gpt skin_web-mondo-0
gpt strip1_generica-mondo
gpt strip1_gpt-mondo-0
1 5

La stella di Esther

/pictures/2017/07/20/la-stella-di-esther-2240332356[595]x[248]780x325.jpeg Official Website
gpt native-top-foglia-mondo

In occasione della Giornata della Memoria dedicata alle vittime dell’Olocausto, la De Agostini distribuisce nelle librerie una graphic novel sullo sterminio ebreo della Grande Guerra. Autore, l’olandese Eric Heuvel

Stella di Esther

Il 27 gennaio si è celebrato il Giorno della Memoria. Ogni anno, allo scoccare di questa data, arriva il momento di dare particolare spazio al ricordo di un tempo che è trascorso ma che porta ancora con sé un’eredità pesante fatta di perdite e di orrore, testimonianza dolorosa di eventi vergognosi che hanno macchiato la coscienza dell’Europa e inciso tragicamente sul destino di uomini, donne e bambini che in nome dell’epurazione razziale furono rinchiusi nei ghetti, strappati alle loro case, divisi, torturati, uccisi, decimati. 

La ricorrenza, a cui aderiscono tra gli altri anche la stessa Germania, l’Inghilterra e l’ONU, in Italia è stata formalmente istituita dal nostro Parlamento con l’approvazione della legge n. 211 del 20 luglio 2000, decisione con cui abbiamo dunque ufficialmente accettato di allinenarci alla proposta internazionale di scegliere questo giorno per celebrare le vittime della Shoah. Questo, per inciso, il testo dell’articolo 1 della legge in questione: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”. 

Tante le iniziative, in questa giornata speciale, previste per le celebrazioni: rassegne fotografiche, cineforum a tema, conferenze, musei aperti, mostre e dibattiti sono solo alcuni degli eventi che in ognuna delle nostre città, al Nord così come al Sud, sono state organizzate per l’occasione. E anche la De Agostini, per parte sua, ha voluto dare il proprio personalissimo contributo: a partire da oggi, infatti, sugli scaffali delle librerie sarà possibile trovare “La stella di Esther”, fumetto realizzato con il patrocinio dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) e pubblicato, nell’edizione originale olandese, dalla Casa di Anne Frank. Autore della graphic novel, che nella versione italiana conta 64 pagine e si trova in vendita al prezzo di 12,90 euro, è Eric Heuvel. 

Aprendo e sfogliando il volume la prima cosa che si nota nel complesso sono i colori tenui, i disegni lineari, i dialoghi misurati nel minimo dettaglio. Quest’ impostazione, apparentemente casuale, è stata invece fatta lucidamente allo scopo di raccontare violenze e umiliazioni calibrando la narrazione in modo assolutamente mirato: "Usare un tratto classico, rassicurante, è una scelta ben precisa, come quella di evitare tutto il brutale e l'inenarrabile della Shoah, perfettamente in linea con la didattica della memoria oggi", spiega Odelia Liberanome Bedarida, coordinatrice del centro pedagogico della Ucei. "Se si mostrano scene terribili si tende a rimuoverle. Perché la memoria abbia un senso, ci si deve concentrare su messaggi attuali e comprensibili". 

Inventata di sana pianta ma lo stesso verosimile la sceneggiatura: la storia si apre con Esther, una giovane ebrea tedesca costretta a lasciare tutto e scappare in Olanda. Questa fuga, che la costringerà ad andarsene e a separarsi dalla famiglia per evitare il campo di concentramento, è in realtà un ricordo del suo passato: ecco infatti che poche pagine più tardi ritroviamo la stessa Esther, anziana e ormai nonna, di nuovo in viaggio ma stavolta alla ricerca di Helena, una coetanea con cui aveva stretto amicizia nei suoi anni trascorsi in Olanda. Con l’aiuto di suo nipote David e di Jeroen, il nipote di Helena stessa, Esther ritroverà i rifugi dove allora aveva trovato scampo alla persecuzione, avventurandosi in un doloroso percorso a ritroso in cui riuscirà a ricostruire, passo dopo passo, anche la morte dei propri genitori. 

Le vicende di questa donna e delle sue ferite ancora aperte prendono vita nello stile dolce di Heuvel, fumettista olandese con un trascorso da insegnante di storia, omaggiando dichiaratamente Hergé, il papà di Tintin, allo scopo di rivolgersi soprattutto ad un pubblico di ragazzi e adolescenti. Scelta stilistica e d’intenzioni molto distante dunque ‐ chi l’ha letto potrà notarlo subito – dall’altra graphic novel dedicata all’Olocausto e già in commercio da diversi anni, vale a dire il claustrofobico, oscuro e incisivo “Maus” di Art Spiegelman. 

“La stella di Esther”, pensata innanzitutto per educare i lettori più giovani all’importanza e al valore della memoria, pone certo in risalto la Grande Storia ma si concentra in modo particolare, tavola dopo tavola, a quello che fu il dramma della Shoah nella vita della gente comune, dei nostri nonni e di chi allora c’era e ora non c’e’ più: vicini di casa che all’improvviso diventano estranei o addirittura nemici, le prese in giro a scuola, il compagno di giochi che non scende più in cortile perchè non sta bene farsi vedere con gli ebrei, la privazione da un giorno all’altro del lavoro, del rispetto, degli amici, della dignità. Quello che più di 60 anni fa travolse loro vuole essere dunque, oggi come negli anni a venire, un monito per noi, ed è così che anche attraverso un semplice fumetto, creato per conservare il ricordo di qualcosa che mai più va permesso, diventa possibile quello che diceva Primo Levi: “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.

gpt native-bottom-foglia-mondo
gpt inread-mondo-0
gpt skin_mobile-mondo-0