraccettivi dovrebbe comunque diffondersi una corretta conoscenza del corpo femminile e delle sue fasi. La donna infatti è fertile soltanto 6 giorni al mese al massimo. E' difficile delimitarli. Ma soprattutto per le ragazze come me che per problemi di salute non possono prendere la pillola e devono usare altri metodi meno sicuri, sarebbe bene imparare a capire in quali giorni evitare completamente di avere rapporti.
Non mi metto a parlare del tema del sostegno sociale alle madri, che in questi fantomatici paesi del nord, è un tantino migliore che da noi...

n° 2
ltavrnhm lcsz lunedì, 25 febbraio 2008

ltavrnhm lcsz

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Giovanni sabato, 8 luglio 2006

Re: chiesa e mentalità medievale

> La mia opinione è che, l'arretratezza rilevata
> dalla scarsa considerazione per i metodi
> contraccetivi, sia la conseguenza della visione
> cattolica e decisamente medievalesca della
> contraccezione e dei rapporti pre-matrimoniali nel
> nostro paese.
> Insomma, come si può accusare la povere ragazzine
> italiane, quando abbiamo i maggiori esponenti del
> terzo stato che inveiscono ogni giorno contro
> pillola e preservativo, e contro il sesso non
> procreativo in generale?
> Credo che se da un lato la chiesa contribuisca a
> diffondere valori e spunti di riflessione
> importanti, dall'altro, assieme alla cultura
> popolare, che soprattutto al sud è molto severa,
> essa contribuisca a far vivere alla ragazze
> italiane il sesso come un aspetto problematico,
> denso di preoccupazioni, che in realtà potrebbero
> essere risolte in maniera semplice.
> Nei paesi del Nord-europa non esiste la "verginità"
> e paradossalmente ad un ragazzo italiano potrebbe
> capitare di vedersi svegliare dai genitori della
> propria fidanzata danese con la colazione a letto
> nel letto della figlia (così mi è stato riferito!).
> Al di la dei casi singoli, credo che se il sesso
> venisse visto come una cosa naturale, legata a
> degli aspetti sanitari che vanno risolti dal medico
> come tutti i problemi di salute, senza vergogna e
> con il supporto dei genitori, e scomparisse la
> visione del sesso come questo spauracchio
> demoniaco, allora, solo con questa serenità, si
> potrà diffondere una corretta cultura scientifica e
> medica della contraccezione.
> Accanto ai metodi contraccettivi dovrebbe comunque
> diffondersi una corretta conoscenza del corpo
> femminile e delle sue fasi. La donna infatti è
> fertile soltanto 6 giorni al mese al massimo. E'
> difficile delimitarli. Ma soprattutto per le
> ragazze come me che per problemi di salute non
> possono prendere la pillola e devono usare altri
> metodi meno sicuri, sarebbe bene imparare a capire
> in quali giorni evitare completamente di avere
> rapporti.
> Non mi metto a parlare del tema del sostegno
> sociale alle madri, che in questi fantomatici paesi
> del nord, è un tantino migliore che da noi...
>

