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Il mondo di Nesma: le lesbiche non sono solo quelle di L-world

Leggi sull'omosessualità nel mondo (Licenza CC 3.0; fonte: Commons)

Quando pensiamo al mondo lesbico e dintorni spesso ci dimentichiamo di una grande zona d’ombra di diversità, difficoltà e culture diverse mescolate insieme; e quando pensiamo al lesbismo, spesso ci dimentichiamo che esiste anche in paesi molto diversi dall’Italia e dall’Occidente in generale!

L’argomento, in realtà, è estremamente complesso, vogliamo per questo fare degli esempi concreti.

In Libia esiste il reato di omosessualità, passibile dai tre ai cinque anni di reclusione.
Nesma, il nome non è inventato, è una cittadina libica che da un giorno all’altro è divenuta vittima di aggressioni, insulti, vandalismi alla sua casa e pressioni sulla sua famiglia, ossia dal momento in cui la sua omosessualità è divenuta pubblica tramite una denuncia. La vicenda è culminata con la sua incarcerazione, corredata di insulti e violenze punitive; ancora, Nesma ha subito la minaccia di un matrimonio forzato. In questo momento Nesma si trova in Francia, dove la prefettura di Moselle deve giudicare il 25 ottobre sul suo diritto di richiesta d’asilo. Burocraticamente, pero’, la questione è ingarbugliata dal fatto che secondo la regolamentazione internazionale (Dublino II) Nesma dovrebbe invece richiedere asilo in Italia, ossia il primo paese in cui è arrivata quando è arrivata in Europa, seppure abbia diritto ad essere giudicata anche in Francia.

Purtroppo, la situazione dei richiedenti asilo in Italia è al momento catastrofica, e per Nesma sarebbe ancora più difficile far valere i suoi diritti per un recente patto italo-libico sull’emigrazione estremamente rigido (potete farvene un’idea dando un’occhiata al recente doc “Come un uomo sulla terra”). In Francia il caso di Nesma sta scuotendo il mondo LGBT, e la Coordination lesbienne e varie associazioni LGBT stanno organizzando per il 25 ottobre una mobilitazione e una raccolta firme a supporto della sua richiesta d’asilo.

Ma il caso di Nesma è solo uno dei tanti. Molte migranti richiedono asilo in paesi come l’Italia per lo stesso motivo, e ci sono paesi d’origine ancora più severi della Libia: per esempio, l’omosessualità in Uganda è punita con la violenza sistematica da parte del marito e con una pena che va dai 10 anni di reclusione fino all’ergastolo.

Per saperne di più sulla situazione ugandese e non solo potete partecipare alla Serata benefica Per un MOnDo Possibile di Arcilesbica Bologna e associazione Farug, un incontro sui diritti umani e sulla condizione delle lesbiche nei paesi del terzo mondo che si terrà il 21 ottobre a Bologna, al Cassero of course.

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