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Ru486 finalmente negli ospedali: ancora polemiche

Da ieri la Ru486 può essere ufficialmente distribuita dalle farmacie ospedaliere. Ma le polemiche sono ancora durissime, e i due neopresidenti di Regione Cota e Zaia hanno dichiarato che non la faranno arrivare nei loro ospedali

di Redazione GirlPower 2 aprile 2010

A cura di Anastasia Meloni


Continuano a infuriare le polemiche sulla Ru486, la famigerata pillola abortiva che permette di abortire in maniera più semplice e indolore e senza bisogno di interventi chirurgici.
La commercializzazione della pillola abortiva è stata autorizzata in Italia,  nell'estate scorsa dall'Aifa (l’Agenzia Italiana del Farmaco). Ma nonostante da quell'autorizzazione formale sia passato ormai quasi un anno, la pillola abortiva è ancora fonte di polemiche fra i politici, attira su di sè gli anatemi della Chiesa, e soprattutto, non è ancora diffusa in maniera uniforme sul territorio nazionale.
Nello scorso autunno la pillola abortiva fu sottoposta a ulteriori esami da parte di una commissione del Senato per accertarne la sicurezza d'uso, nonostante questo farmaco sia stato adottato all'estero da diversi anni e abbia dimostrato di non essere pericoloso, a parte casi isolati. Dopo tante questioni si è giunti alla decisione di somministrare la Ru486 solo previo ricovero ospedaliero, cosa che può essere giustificata come garanzia della salute della donna, ma che fa un po' pensare se si considera che persino gli interventi di aborto, nei primissimi mesi di gravidanza, vengono spesso praticati in day hospitalru_1

Da ieri, 1 aprile (una data beffarda), è ufficialmente possibile per le farmacie ospedaliere richiedere la Ru486: sarà quindi finalmente possibile per le donne che vogliono praticare l'interruzione di gravidanza scegliere tra l'intervento chirurgico e la pillola abortiva. In realtà in alcune strutture ospedaliere era già possibile scegliere l'aborto farmacologico, grazie a un'escamotage: la pillola veniva infatti ordinata all'estero su richiesta della singola paziente. Insomma il farmaco è stato ampiamente approvato e ne è stato regolamentato l'uso, e l'erogazione è ufficialmente cominciata. Quindi presto o tardi tutte le regioni dovranno adeguarsi.

Ma non sono di quest'opinione i due presidenti di regione appena eletti in Piemonte e in Veneto, Cota e Zaia. Fedeli alle dure dichiarazioni del Vaticano rilasciate a ridosso delle elezioni di pochi giorni fa, i due non fanno mistero di opporsi duramente all'uso della pillola abortiva. Roberto Cota ha detto che, anche se la Ru486 è già disponibile farà di tutto per "farla rimanere nei magazzini". Luca Zaia dal canto suo ha ribadito che farà di tutto "per non farla arrivare negli ospedali veneti". Posizioni nette, e abbastanza incredibili: l'autonomia regionale infatti non entra in gioco per una questione come quella dell'aborto, che è regolamentata in maniera uniforme a livello nazionale. Quindi non si capisce in base a quale principio due presidenti di regione dovrebbero prendersi la libertà di impedire l'uso di un farmaco che è stato approvato su base nazionale. Forse non è un caso che la musica sia un po' diversa nel Lazio, dove la neo-governatrice Renata Polverini, pur appartenendo a uno schieramento di destra, ha dichiarato che l'erogazione della Ru486 negli ospedali del Lazio avverrà seguendo le regole che sono stabilite, e sebbene lei si dichiari "a favore della vita", c'è una legge, la 194, che va rispettata e applicata. 

Insomma le polemiche sulla Ru 486 sono bel lontane dall'essere sopite. Avremmo voglia di chiederci perchè la questione è tanto ostica in Italia. Perchè tanta fiera e coriacea opposizione per questa pillola che, ripetiamolo, è adottata da anni quasi in tutta Europa e negli Usa? E soprattutto, ogni volta che se ne parla sembra quasi che si debba ridiscutere sulla legalità dell'aborto che, nel nostro paese, ricordiamolo, è stato legalizzato e regolamentato più di 30 anni fa con la legge 194, che molti hanno sempre riconosciuto come un'ottima legge. Ma allora, se l'aborto è legale e degnamente regolamentato, cosa cambia se si introduce un nuovo metodo per praticarlo, un metodo che è già diffuso all'estero e che è tra l'altro meno doloroso e più facile da praticare?

Non si può negare che in questi trent'anni la Chiesa ha continuano ad essere contraria all'aborto, ma un tale accanimento come quello riservato alla Ru486 non si era mai visto. La loro obiezione principale è una: la pillola abortiva renderebbe troppo "facile" l'aborto, banalizzerebbe l'atto,e  pertanto svilirebbe il principio della "vita" a tutti i costi a cui i cattolici sono tanto affezionati. Eppure forse tutti questi uomini, dagli ecclesiastici ai politici, che si riempiono la bocca con la "difesa della vita", non essendo donne non sanno che un aborto non è mai una scelta facile, e, con o senza dolorosi interventi chirurgici, è una ferita dolorosa per tutta la vita. Pertanto questo accanimento contro la Ru486 sembra più che altro un accanimento che va a riversarsi meramente contro le donne.

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4
Commenti

Sara venerdì, 9 aprile 2010

Pillola Abortiva RU486. Tante polemiche per nulla...