Secondo te il sesso coinvolge la vita umana solo dal punto di vista medico-sanitario o del piacere? Io non credo. Credo invece che il sesso coinvolga una persona da almeno un altro punto di vista: quello relazionale. Credo che andare a letto con un'altra persona non vuol dire solo cercare del piacere per una notte, o almeno non lo dovrebbe voler dire. Andare a letto con una persona prima di tutto vuol dire donarsi a quella persona, vuol dire instaurare con lui/lei un rapporto molto intimo, quanto intimo può essere un rapporto sessuale.
Il consumare rapporti sessuali solo per trovare un piacere, che, ricordiamocelo, è un piacere momentaneo, per quanto bello, e non può appagare una vita intera (non si può costruirsi la felicità che serve ad una vita solo con rapporti sessuali), rischia poi di farti perdere di vista gli altri aspetti, cioé quello medico (che si tenta di tarpare con i metodi anticoncezionali) e quello relazionale (che viene letteralmente buttato ai porci). Quello che la Chiesa vuole dire quando condanna i rapporti prematrimoniali o quelli finalizzati unicamente alla ricerca del piacere è proprio questo: la sessualità è un grande dono per gli uomini, ma se tu ne vivi solo un aspetto, così come viene, lo butti via! Possiamo fare un paragone: immaginiamo che tu voglia comprarti una cosa di grande valore, per esempio un capo firmato di grande valore, un motorino bello, un computer o qualsiasi altra cosa. Tu non hai i soldi per comprartelo così di punto in bianco. I tuoi genitori magari ti danno una paghetta, o hai la possibilità di fare qualche piccolo lavoro, ma non ce la fai ad avere in una volta tutti i soldi che ti servono. A questo punto quello che devi fare è risparmiare: accumuli soldi finché non sono sufficienti, ma per fare questo dovrai fare a meno di spenderli finché non ne hai abbastanza, e questo è senza dubbio un sacrificio. Però poi ti viene ripagato cento volte tanto dal fatto che sei finalmente riuscita a comprare quello che volevi. Così è per il sesso: se tu lo svendi a buon prezzo ora (morale, ovviamente non intendo dire che ti fai pagare per avere rapporti sessuali!!) poi non potrai mai vivere una vera esperienza, bella e completa, più tardi. E questo è esattamente quello che dice la Chiesa.
Ciaociao, scusate la lunghezza.

Sydhan sabato, 4 marzo 2006

Re: chiesa e mentalità medievale

Sono perfettamente d'accordo con tutto ciò che hai scritto.
Solo un appunto...

"La donna infatti è fertile soltanto 6 giorni al mese al massimo. E' difficile delimitarli. Ma soprattutto per le ragazze come me che per problemi di salute non possono prendere la pillola e devono usare altri metodi meno sicuri, sarebbe bene imparare a capire in quali giorni evitare completamente di avere rapporti."

Non esistono giorni sicuramente non fertili. Questo perchè, anche in una donna con un ciclo regolare, l'ovulazione può essere influenzata da molti fattori, e anticipare o avvenire in ritaro rispetto al previsto. Se poi aggiungiamo il fenomeno della doppia ovulazione, il rischio raddoppia. E' importantissimo sapere come funziona il proprio corpo, ma i metodi naturali non sono affidabili. Ammettiamo di riuscire a stabilire il momento dell'ovulazione (stick, temperatura ecc). I giorni immediatamente precedenti, non siamo consapevoli dell'imminente ovulazione...solo che gli spermatozoi vivono fino a cinque giorni nel corpo di una donna.

None martedì, 11 dicembre 2007

Re: chiesa e mentalità medievale

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erika martedì, 9 agosto 2005

