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Studentesse prostitute: un fenomeno in crescita

E' in costante aumento il numero delle studentesse italiane che per mantenersi offrono sé stesse in cam o dal vivo, per serate hot o per accompagnare uomini facoltosi. Ma perché lo fanno?

di Redazione GirlPower 6 maggio 2013

a cura di Sexyvia

Si parla di un cane che si morde la coda, di un sistema che come sempre fa acqua da tutte le parti: mancano i soldi e tutto costa, ma non c’è lavoro che paghi in modo adeguato.
Così giovani studentesse universitarie, la maggioranza tra i 21 e i 26 anni, cercano di mantenersi  vendendo sé stesse.


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Difficoltà economiche, affitti alle stelle, studi costosi, carenza di lavoro; e i soldi facili servono. Ma i soldi facili sono anche un obbiettivo allettante: arrancare non piace a nessuno.

C’è chi non lo farebbe mai, se non fosse costretta dalle circostanze. C’è chi invece potrebbe scegliere qualcos’altro e non lo fa.
Ma una domanda serpeggia nell’aria, anche per quest’ultimo caso: perché non avere il diritto di realizzare i propri sogni e di non vivere una vita caratterizzata dalla mediocrità lavorativa ed economica?


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La precarietà, di lavoro, di studio, di certezze è davvero tanta; i problemi economici sono spesso insormontabili e le possibilità di realizzare i propri sogni lavorativamente parlando, in Italia, è impresa molto ardua. E’ facile quindi cadere in tentazione.

Il mercato delle studentesse in vendita passa ancora sotto silenzio o quasi nel nostro Paese, ma esiste e non accenna a scomparire: magnaccia di sé stesse, queste ragazze si costringono a una schiavitù senza nemmeno rendersene conto.


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Esibizioni in cam, spogliarelli e affini, incontri hot con prestazioni di vario genere; serate in cui fare le accompagnatrici di uomini facoltosi.

“Tu dimmi cosa devo fare e cosa vuoi vedere e io lo farò”, recitano le web-prostitute ai gentiluomini che le contattano in chat; e la cam inizia a spiare i gesti e le nudità delle studentesse-squillo.


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 “Per accompagnarti voglio 1000 euro e il sesso è escluso. Se lo vuoi ti costerà altri 500 euro”.

Esperte della contrattazione, le studentesse-squillo spillano soldi a vecchi bavosi, a ragazzi pervertiti, a uomini senza scrupoli.
Gli annunci si trovano tranquillamente su internet; esistono parole in codice (come “rose” per indicare gli euro), tariffe fisse, anche forum di discussione. I messaggi sono i più vari e c’è anche chi discrimina le “professioniste” del settore, preferendo le “ingenue” studentesse; Alessandro per esempio scrive: "Sono stato con Francesca e ho scoperto solo dopo che non trattatasi di una studentessa ma di una professionista, dunque fate attenzione".


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Perché gli uomini preferiscono le studentesse alle professioniste? E’ questione di maggior “sicurezza” per non contrarre malattie? E’ per la giovane età? E’ per perversione? E’ questione psicologica?

"Ciao, mi chiamo Cinzia, ho 24 anni e sono una studentessa universitaria. Incontro uomini generosi a casa mia o altrui domicilio per arrotondare, non sono una professionista". Oppure: "Mi esibisco in webcam per mantenermi gli studi, se siete molto generosi potrei
incontrarvi per un paio di ore dal vivo. Lasciatemi un sms e vi ricontatteró. Mi chiamo Lucia e ho 21 anni".


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“Non sono una professionista, bensí una giovane studentessa con gravi problemi economici, sto cercando una persona di buon cuore alla quale in cambio di una 'amicizia particolare' chiedo un aiutino per affrontare la vita. Samy”

E la richiesta:
"Cerco studentessa romana per rapporto completo e non protetto. Offresi 1000 rose per quattro ore".


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E, anche qui, i guardoni con tanto di spazio riservato e annunci come questo: "Offro 500 euro per vedere giovani fidanzatini universitari in momenti in intimità. Parteciperó solo se richiesto".

In Italia esistono molte associazioni per aiutare le donne in disagio economico.



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Barbara Maculan, coordinatrice dell’associazione Mimosa di Padova, dichiara che "questi sono circuiti troppo chiusi verso i quali, nonostante gli sforzi non si riesce ancora ad arrivare. E questo per due motivi principali. Il primo è che nonostante il numero in espansione non si puó ancora propriamente parlare di un fenomeno e poi perché - prosegue - a differenza della prostituzione sulla strada di carattere immigratorio queste ragazze non hanno alcun debito da estinguere con le organizzazioni criminali che fanno entrare illegalmente le prostitute in Italia. Le studentesse hanno un maggior potere contrattuale nel senso che possono iniziare e smettere quando vogliono".

Siamo proprio sicuri di quest’ultima affermazione?