Il 19 Ottobre l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato il via libera alla Ru486,la
pillola abortiva,che tra un mese potrà essere somministrata negli ospedali.
Nei giorni precedenti non sono mancate le polemiche politiche (sul farmaco si attende inoltre il ‘verdetto’ dell’indagine conoscitiva voluta dal Parlamento) e sono comparse dure
prese di posizioni sui media (oltre a quella de L’avvenire, anche Il Giornale non è andato leggero,parlando di metodo per “togliere la vita a un piccolo essere umano”).
E ancora, durante la riunione del Cda dell’Aifa, Eugenia Roccella e Maurizio Gasparri
hanno continuato a contestarequalsiasi ipotesi di aborto ‘a domicilio’. Secondo Vincenzo Spinelli, ginecologo e direttore sanitario dei Consultori Aied di Roma, la disputa sulla Ru486è invece la classica tempesta in un bicchier d’acqua. Vediamo perchè.
Dottor Spinelli, molto rumore per nulla ?
Decisamente sì. I casi di aborto con la Ru486 riguarderanno un’esigua minoranza di donne. Nessuno lo sottolinea mai, ma è importante ricordare che l’interruzione di gravidanza farmacologica è possibile solo entro sette settimane dall’ultima mestruazione (negli altri paesi invece è possibile entro nove settimane, ndr). Basta fare due conti: sono 49 giorni. Prima di avere il dubbio di essere incinta, di solito passano 30 giorni. Poi, di solito, una donna temporeggia prima di fare il test: aspetta di vedere se è soloun ritardo. E passa un’altra settimana. Poi si fa il test: se positivo,si va al consultorio. Lì il medico rilascia un certificato e, secondo la legge, prima dell’intervento devono
trascorrere altri sette giorni, tempo concesso per eventuali ripensamenti.
Siamo già al 45°giorno. Capite bene che si tratterà di casi rari.
E se il caso è ritenuto urgente?
Bisognerà vedere che dice l’Aifae irisultati dell’indagine conoscitiva. In ogni caso, potrebbero dire che l’aborto farmacologico non contempla casi urgenti visto che comunque dopo i 49 giorni c’è ancora la possibilità dell’interruzione di gravidanza chirurgica.
Chi teme chelaRu486 possa trasformarsi in un metodo anticoncezionale sbaglia?
Su questo non ho dubbi. Anche perché,e anche su questo bisogna essere
chiari, nessuna donna ha voglia di abortire. Se può, demanda il più possibile all’operatore sanitario, come succede nell’Ivg tradizionale.
Come funziona l’interruzione di gravidanza con la Ru486?
Se le direttive dell’Aifa rimarranno le stesse, tutte le prassi dovranno svolgersi in condizioni di ricovero ospedaliero. Il primo giorno viene somministrato il Mifepristone, una molecola che consente all’endometrio di staccarsi dalla parete uterina e al collo
dell’utero di dilatarsi. Poi, dopo quarantotto ore, si somministra il Misoprostolo, un prostaglandine che induce le contrazioni uterine e provoca le perdite ematiche.
Da quando sarà possibile ricorrere alla pillola abortiva?
In teoria entro un mese. In ospedale il farmaco ancora non c’è. Bisognerà ordinarlo e, conoscendo i tempi della burocrazia in Italia, se tutto va bene avremo i primi interventi all’inizio di novembre.
Come risponde alle obiezioni dei cattolici?
Ricordo che anche nel 1978, quando venne approvata la legge 194, i benpensanti dicevano ‘Vedrete, orauseranno l’aborto come contraccettivo’.
Non è andata così: il picco massimo delle aborti si è avuto nel 1982, con
circa250.000 casi. Da allora, anno dopo anno, gli aborti sono diminuiti. Oggi siamo intorno ai 140.000 ma va considerato che molti casi riguardano
donne straniere che vivono condizioni culturali ed economiche spesso differenti.
E poi vorrei ricordare una cosa. Lo sa come nasce la Ru486? Racconti
Il farmaco è stato scoperto nel 1980 in un laboratorio francese della Roussel Uclaf. Nel 1988 la Francia approvò l’uso della pillola ma due mesi dopo la
Roussel Uclaf annunciò la sospensione della produzione. Avevano avuto
pressioni esterne e c’erano forti reticenze etiche da parte del primo azionista della società, i tedeschi della Hoechst. Che durante la seconda guerra mondiale facevano parte della Ig Farben, la multinazionale che produceva il gas utilizzato nei campi di sterminio.
Insomma, credo non ci si possa appellare all’etica solo quando fa comodo.

n° 4
MrTeppone sabato, 3 aprile 2010

cotazaia vs iana

sarebbe gustoso far incontrare zaia e cota con la stirpe di iana:
http://www.youtube.com/watch?v=UhymM94EUxE

n° 3
zuclo venerdì, 2 aprile 2010

Favorevole alla RU486

Persone come queste e quelle che le hanno votate tutte nei campi di rieducazione poi voglio vedere se sentiamo ancora parlare di assurdità come questa della pillola o quella di ieri della Resistenza.

n° 2
Antonella Marchisella venerdì, 2 aprile 2010

Antonella Marchisella

Penso che la Ru486 sia una finalmente la libertà per tutte le donne del mondo! Che finalmente non dovranno più subire il dolore fisico e psicologico di un intervento chirurgico ed invasivo quale l'aborto tradizionale! Si è lottato molto a lungo per la libertà delle donne, le pari opportunità ecc... E nessuno può permettersi di togliere ad una donna la libertà e la dignità di poter scegliere se avere un figlio oppure no, e soprattutto nessuno può togliere alle donne il diritto sacrosanto di poter abortire nel modo più indolore possibile! Quando si parla di essere "per la vita", bisognerebbe chiedersi "per quale vita si è a favore"?? Di quale vita parlano?? Visto che l'aborto chirurgico uccide le donne fisicamente oltre che psicologicamente!!! Sono indignata per l'opposizione che tutt' ora continuano a proliferare riguardo la pillola Ru486 ! Le donne hanno il diritto di scegliere e di essere libere!!!

n° 1
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