Re: chiesa e mentalità medievale

> La mia opinione è che, l'arretratezza rilevata
> dalla scarsa considerazione per i metodi
> contraccetivi, sia la conseguenza della visione
> cattolica e decisamente medievalesca della
> contraccezione e dei rapporti pre-matrimoniali nel
> nostro paese.
> Insomma, come si può accusare la povere ragazzine
> italiane, quando abbiamo i maggiori esponenti del
> terzo stato che inveiscono ogni giorno contro
> pillola e preservativo, e contro il sesso non
> procreativo in generale?
> Credo che se da un lato la chiesa contribuisca a
> diffondere valori e spunti di riflessione
> importanti, dall'altro, assieme alla cultura
> popolare, che soprattutto al sud è molto severa,
> essa contribuisca a far vivere alla ragazze
> italiane il sesso come un aspetto problematico,
> denso di preoccupazioni, che in realtà potrebbero
> essere risolte in maniera semplice.
> Nei paesi del Nord-europa non esiste la "verginità"
> e paradossalmente ad un ragazzo italiano potrebbe
> capitare di vedersi svegliare dai genitori della
> propria fidanzata danese con la colazione a letto
> nel letto della figlia (così mi è stato riferito!).
> Al di la dei casi singoli, credo che se il sesso
> venisse visto come una cosa naturale, legata a
> degli aspetti sanitari che vanno risolti dal medico
> come tutti i problemi di salute, senza vergogna e
> con il supporto dei genitori, e scomparisse la
> visione del sesso come questo spauracchio
> demoniaco, allora, solo con questa serenità, si
> potrà diffondere una corretta cultura scientifica e
> medica della contraccezione.
> Accanto ai metodi contraccettivi dovrebbe comunque
> diffondersi una corretta conoscenza del corpo
> femminile e delle sue fasi. La donna infatti è
> fertile soltanto 6 giorni al mese al massimo. E'
> difficile delimitarli. Ma soprattutto per le
> ragazze come me che per problemi di salute non
> possono prendere la pillola e devono usare altri
> metodi meno sicuri, sarebbe bene imparare a capire
> in quali giorni evitare completamente di avere
> rapporti.
> Non mi metto a parlare del tema del sostegno
> sociale alle madri, che in questi fantomatici paesi
> del nord, è un tantino migliore che da noi...
>

Mi piacerebbe molto parlare con te sembri una tipa intelligente... se usi il messenger ti lascio il mio contatto streghetta_88_@hotmail.it a presto spero ciao

thebig0 sabato, 18 giugno 2005

ragione

questo articolo è un concentrato di buone e cattive notizie, mi stupisce il fatto che così tante italiane non usino metodi contraccettivi, o ne usino di non sicuri (coito interrotto) oltretutto vedo intorno a me molte coetanee che non fanno uso ne di preservativo ne di pillola, sperimentando il coito interrotto (parlo di ragazze intorno ai 16 anni)temendo poi una gravidanza ma continuando stupidamente a fare l'amore con lo stesso "metodo contraccettivo" solo perchè il fidanzato non ha voglia di comprarsi dei preservativi, evitando ansie paure e dando una protezione al rapporto sessuale
sono cose che mi lasciano molto perplessa, penso di essere una delle poche ragazze(e spero che ce ne siano molte più di quanto penso/conosco)che ha rapporti sessuali protetti, fin dal primo rapporto, di certo farei meglio ad usare la pillola, anche se non fa benissimo, al posto del preservativo che protegge meno, ma almeno ho quasi la totale certezza che non avrò problemi in futuro ne spiacevoli inconvenienti come una gravidanza indesiderata.
appoggio questa campagna d'informazione e sensibilizzazione

saluti.
arianna

n° 1
Giulia! lunedì, 20 giugno 2005

Re: ragione

do senza dubbio ragione ad Arianna...
è veramente sorprendente vedere come
oggigiorno o si è poco informati oppure si è poco prudenti e superficiali...e la colpa qui è di entrambi...sarà vero che alcuni ragazzi non vogliono il preservativo,ma poi sta alla ragazza a far capire che o si fa sesso sicuro oppure niente...
io personalmente prendo la pillola da sette mesi mi trov benissimo,prima usavamo il reservativo e non abbiamo mai avuto problemi...è vero che magari rompere la "magia" del rapporto per far si che lui possa mettere il preservativo non è il massimo del romanticismo,pero' è sicuramente un modo x proteggersi da eventuali malattie o gravidanze indesiderate...
far l'amore con la persona che si ama è la cosa più bella al mondo...non deve essere seguita da un'ansia irrefrenabile "perchè non mi arrivano..."
quindi...dai raga...pensateci!