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Una cosa in tutto questo è assolutamente certa: questa è una strada, al di là di moralismi e giudizi vari e soggettivi, irta di pericoli e rischi.

Si rischia forte, ragazze. Malattie, gravidanze indesiderate, personaggi pericolosi, stupri, violenze, senza contare che chi lo fa a casa propria fornisce ai suoi clienti il modo per ritrovarle in qualunque momento, e non sempre queste persone hanno buone intenzioni.

Tanti soldi, è vero: ma il gioco vale la candela?



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Commenti

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Matteo sabato, 24 dicembre 2011

se c'erano, io ero a studiare

Io ho studiato ingegneria aerospaziale a Forlì, dal 1999 al 2003. primo di tre fratelli, di famiglia non certo ricca, ho avuto l'esonero delle tasse e una borsa di studio sufficiente. pagavo 200 euro di affitto per la singola, in regola. Avevo qualche soldo perchè d'estate avevo lavorato nel capannone ed al ristorante. Uscivo poco, come lusso avevo solo la palestra. Ho sgobbato, davo 10 esami l'anno. Mi sono laureato in corso ed ho avuto un modesto premio in denaro (1500 euro). Non ho mai pagato una ragazza, ho conosciuto invece ottime persone. Ricordo con affetto la mia amica Chiara, che dopo la laurea ha lavorato anche all'Unicef. Una sera, in un pub a a Cesena, ho conosciuto Anna, all'epoca laureanda in tecnologie alimentari, ragazza laboriosa e tenace che è da tempo ormai la mia compagna. Val la pena di sottolineare che il corso di Progettazione di Aereomobili era tenuto dall'ing. Veronica rossi, all'epoca venticinquenne. Ed è stata un'ottima insegnante.

Sarà che non le ho cercate, che non ho mai avuto bisogno di pagare, che ho selezionato le amicizie. Ma tutte 'ste mignottelle, io mica le ho incontrate mai. Sarà che in fondo sono poche, anche se fanno notizia.

n° 22
Alam Penting venerdì, 20 luglio 2012

R: se c'erano, io ero a studiare

> Io ho studiato ingegneria aerospaziale a Forlì, dal 1999 al 2003. primo di tre fratelli, di famiglia non certo ricca, ho avuto l'esonero delle tasse e una borsa di studio sufficiente. pagavo 200 euro di affitto per la singola, in regola. Avevo qualche soldo perchè d'estate avevo lavorato nel capannone ed al ristorante. Uscivo poco, come lusso avevo solo la palestra. Ho sgobbato, davo 10 esami l'anno. Mi sono laureato in corso ed ho avuto un modesto premio in denaro (1500 euro). Non ho mai pagato una ragazza, ho conosciuto invece ottime persone. Ricordo con affetto la mia amica Chiara, che dopo la laurea ha lavorato anche all'Unicef. Una sera, in un pub a a Cesena, ho conosciuto Anna, all'epoca laureanda in tecnologie alimentari, ragazza laboriosa e tenace che è da tempo ormai la mia compagna. Val la pena di sottolineare che il corso di Progettazione di Aereomobili era tenuto dall'ing. Veronica rossi, all'epoca venticinquenne. Ed è stata un'ottima insegnante.
>
> Sarà che non le ho cercate, che non ho mai avuto bisogno di pagare, che ho selezionato le amicizie. Ma tutte 'ste mignottelle, io mica le ho incontrate mai. Sarà che in fondo sono poche, anche se fanno notizia.

Roberto giovedì, 16 giugno 2011

L'errore orrore del governo

Le prostitute di una nazione sono utili per l'amicizia ed anche per la fortuna di una nazione. Questo è l'errore del governo. Il permettere prostitute straniere perchè fanno i suoi interessi più o meno diabolici dipende da dove sta operando. Per lo più c'è molta ipocrisia sugli insegnamenti di Gesù. Non disse mai alla prostituta non fare più la prostituta. Il peccato che faceva riguardava altre cose.

n° 21
Roberto giovedì, 16 giugno 2011

Ecco dove si arriva senza l'amore

Siamo arrivati al punto dove anche il governo si comporta come Hitler. Velox, punti sulla petente, rimozione dei figli, divieto di nudità balneare e adesso anche l'ergastolo. Credo fortemente che il pensare come il governo l'americano fa il popolo diabolico.
http://ilsessoelamore.it/archives/tag/etera

