Riprende la rubrica “Dalla parte del fotografo” dove Filippo Tomasi, fotografo di Firenze, affroterà le tematiche più dibattute tra le modelle.
Se vi siete persi il primo appuntamento potete rileggerlo qui:
Ed ora vi lascio a Filippo, buona lettura!
Bella domanda no?
Scrivo questo pezzo in aereo mentre sto tornando da un servizio di moda realizzato a Parigi.
In testa mi frulla questa domanda e cerchiamo ora di dare una risposta.
Partiamo con alcuni esempi:
(dati presi da internet)
Kate Moss 172 cm
Agyness Deyn 173 cm
Bianca Balti 176 cm
Heidi Klum 176 cm
Carolyn Murphy 175
La media delle ragazze italiane nel 2005 era di 165 cm, per cui anche alla data odierano le altezze delle modelle di cui sopra è comunque superiore alla nostra media.
Ed allora?
Allora possiamo certamente dire che se una ragazza sogna di diventare una modella, deve considerare che per sfilare di solito vengono scelte ragazze di almeno 175 ma con l’avvento delle giovani modelle dell’est anche di 178 e superiori.
Ma per essere una foto-modella queste misure non sono così necessarie. Gli esempi delle cinque modelle che vi ho segnalato, sono chiaramente esempi volutamente specifici.
Di Kate Moss ce n’è una, e sarà sempre lei e solo lei. Come lei Agyness, modella molto particolare anche se non raggiunge i 175 cm e così via.
Il mondo della fotografia ormai è cambiato, ha aperto tantissime possibilità a ragazze che anni fa non sarebbero state mai accettate in nessuna agenzia. Ma le occasioni di essere fotografate (vedi foto-amatori oppure workshop fotografici) si sono moltiplicate e poter pensare di farne un secondo lavoro se non il primo, è una idea effettivamente possibile.
Due ragazze che conosco e che sono decisamente sotto la media delle topmodel da sfilata, possono essere Francesca Cortevesio (altezza 172) e Nisha (altezza 170) che hanno trovato due loro strade nel campo della fotografia e ne hanno fatto il loro lavoro.
Concludendo posso facilmente affermare che non è l’altezza che crea la modella, ma la capacità di trasformarsi, la capacità di adattarsi, di interpretare. E da non dimenticare la professionalità, la puntualità e la serietà in generale.
Filippo Tomasi







