Soloinvidiose? Due parole su Chiara Ferragni
Come si fa a scrivere un blog sulle fashion blogger in Italia e a non parlare di Chiara Ferragni? Un domandone, che mi pongo da quando gestisco questo blog. Avrete capito che parlarne con un minimo di cognizione di causa non è facile e bisognerebbe saper mantenere un certo equilibrio. Perchè Chiara Ferragni e il suo blog sembrano saper suscitare solo reazioni estreme.
Da una parte i fan numerosi, adoranti, puntualissimi e prodighi di elogi a dire il vero sempre meno fantasiosi e decisamente poco critici.
Dall’altra gli haters, altrettanto numerosi e convinti, coi loro blog, gruppi Facebook e quant’altro. Qualche volta hanno ragione, troppo spesso purtroppo scivolano nel cattivo gusto e nel mero insulto a tutti i costi. Solo invidiose? Non per forza! Molto più spesso solo molto indignate per l’incredibile successo conseguito da chi non dimostra enormi e ineguagliabili doti e competenze nell’ambito della moda.
The Blonde Salad non è un brutto blog: qualche volta vi si trovano spunti interessanti. E’ molto ben aggiornato, ed è considerato il fashion blog più famoso d’Italia. E in effetti sembra esserlo.
Io non voglio parlarne male per forza: sto cercando di essere obiettiva. Ma non posso negare che lo spessore del personaggio di Chiara Ferragni ha palesemente mostrato, e più volte, parecchie crepe.
Nessuno può negare che senza il suo bell’aspetto, e senza le disponibilità economiche che le permettono di sfoggiare quotidianamente capi e accessori costosi e sempre nuovi, non sarebbe stato facile raggiungere un tale successo. Poche di noi potrebbero permettersi tutto il ben di Dio sciorinato da Chiara, anche con un buono stipendio. (e sottolineaimo che la Ferragni non ha un lavoro, ma fa la studente).
E non è diffcile capire il punto di vista delle cosidette “soloinvidiose”. La 23enne media italiana non può permettersi nemmeno una frazione dello sterminato e griffatissimo guardaroba di Chiara, e magari annaspa tra studio e lavoro trovandosi di fronte un futuro abbastanza buio e incerto. Lei invece sembra perennemente felice, ha sempre la strada spianata, sembra capace di arrivare ovunque, e soprattutto non fa che comprare cose firmate e costose con cadenza quasi quotidiana. E quando non fa shopping i suoi sponsor la tempestano di regali altrettanto costosi e firmati. E quindi mi sento di dire che un minimo sindacale di invidia è quantomento comprensibile.
C’è da dire che se bell’aspetto e disponibilità economiche fossero affiancate da un ottimo gusto, da una certa competenza, da un certo spessore umano, da una buona dose di fantasia e conoscenze in fatto di moda, non avrei molto altro da ridire. Ma mi duole ammettere che il più delle volte non è così.
Il dubbio che manchi quello spessore che potrebbe dare qualche punto in più al “prodotto” Blonde salad serpeggia più corposo che mai. E così il “fashion blog più famoso d’Italia” non sembra altro che un bel giocattolo luccicante. Ma in realtà decisamente vacuo.







sopita dice:
31 ott 2010 alle 12:56la Ferragni rappresenta degnamente il nostro paese
e la morte della meritocrazia o meglio la meritocrazia applicata a una situazione culturalmente degradata
ciò non toglie che chi scrive su certi gruppi di Facebook siano volgari, grezze e perditempo. La classe non è acqua, ma per tutti!
Fashionbooks dice:
02 dic 2010 alle 16:54Devo dire che il tuo post ha centrato il cuore del discorso. Sono stilista e da 10 anni lavoro nel settore tessile. In 10 anni non ho mai ricevuto nessun elogio per tutte le competenze che ho acquisito (non voglio vantarmi ma sono una persona competente nel mio settore) poi vedo emergere La Ferragni con i suoi capelli biondi, il suo gusto banale da provinciale nonchè con un inglese da analfabeti, e non posso fare a meno di incacchiarmi e di pensare che la meritrocazia in questo paese non esiste!!!
Vorrei delucidare i tuoi lettori con il passato poco degno di Chiara che nei suoi vecchi post offende persone come me che hanno frequentato l’istituto industriale (nel mio caso della moda):
http://accidiosav.wordpress.com/2010/02/27/im-not-obsessed/
Alla ferragni voorei ricordare che è grazie alle persone come me,(frequentatori delle scuole professionali/industriali) che può comprare e indossare capi altrimenti andrebbe in giro con la foglia di fico!
Sono senza parole, è andata pure al chiambretti night, che Italia indegna!
sara dice:
07 ott 2011 alle 00:53Sono arrivata a questo post per caso e volevo farti i complimenti per aver gestito un argomento “spinoso” con estrema intelligenza. Spesso e’ piu’ facile “sparare sulla Croce Rossa” che argomentare con delicatezza e cognizione di causa. Bel post!
MaleUPgrades dice:
02 apr 2012 alle 11:54Nel mondo delle fashion blogger, come in quello delle beauty blogger, bisogna usare il cervello, dobbiamo stare attente a non buttare i soldi e correre a comprare un paio di scarpe non appena lo vediamo sul blog di Chiara Ferragni o un rossetto su quello di una makeupartist.
pippo dice:
06 mag 2012 alle 14:59Abbattete ‘sta troia.