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Malattie sessualmente trasmissibili: miti da sfatare

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Intorno alle malattie sessualmente trasmissibili circolano moltissimi falsi miti. Vediamo quelli più comuni e cerchiamo di sfatarli una volta per tutte con l'aiuto degli esperti.

Falsi miti malattie sessualmente trasmissibili

Intorno alle malattie sessualmente trasmissibili circola ancora molta più ignoranza di quanta ci si aspetterebbe nel mondo di internet, della globalizzazione e dell'informazione di massa. E' piuttosto chiaro invece che i contraccettivi sono usati poco e solo per proteggersi dalle gravidanze.

Questo accade perchè riguardo alle MST esistono ancora dei falsi miti difficili da sfatare ma assolutamente falsi e che contribuiscono a diffondere ignoranza e confusione. Il sito Vice ha intervistato il presidente dell'Associazione Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale, che ha parlato delle false credenze più comuni tra le giovani italiane. Vediamole:

Le malattie sono diffuse solo tra le giovani donne

La dottoressa ha dichiarato che si, la diffusione massima si ha tra pazienti di età compresa tra i 15 e i 24 anni, ma le mst possono essere trasmesse a tutte le persone sessualmente attive.

L'unica mst è l'hiv

Al contrario, le più diffuse sono gonorrea, clamidia e sifilide. Inoltre il medico ha dichiarato che:

Tra le malattie che possono essere sessualmente trasmesse non c'è solo l'HIV, ma anche l'HSV (l'herpes virus, come quello orale, ma ad infettare i genitali è un tipo diverso; può dare ulcere dolorosissime), chlamydia trachomatis (che può appunto causare una spiacevole malattia dell'occhio che si chiama tracoma), tricomoniasi. Non solo,anche le epatiti possono anche essere trasmesse per via sessuale.

E' difficile prendere una malattia

In realtà basta non usare il preservativo durante i rapporti sessuali, cosa che fa la maggior parte delle giovani donne che preferiscono la terapia ormonale perchè l'unica cosa di cui si preoccupano sono le gravidanze.

Non hanno conseguenze sulle salute

Al contrario, oltre a prurito, fastidio e perdite le mst possono portare anche a conseguenze gravi:

Prima di tutto, ci sono infezioni non guaribili: l'HIV non è guaribile, l'epatite C (HCV) è curabile ma difficilmente guaribile. Inoltre alcune malattie sono asintomatiche come l'infezione della cervice uterina da Neisseria Gonorreae. In questi casi spesso si arriva senza nemmeno accorgersene a presentare quadri di infezione a livello della pelvi—utero, tube, strutture adiacenti—che oltre a essere gravi e necessitare spesso l'ospedalizzazione, possono dare come esito sterilità, dolore pelvico cronico, gravidanze tubariche (cioè nella tuba e non nell'utero, un evento molto pericoloso per il feto e anche, in alcuni casi, per la madre).

Il papilloma virus porta al tumore

Non è così. Il papilloma è un virus a trasmissione sessuale che colpisce il 70% delle donne ma non è detto che evolva in un tumore maligno:

Esistono diversi tipi di virus, di cui solo alcuni sono cancerogeni (i più frequenti sono HPV 16 e 18), e anche in questo caso, non è detto che la situazione precipiterà. In una minoranza di casi e a distanza di anni dall'infezione primaria i virus cancerogeni possono determinare lo sviluppo di un tumore maligno alla cervice uterina. Infatti anche nel momento in cui si evidenziano lesioni tumorali o pre-tumorali si può definirne l'esatta natura con test di II livello e intervenire—con il laser—prima che il tumore si sviluppi.

Il vaccino per il papilloma impedisce di contrarlo

In realtà Il vaccino è protettivo nei confronti di alcuni dei tipi più frequenti di Papillomavirus cancerogeni ma non protegge da tutti i tipi di virus e non azzera comunque il rischio pur riducendolo significativamente.

La pillola aumenta il rischio di tumore

Molte donne sono restie ad assumere la pillola perchè convinte che aumenti il rischio di sviluppare tumore. In realtà:

Non è vero che la pillola contraccettiva aumenta il rischio di sviluppare tumori, anzi riduce il rischio di cancro endometriale, ovarico e del colon-retto, e non vi sono negli ultimi studi differenze significative nel rischio di cancro mammario.

 

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