n° 20
flavio koea lunedì, 6 dicembre 2010

concorso di bellezza miss escort

Nasce Miss Escort, concorso nazionale per premiare le più belle escort che lavorano sul territorio italiano.> > L'associazione Miss Escort promotrice del concorso nasce per rendere ufficiale un lavoro,quello della escort mai cosi' attuale nella politica,nello sport e nello spettacolo e ad oggi mai cosi' nell'occhio del ciclone mediatico. > > Miss Escort promuove questo concorso lanciando anche la campagna per portare alla luce questa professione sommersa, con i diritti e i doveri che spettano a loro e che competono a tutti i liberi professionisti di qualsivoglia settore.> > Il concorso si sviluppera' in molteplici serate organizzate nelle varie città' italiane e culminerà nella serata finale con location Roma alla presenza di una giuria presieduta dal regista Luca Damiano vincitore dell'Adult Award a Las Vegas corrispondente internazionale dell'Oscar del Porno e da altri membri della cultura,del giornalismo e dello spettacolo. > > Partiti già i casting,le candidate "sfileranno" in pedana mostrando il loro charme in costume, in lingerie e in abito da sera. > > Logo scelto per il concorso di Miss Escort un tacco a spillo emblema da sempre della seduzione.



(miss escort e' un marchio registrato.) misserscort@live.it

n° 19
Roberto giovedì, 16 giugno 2011

R: concorso di bellezza miss escort

Certi governi di certe nazioni sono troppo porci per controllare le prostitute. Tutte quello che possono fare è approvarle. Quando si mettono di mezzo loro le mettono in vetrina ma sono pure di bassa qualità. Le migliori se le tengono nascoste per loro.

kelyar0 domenica, 5 dicembre 2010

Nessuno

Mah, che discussione piena di falso moralismo, ipocrisia e punti di vista fasulli e fuorvianti!!

Porto una testimonianza di vita reale: ho incontrato alcune di queste "studentesse prostitute", come le chiamate. Si tratta spesso di ragazze senza nessun particolare problema economico se non quello di volersi concedere qualche lusso in più. Hanno di solito una certa passione per il sesso e per gli appuntamenti al buio e non si sentono obbligate a fare quello che fanno ma la considerano una libera scelta. Fanno questa cosa perché la considerano un gioco divertente e remunerativo. E non possono nemmeno considerarsi delle “scansafatiche” che scelgono una comoda scorciatoia, perché spesso, accanto a questa attività, fanno anche qualche lavoro o lavoretto “normale”, tipo la cameriera nei locali o in discoteca. Di solito si possono scegliere i loro "amici", ad esempio mi è capitata una bellissima ragazza di 22 anni, con elegante monolocale in centro città, che prima di decidere se "giocare" con me mi ha messo davanti ad un caffé "...per capire se tra noi c'è il giusto feeling, perché non dobbiamo fare nulla per forza". Se volete sapere che tipo di persone ho incontrato, bé: c'era la figlia del primario d'ospedale che, finita l’università, voleva continuare a vivere nella grande città anziché tornarsene in provincia dai suoi; la figlia appena ventenne del piccolo imprenditore che, più volte bocciata a scuola, non voleva più chiedere i soldi ai genitori per pagarsi un corso di recupero e potersi iscrivere all’università; la creativa con tanto di studio grafico in società con altri soci che, trovatasi da sola dopo qualche anno di convivenza con un fidanzato opprimente, aveva voglia di esplorare il mondo della trasgressione guadagnandoci anche un po'... etc. Storie vere, vi assicuro, alcune di loro le ho persino trovate su Facebook con nomi e cognomi. Sono ragazze normalissime, solo sessualmente e moralmente molto disinvolte, forse anche un po' viziate. Ma possiamo giudicarle così male o compatirle solo per questo? No, non credo. Io penso che nessuno abbia diritto di mettere bocca tra quello che due adulti, uomini e/o donne, decidono di fare liberamente tra loro, al di fuori di qualunque costrizione e se questo non arreca danno a nessuno: ognuno è libero di gestire il proprio corpo e il proprio portafoglio come più gli piace, pur di rispettare il prossimo.

n° 18
Romano domenica, 27 febbraio 2011

R: Nessuno

Ciao, mi potresti dare i contatti di queste ragazze, se sono di roma?

kelyaro domenica, 21 agosto 2011

R: R: Nessuno

No, sorry, proprio non posso: come detto, si tratta di ragazze che coltivano questo aspetto in una "seconda vita", mentre la loro vita di tutti i giorni è del tutto normale. Loro stesse quasi sempre mi hanno dato il loro cell dopo 2 o 3 scambi di mail conoscitivi, metodo usato per fare una accurata selezione della gente che decidono di incontrare. Se quindi ti dessi i numeri di telefono, violerei un "patto di riservatezza" reciproco che è il presupposto fondamentale di questi incontri.

Posso dirti che diverse le ho contattate attraverso il sito bakekaincontri (per roma è http://roma.bakecaincontrii.com), ma attenzione: il 99% degli annunci che troverai li sono fatti da prostitute professioniste un po' di tutti i livelli (dalla escort di lusso alla battona di strada) che usano questo sito per aumentare il loro "volume d'affari": io ci ho messo un po' di tempo e qualche "fregatura" per imparare a selezionare gli annunci... "giusti".... Good luck!

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