Giulia

Giulia! lunedì, 20 giugno 2005

Re: ragione

do senza dubbio ragione ad Arianna...
è veramente sorprendente vedere come
oggigiorno o si è poco informati oppure si è poco prudenti e superficiali...e la colpa qui è di entrambi...sarà vero che alcuni ragazzi non vogliono il preservativo,ma poi sta alla ragazza a far capire che o si fa sesso sicuro oppure niente...
io personalmente prendo la pillola da sette mesi mi trov benissimo,prima usavamo il reservativo e non abbiamo mai avuto problemi...è vero che magari rompere la "magia" del rapporto per far si che lui possa mettere il preservativo non è il massimo del romanticismo,pero' è sicuramente un modo x proteggersi da eventuali malattie o gravidanze indesiderate...
far l'amore con la persona che si ama è la cosa più bella al mondo...non deve essere seguita da un'ansia irrefrenabile "perchè non mi arrivano..."
quindi...dai raga...pensateci!

Giulia

SOGNATORE lunedì, 20 giugno 2005

Re: ragione

>
> do senza dubbio ragione ad Arianna...
> è veramente sorprendente vedere come
> oggigiorno o si è poco informati oppure si è poco
> prudenti e superficiali...e la colpa qui è di
> entrambi...sarà vero che alcuni ragazzi non
> vogliono il preservativo,ma poi sta alla ragazza a
> far capire che o si fa sesso sicuro oppure niente...
> io personalmente prendo la pillola da sette mesi
> mi trov benissimo,prima usavamo il reservativo e
> non abbiamo mai avuto problemi...è vero che magari
> rompere la "magia" del rapporto per far si che lui
> possa mettere il preservativo non è il massimo del
> romanticismo,pero' è sicuramente un modo x
> proteggersi da eventuali malattie o gravidanze
> indesiderate...
> far l'amore con la persona che si ama è la cosa più
> bella al mondo...non deve essere seguita da
> un'ansia irrefrenabile "perchè non mi arrivano..."
> quindi...dai raga...pensateci!
>
> Giulia
>

CONCORDO CON TE QUANDO DICI CHE ALLA FINE LA DONNA POTREBBE BENISSIMO DIRE DI NON VOLER SESSO PROTETTO...IN UN CERTO SENSO SIETE VOI DONNE A "decidere"...IL PRESERVATIVO...FACCIO SESSO CON E SENZA E TI ASSICURO CHE IL PIACERE CHE SI PROVA SENZA E' DAVVERO IL MASSIMO CERTO BISOGNA STARE ATTENTI NON SOLO ALLE GRAVIDANZE INASPETTATE MA ANCHE ALLA MALATTIE....MI DISPIACE DIRTI CHE CON LA PILLOLA LA POSSIBILITA' RI RIMANERE GRAVIDE NON E' NULLA MA LA PERCENTUALE E' MOLTO BASSA MA A DIFFERENZA DEL PRESERVATIVO LE MALATTIE VENGONO LO STESSO....QUINDI SE NON SI CONOSCE LA PERSONA IL MODO MIGLIORE SAREBBE COMUNQUE UTILIZZARE IL PRESERVATIVO RENDENDO IL MOMENTO DELL'USO UN GIOCO INTEGRANTE DEL SESSO

Sydhan sabato, 4 marzo 2006

Re: ragione

"MI DISPIACE DIRTI CHE CON LA PILLOLA LA POSSIBILITA' RI RIMANERE GRAVIDE NON E' NULLA MA LA PERCENTUALE E' MOLTO BASSA MA A DIFFERENZA DEL PRESERVATIVO LE MALATTIE VENGONO LO STESSO....QUINDI SE NON SI CONOSCE LA PERSONA IL MODO MIGLIORE SAREBBE COMUNQUE UTILIZZARE IL PRESERVATIVO RENDENDO IL MOMENTO DELL'USO UN GIOCO INTEGRANTE DEL SESSO"

Quell'1% è tutto da dimostrare. Molti ginecologi con i quali ho parlato sostengono di non credere alle donne rimaste incinta utilizzando correttamente la pillola. Il meccanismo d'azione dei metodi ormonali estroprogestinici è triplice, ed è difficile che inizi una gravidanza anche in seguito ad una dimenticanza (una, non di più), figurati usandoli correttamente!

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